Batman: l’Oscuro Principe Azzurro

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Fumetto unico nato dalla collaborazione tra la casa editrice francese Dargaud e la DC Comics, Batman: l’Oscuro Principe Azzurro, è una storia inizialmente divisa in due parti pubblicate a distanza di qualche mese, il cui autore e disegnatore è l’italiano Enrico Marini, insomma un mix di paesi che sfornano non la graphic-novel Batmaniana del secolo ma una piccola chicca divertente e molto squisita.

” Quando una strana e misteriosa ragazzina viene rapita dal Joker, Batman è costretto a gettarsi a capofitto nel sottobosco criminale di Gotham, in una corsa contro il tempo per scoprire dove sia stata segregata. Ma qual è il collegamento che unisce Batman e il Joker alla giovane donna?”

batman-oscuro-principe-azzurroL’autore ci porta in una Gotham classica fra i suoi grattacieli, gargoyles e magazzini abbandonati, ma dal look molto punk, attenzione a non farsi fregare dal pregiudizio in questo senso, sopratutto guardando al Joker e Harley Quinn, ad alcuni potrebbero ricordare vagamente i look degli ultimi film ma i caratteri sono molto più coerenti con i personaggi classici, senza dimenticare che ci troviamo comunque davanti ad un elseworld. Continuando a soffermarci infatti sui caratteri e sui rapporti evidenziati nel fumetto, assomigliano e mi hanno rammentato di più quelli visti in generale nei videogiochi della serie Arkham (con un solo evidente omaggio al Killer Croc di Azzarello nel suo cameo), nel complesso narrativo invece abbiamo i cliché noti alla casistica batmaniana, ognuno recita il suo ruolo più conosciuto, ci sono molte battute per Joker (che fanno anche ridere, il che intorno al 2019 è già onorevole così) e per Harley Quinn, una Catwoman ferina e ladresca in tutto e per tutto e i nuovi personaggi di Mariah Shelley e la piccola ma tosta Alina anche se piuttosto prevedibili funzionano, perciò essenzialmente se abbiamo quello che sotto sotto potrebbe essere un fumetto base classico di Batman e che non buca prettamente la pagina, perché sono qui a scriverne?

Perché ne esce vincente lo story-telling a mio parere e sopratutto il lavoro sul mistero (e l’ambiguità) mantenuto durante il progredire della storia, non è un caso se tiro fuori dal cilindro quest’opera dopo aver scritto di Cavaliere Bianco. In questo episodio fuori rotta della vita di Bruce la soluzione che un minuto prima ci sembra citofonata un minuto dopo riperde senso fino al plot twist finale assolutamente degno di nota e di cui si dovrebbe parlare di più in giro, esattamente come una sorta di favola noir (che non a caso il titolo cita).

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Amore e odio vanno a braccetto ovunque purtroppo, ma nei fumetti mai come a Gotham. Ci sono sfumature già usate su Bruce riguardo l’impulsività, sopratutto quando si tratta di storie con bambini di mezzo, ma quando alcuni dubbi si paleseranno nella trama diventano molto più particolari e interessanti quelle usate e dosate sul Joker che tuttavia rimane assolutamente in-character nei momenti migliori e peggiori, mi ha stupita in positivo la sua scrittura, non abbiamo il solito genio criminale che riesce a fregare anche Dio (e direi ad oggi fin esagerato e abusato in questo senso), si ritorna invece a qualcosa di più umano, mostruosamente umano, le “non risposte” finali sul suo personaggio in questa vicenda lo rendono davvero degno di nota. Le figure meno misteriose ma che bucano la pagina sono in assoluto quelle femminili, seppur di sfondo, hanno ruoli fondamentali: un ottima Catwoman condensata nell’ambiguità del conosciuto gioco amoroso con Bruce e la sua natura più criminale e anti-eroica, mi è piaciuta e mi ha fatto ridere di gusto un paio di volte, e se si parla di ridere Harley è veramente al top, un paio di scene le dimenticherete difficilmente se ne siete fans (quella col sushi sarà un must nel mio immaginario d’ora in poi), stranamente ho approvato anche la sua riluttanza ad uccidere la bambina (non è uno spoiler come potreste pensare), forse perché rimane comunque presentata come una squilibrata gelosa e ossessiva, batman-oscuro-principe-azzurro-harley-quinnne ho odiato invece il look, immaginerete che vederla sempre con la chiappa di fuori in questi anni mi irrita pesantemente, in una storia dove poi la sua caratterizzazione è piuttosto classica ancora di più avrei preferito il suo competo originale, però ehi, tutto dalla vita non si può avere!

Look dei personaggi a parte, l’arte è bella, pittorica, molto fine ma anche fumettosa, che ben si sposa alla chiosa finale della storia con la ambiguità e il tono tra il noir e la favola, mi è piaciuta tantissimo l’idea di Joker travestito da donna in una scena, una sorta di citazione a come lo avrebbe voluto Morrison in Arkham Asylum (anche se col completo di Madonna, sì, quello con i coni). non credo Marini l’abbia fatto volutamente (e se fosse, complimenti) ma mi ha divertito tanto.

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Concludendo abbiamo Batman, una bambina e il Joker al centro di queste multiple ricerche di attenzioni, nonostante la sinossi ricordi alla lontana la breve ma intensa “La Missione di un Folle” scritta da Chuck Dixon, chiaramente non siamo a quei livelli. Probabilmente all’epoca dell’annuncio le aspettative furono molto alte a causa di questo mix americano e francese dl fumetto, alla fine non sono state pienamente soddisfatte e di critiche se ne sono lette in giro, poiché di base ci si è ritirati negli archetipi più conosciuti di questi personaggi piuttosto che stravolgerli, ma a pensarci bene ironicamente oggi questi  diventano il vero diverso da una continuity che peccando di presunzione fino all’eccesso non saprà e non potrà ristabilire un equilibrio facilmente. La consiglio a chi cerca una storia squisitamente ambigua e in retrospettiva anche agrodolce.

La scheda
Titolo: Batman: l’oscuro principe azzurro
Edizione originale: Batman: the dark prince charming vol.1 e 2, DC Comics/Dargaud, 2017/18
Edizione italiana: DC Deluxe – Batman: l’oscuro principe azzurro vol.1 e 2, RW Edizioni, 2018; DC Absolute – Batman: l’oscuro principe azzurro, RW Edizioni, 2019
Storia e disegni: Enrico Marini
Formato: brossurato
Prezzo: € 14,95 (vol.1), 15,50 (vol.2), 29,95 (DC Absolute)

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4 pensieri su “Batman: l’Oscuro Principe Azzurro

  1. Comprato e sono in attesa di leggere il secondo volume. Il primo mi aveva conquistato con dei disegni decisamente favolosi anche se con una storia abbastanza meh (spero che nel secondo volume si sollevi un attimino).
    Tutto sommato azzeccata anche la confezione che ne fa una bella opera da esporre in libreria.

    • Direi che infatti è la seconda parte quella che mi è piaciuta di più e dove rimane un po’ l’agrodolce, di base non stiamo comunque parlando di una storiona però l’ho apprezzata, mi ha divertita.

  2. Quel nome, Mariah Shelley, quasi il nome dell’autrice di Frankenstein… non è che qualcuno dei personaggi sia stato assemblato? 😛

    Comunque, Marini è un disegnatore notevole, le parti che hai postato mi piacciono molto, il colore, poi, è proprio da fiaba 🙂

    • Probabilmente è voluto, non so se l’assemblaggio in questione potrebbe essere appunto il mistero da risolvere, ma forse sto ricamando io sulla cosa XD.
      Si i disegni sono davvero raffinati, rendere raffinata Harley vestita un po’ osé ci vuole mano proprio, visti gli obbrobri tra film e new 52 XD (e l’idea del cuore sul seno mi ricorda tanto la Tiffany di Chucky, cosa che non mi dispiace).

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