Essere “blogger” alla soglia del 2020? (tag)

blogger-2020

Mi ero ripromesso di non partecipare più ad alcun tag se questi non fossero stati in linea con gli argomenti del blog, e a conti fatti questo non fa eccezione. Eppure eccomi qua, nominato da quel buontempone di Emanuele di The Reign of Ema partecipo volentieri a questo tag nato da un idea di Stefano Accorsi Nino Baldan (qui il suo blog), intenzionato a dire la mia sull’argomento, ovvero cosa significhi per me essere “blogger” alla soglia del 2020 rispondendo ad alcune domande.

Quali sono le ragioni che ti hanno spinto ad aprire un blog?

Copio dal nostro “chi siamo”: “L’idea di aprire un blog è nata in seguito ad una sempre più crescente insofferenza proprio nei confronti di quei forum sul quale passavo molto del mio tempo e dove forse a causa di un lento cambiamento causato dalla diffusione dei social network, salvo qualche eccezione, il divertimento è venuto meno sostituito dalla consapevolezza di dovermi sentire offeso e di essere frainteso prima ancora di poter dire qualsiasi cosa. Quindi incentivato dalla mia compagna di vita e da blogger, Isolde (a.k.a. Clarice), nell’estate del 2013 è nato Omniverso, il mio personale spazio virtuale in cui poter parlare delle mie/nostre passioni in santa pace senza dover per forza incorrere in flame e se anche accadesse qua sono io a fare le regole”

Beh, in realtà c’è altro. Un paio di amici, tra cui Clarice, avevano aperto un loro blog, la cosa mi era piaciuta e così decisi di creare un mio spazio tematico, e come ho scritto sempre nel nostro “chi siamo” volevo parlare di fantascienza (che il primo post del blog sia stato su un fumetto è solo un dettaglio XD), non sapevo ancora che piano piano il blogging avrebbe quasi completamente preso il posto della mia attività forumistica, per i motivi espressi sopra, diventando di conseguenza il posto principale in cui avrei parlato di fumetti e cinema.

Come nasce l’idea dietro ai tuoi post?

Le recensioni nascono piuttosto spontaneamente, non parlo di tutto ciò che leggo o guardo, se qualcosa mi ispira e mi va di parlarne ne parlo. Spesso per i film o i telefilm quello che scrivo deriva dagli scambi di opinioni che ho con mia moglie, per i fumetti è qualcosa di più personale, in entrambi i casi spesso ci rifletto durante la giornata a lavoro ma non sempre riesco a mettere per iscritto esattamente quello che vorrei dire. Per il resto sono idee che magari mi frullano nella testa per diverso tempo prima di decidermi a metterle per iscritto.

Quali mezzi utilizzi per il blogging?

Di solito il notebook ma dovendolo dividere con mia moglie (da quando il mio ha smesso di funzionare) a volte mi devo accontentare del tablet che ho dotato di tastiera wireless, non è male ma non riesco a ridimensionare le immagini, inoltre non riesco a risolvere il problema del refresh automatico delle pagine che a volte mi fa perdere alcune parti scritte, in pratica devo salvare ad ogni parola, cosa che è un po’ frustrante… spero di riuscire presto a prendere un nuovo notebook personale, ne ho addocchiato uno che non costa troppo, spero di ritrovarlo ancora per Natale.

Invece per rispondere ai commenti e commentare a mia volta gli altri blog prediligo il cellulare, ultimamente lo uso anche per realizzare i post brevi per The Brick Blog, il mio nuovissimo blog sui Lego, mi è più comodo per caricare le foto delle mie “creazioni”.

Quanto impieghi per un post e come inserisci il blogging nel tuo tempo libero?

Per un singolo post direi almeno due o tre ore, dipende dalla lunghezza del post, se mi devo documentare, da quante immagini devo inserire… ma anche da quanta voglia ho,  da quanto mi lascio distrarre da altre cose, dal mio stato d’animo, a volte per scrivere due cavolate ci impiego davvero tanto, a volte per scrivere tanto ci impiego poco.

Rientrando da lavoro non prima delle 17 e 30 non scrivo prima delle 19 ma più spesso tra le 21 e le 23 a giorni alternati, imprevisti permettendo. Però ci penso molto durante la giornata. Appena avrò un computer mio probabilmente ci dedicherò un po’ di tempo tutte le sere, anche per sistemare alcune cose di grafica e impostazioni.

Qual è il tuo rapporto con i social network e come sono legati al tuo blog?

Ho un account Facebook personale, una pagina Facebook dedicata al blog, un account Twitter praticamente abbandonato da tempo (prima era legato ai contenuti di Facebook ma pare si sia disattivata questa opzione) e infine un account Instagram che ho legato alla pagina Facebook, insomma una catena.

Non mi ritengo molto social, nel mio profilo personale difficilmente condivido stati se non c’è un occasione speciale dietro, come foto di una vacanza o di una festa, lo uso per lo più per condividere i link del blog, link che poi condivido anche su gruppi tematici ma le visualizzazioni che mi portano sono una minima parte. Sono più uno che preferisce partecipare alle discussioni piuttosto che crearle, probabilmente è il motivo per cui non riesco a rendere maggiormente attiva la mia pagina e le reazioni sui gruppi. Cerco di non immischiarmi in discussioni di tipo politico, preferisco parlarne nella vita reale. Inoltre mantenere viva una pagine vuol dire passarci molto tempo sopra e onestamente non ce la faccio proprio. Devo ammettere però che le discussioni a cui partecipo spesso e volentieri mi portano a pensare che l’estinzione della razza umana non sarebbe esattamente un male.

Vedi questa “crisi” del blogging in prima persona, al punto da avere avuto la tentazione di trasferirti in pianta stabile sui social?

Per quanto mi riguarda non mi interessa, ho visto tanti blog nascere e morire nel giro di pochi mesi, probabilmente scoraggiati dalle scarse visualizzazioni, forse pensavano pure di monetizzarci, ancor più probabilmente pensavano che avere un blog fosse cosa facile, basta scriverci due cavolate e via, non è esattamente così. Ci vuole lavoro, impegno, pazienza, costanza, contenuti. Non si può pensare che le visualizzazioni arrivino così da sole solo perché esisti. Alcuni blog mi dispiace non vengano più aggiornati (e so per certo che non rientrano nella categoria di cui ho parlato poco fa), altri invece mi domando il perché esistano. Trasferirmi in pianta stabile sui social? Non ci avrò pensato più di un nanosecondo, si, magari avrei più interazioni, like e reazioni ma la cosa morirebbe nel giro di un paio di giorni, a me interessa informare le persone delle cose di cui parlo, dare la mia opinione e il mio contributo su questo o quel tema e un blog è la soluzione migliore, i miei contenuti rimangono qua a disposizione di tutti in ogni momento. Non mi interessano più di tanto i commenti o i like sul blog, certo mi fanno piacere se argomentati con educazione e sono indice di interesse per qualsiasi visitatore casuale, ma mi sento appagato abbondantemente dalle sole visualizzazioni e mi piace pensare di essere stato utile, poi se non mi leggono realmente non posso saperlo… e comunque peggio per loro, ma a volte me lo domando pure per chi lascia certi commenti.

Ora dovrei nominare qualcuno ma più o meno chi parteciperebbe a queste cose è già stato nominato e ha già risposto, per cui lascio stare ma se qualcun altro volesse raccogliere l’invito e rispondere, è liberissimo di farlo (anzi, è invitato!): più opinioni otterremo, più il punto della situazione sarà esaustivo. Potete farlo anche nei commenti.

Chiedo a chiunque raccoglierà l’appello ad inserire un link al post originale (questo) e segnalare nei commenti la pubblicazione dei post (o, se preferite, anche in forma privata), affinché Nino possa raccogliere e confrontare le testimonianze.

L’immagine di copertina può essere questa oppure una a vostro piacimento.

20 pensieri su “Essere “blogger” alla soglia del 2020? (tag)

  1. Anch’io ho visto parecchi blogger sparire in poco tempo. Creare un blog e starci dietro non è per niente una cosa semplice. Ci vuole costanza e impegno (come in tutte le cose d’altronde). Io continuerò sempre a stare qui, mi ci trovo bene e riesco anche a parlare delle mie passioni molto meglio.

  2. Hai ragione, gestire un blog non è un scherzo (anche se è divertente). Sulle discussioni nei social stendiamo un velo pietoso. Il problema è che sui social si parla spesso di politica e io stesso faccio fatica a tenere la politica fuori dai miei argomenti o a non rispondere a certi post di natura politica.

    • Sui social si parla di tutto e niente, come ho già detto nel post tendo a starmene alla larga da argomenti politici, non portano a nulla, finisce tutto in una sterilissima tifoseria da stadio.

    • Arieccomi, appena ripreso dal virus e già sveglio di domenica mattina per il tanto sonno dei giorni scorsi.
      A differenza tua, ho cominciato a preferire il blog ai forum più perché, sempre più spesso, venivano chiusi e perdevo tutti i miei commenti 😠
      Fammi sapere poi che PC prendi perché il mio non credo arriverà all’estate, già comincia a rallentare e a grattare l’HDD 😒
      Sui social siamo agli antipodi, ci incrociamo poco 😞
      Condivido sulla gratificazione delle visualizzazioni, anche se molte delle mie arrivano dall’estero e dubito quindi di essere letto da tutti ma, come dici tu, sempre meglio di certi commenti che ti fanno dubitare, tipo quello mio burlone dell’altro ieri 😝

      • Ho addocchiato un Lenovo, i miei commenti sui forum, specialmente dove ti sai, ci sono ancora tutti.
        Ma hai ragione e soprattutto un forum necessita di una discussione per vivere, un blog no e seppur con pochi commenti se funziona e fa le sue visite va benissimo così.

  3. Esempio di blog nato dalla crisi dei forum… ma non per la crisi. Cioè, i forum si stavano già imputtanendo e svuotando e quindi sono sorte nuove necessità: ci sta alla grande 😉

    Moz-

    • In realtà il primo forum che ho frequentato è tutt’ora uno dei più attivi del paese, svuotato no ma imputtanito si, motivo che mi ha portato ad allontanarmene. Dopo ne ho frequentati altri ma non erano stimolanti, si parlava sempre meno e quando si faceva finivo sempre col litigare.

  4. Nella mia percezione delle cose, i forum sono stati “uccisi” dai social (alcuni che seguivo hanno visto ridursi drasticamente i visitatori, mano a mano che Facebook prendeva piede) ma nel tuo caso, è stato il blog a mangiarsi il tempo dedicato ai forum…
    E alla fine, per me è stata una cosa simile: trovo che il mezzo del blog sia più efficiente rispetto a quello del forum, per le discussioni che mi interessano. 😛

    • Come ho appena scritto a Moz il mio primo forum è tutt’ora molto attivo, lo lasciai assieme ad altri utenti per via di alcuni disaccordi con parte della moderazione, sai quando si dice due pesi e due misire? Ecco.
      Gli altri forum erano praticamente già abbandonati all’epoca e il passo è stato brevissimo.

  5. Ciao Arcangelo e grazie per aver partecipato a questa “intervista collettiva”!
    Grazie anche per avermi paragonato a Stefano Accorsi 😉 sebbene in questo periodo non sia esattamente “ben visto” dai Veneziani: riprese a San Marco nel pieno dell’emergenza, pizza da asporto sul tavolo di un bar chiuso, sfrecciate in barchino oltre i limiti di velocità 😉

    Riporto e quoto al 100% due affermazioni che hai fatto sui social network:
    “Devo ammettere però che le discussioni a cui partecipo spesso e volentieri mi portano a pensare che l’estinzione della razza umana non sarebbe esattamente un male”
    “A me interessa informare le persone delle cose di cui parlo, dare la mia opinione e il mio contributo su questo o quel tema e un blog è la soluzione migliore”

    Questo mi fa sempre più pensare all’esistenza di uno spartiacque tra “la gente dei social” – che se non esistessero non sarebbero online – e “la gente non dei social” che li rifiuta in toto oppure, se li possiede, ne fa un uso sporadico e moderato. Siamo persone “che hanno qualcosa da dire”, e concordo pienamente che un blog sia per noi la soluzione migliore. 🙂

    • I social ritengo siano dei mezzi molto utili e comodi ma usati malissimo dalla stramaggioranza delle persone, c’è questo terribile malinteso per cui ogni persona, per il solo fatto di poterlo fare, si sentono non solo in diritto ma anche il dovere di dire la propria opinione, anche quando questa è una palese ca**ata e quando non si hanno le basi e le conoscenze per poterlo fare.

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