Battle Royale – Recensione

battle-royale-oscar-fantastica

Nei mesi scorsi ho potuto leggere Battle Royale, romanzo distopico di Koushun Takami, di cui avevo già letto l’adattamento manga, sempre scritto da Takami, e visto il film.

La storia vede una classe di studenti di una scuola media costretti a combattere tra loro fino alla morte in un programma gestito da un governo dittatoriale, La Repubblica della Grande Asia Orientale. Chi si ribella muore, compresi i genitori e i tutori di questi ragazzi. (se vi ricorda Hunger Games è tutto nella norma, le somiglianze non sono poche).

In Italia è arrivato prima il manga del romanzo, pubblicato la prima volta dalla defunta Play Press tra il 2003 e il 2005, e devo dire che non mi lasciò molto, tanto splatter, tanta azione, un po’ di fanservice, ma non tutta quell’introspezione di cui mi parlavano. Lo trovai fin superficiale nelle scelte di alcuni “giocatori”, che ok son costretti a partecipare con un collare esplosivo mettendoti di fronte alla scelta di uccidere o essere ucciso ma, tralasciando gli psicopatici dichiarati, a volte crollavano come niente come se la moralità non contasse proprio. Lasciamo perdere del tutto il film perché è davvero penoso.

Il romanzo arriva in Italia solo nel 2009 per Mondadori e io mi son deciso a leggerlo solo dieci anni dopo, non male no?

Devo ammettere che mi ha preso totalmente, il manga non rende giustizia a questo libro, senza doverlo per forza definire capolavoro o libro della vita. Chiaramente in una storia che vede coinvolta una classe di 42 studenti non tutti possono avere lo stesso spazio, e chiaramente solo alcuni di questi saranno poi i protagonisti principali, il resto per lo più carne da macello. Eppure nelle pagine scritte di un libro, e non di un manga disegnato, i pensieri e la psicologia di questi ragazzi spauriti viene approfondita quanto basta da rendere credibile ogni loro scelta, che sia il suicidio, il cedere alla paura e attaccare i propri amici, se non addirittura impazzire dalla paura, cosa che nel manga dopo una prima parte identica al romanzo invece viene un po’ messa in disparte per mettere in risalto la violenza, il sesso (non sia mai che ci manchino scene di nudo e di sesso quasi esplicito gratuito), e lo splatter, non che il romanzo ci vada piano con le descrizioni delle lotte e le morti ma tutto funziona meglio.

Lettura fresca, veloce, coinvolgente, merito anche di alcuni capitoli brevi dedicati a questo o quello studente, che ti fanno dire “ancora uno e chiudo” con a chiusura lo scandire degli studenti rimasti. Pecca un po’ in alcuni cliché tipici della narrazione orientale che già trovo stucchevole in molti manga ma che in libro proprio speravo di non trovare, come il classico sogno del protagonista che inizia bene e poi vede morire tutti i suoi amici.

Forse un po’ esagerato il suo status di cult ma comunque una lettura consigliata.

5 pensieri su “Battle Royale – Recensione

  1. Io ho visto prima il film, poi ho letto il libro e infine il manga. Il libro mi è piaciuto moltissimo, ma ho apprezzato molto anche il film, per quanto abbia inevitabilmente qualche differenza rispetto al libro (mantiene però sempre un buon ritmo e ne rispetto lo spirito).

    Piace a 1 persona

    • Ciao e grazie per aver commentato. Devo ammettere di averlo visto tanto tempo fa e appunto non mi piacque, le differenze non sono un problema, anche il manga è diverso in certi punti, seppur sia convinto che non arricchisca la storia, anzi… lo trovai proprio fatto male. Dovrei rivederlo, magari lo rivaluterei.

      "Mi piace"

  2. Forse lo status di cult deriva proprio dal genere in sé, inesplorato fino ad allora, e comunque ancora oggi crudo e duro, non leccatino come la sua copia che citi (Hunger Games).
    Il manga non fece impazzire nemmeno me, era davvero troppo inutilmente gratuito, nella violenza.
    Boh, mi dava questa impressione.
    Il film spacca 🙂

    Moz-

    Piace a 1 persona

    • Di Hunger Games ho visto solo i film e a parte una parte (scusa il gioco di parole) del primo film non mi son piaciuti, dovrei leggere i romanzi per fare un paragone reale. Sul genere non saprei, già nel romanzo di King “l’uomo in fuga” si parlava di distopia e giochi mortali, con le sue differenze eh.

      "Mi piace"

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.