Geek League speciale Pandemie nelle fiction: The Strain

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In questo periodo di crisi dettata dalla diffusione del Coronavirus la Geek League ha deciso di riunirsi per combattere la paranoia e per sdrammatizzare, ovviamente con il massimo rispetto, parlandovi delle pandemie nelle fiction, da sempre argomento di grande ispirazione per fumetti, libri, film e serie tv. Io ho scelto di parlarvi di The Strain, o almeno della “malattia” diffusa nel romanzo nato dalla penna del regista Guillermo Del Toro e Chuck Hogan divenuta anche una serie tv, ed è a questa che io farò riferimento.

INTRODUZIONE ALL’OPERA

Un aereo atterra all’aeroporto JFK di New York con le luci spente e le porte sigillate, all’interno centinaia di morti e solo quattro sopravvissuti, nessun segno sui corpi. Ad indagare viene chiamato l’epidemiologo Ephram Goodweather. Ben presto però i cadaveri iniziano a scomparire dagli obitori e Goodweather si trova ad affrontare ben più di virus ma una legione di vampiri, o meglio strigoi, guidati da un male antico.

“Ma non si parlava di virus? Che c’entrano i vampiri?” In The Strain, romanzo scritto da Del Toro e Hogan e di conseguenza nella serie tv, il vampirismo viene affrontato da un punto di vista scientifico, spiegando razionalmente, per quanto può esserlo un opera di fantasia, la trasformazione dei “contagiati”. Vediamolo insieme.

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EZIOLOGIA E TRASMISSIONE

La malattia viene portata da un verme capillare che, una volta introdotto nei vasi sanguigni dell’ospite umano (attraverso l’alimentazione di un vampiro o l’invasione diretta del verme attraverso un orifizio o una ferita), introduce un virus incurabile e ad azione rapida. Manipolando i geni dell’ospite, il virus fa sì che un essere umano subisca grossi cambiamenti fisici.

EPIDEMIOLOGIA

Le prime vittime sono state ritrovate all’interno di un aereo atterrato al JFK, tutti in stato di morte. Poco tempo dopo i corpi si sono rianimati presentando i primi segni di mutazioni fisiche, istintivamente questi hanno fatto ritorno alle proprie abitazioni contagiando i propri cari.

SEGNI E SINTOMI

Molti dei cambiamenti fisici si verificano gradualmente dopo l’infezione e sono accompagnati da un grande dolore. Un umano contagiato di recente rimane in uno stato di animazione sospesa per un giorno per poi risvegliarsi la notte successiva. Tra i primi cambiamenti c’è la crescita di un pungiglione all’interno della bocca dell’ospite per facilitare l’alimentazione. Entro le prime sette notti si svilupperanno altri cambiamenti dei tratti ormai divenuti obsoleti in questa nuova condizione, come la perdita di capelli e unghie, il rafforzamento delle dita medie e conseguente sviluppo in artiglio, mutazione degli organi interni, pallore della pelle (tendente all’arrossamento dopo un pasto recente), pupille nere circondate da sclera rossa e perdita degli organi genitali.

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La proboscide munita di artiglio si sviluppa all’interno della bocca e si trova nascosta sotto la lingua, è retrattile e può estendersi per quasi due metri, è sia l’organo di alimentazione che di riproduzione per i vampiri, drenando il sangue dalle vittime (di solito colpendo all’altezza del collo) e nel frattempo infettando con vermi capillari. Dal momento che la struttura del pungiglione viene modificata dai tessuti polmonari e dalla gola i vampiri, salvo rare eccezioni, sono incapaci di parlare, sono possibili grugniti e rudimentali discorsi monosillabici. Curiosamente, nonostante la perdita di organi e appendici obsoleti per uno strigoi, questi sviluppano zanne affilate in sostituzione dei denti originali, tuttavia risultano inutili dal momento che si cibano attraverso il pungiglione. La temperatura corporea è estremamente alta, a 48,9°C.

Lo stato mentale del contagiato inizialmente è confuso, i movimenti goffi. Col passare del tempo diventerà estremamente agile, veloce, forte, capace di saltare grandi distanze e capace di arrampicarsi su superfici lisce grazie al suo artiglio. La piena maturità del vampiro si verifica entro un mese.

DIAGNOSI E CURA

La mutazione rende certa la diagnosi, tuttavia il virus è incurabile. Si consiglia la totale soppressione dei soggetti contagiati.

I vampiri sono fisicamente più durevoli degli esseri umani e sono in grado di sopportare ferite anche gravi e capaci di guarire più in fretta, seppur incapaci di rigenerare arti recisi, cosa che li rende di fatto immortali, a meno che questa non avvenga per fattori esterni.

La luce ultravioletta nella gamma UVC è in grado di distruggere il meccanismo del DNA che consente agli organi di guarire e moltiplicarsi, ciò include microorganismi come batteri e virus. Una fonte localizzata di UVC, come una lampada fluorescente, può essere usata per respingere vampiro. Una piccola quantità localizzata di vermi parassiti si introduce in un corpo umano se colta sul momento si può impedire il contagio e la conseguente mutazione, lasciando però evidenti cicatrici sul corpo. La completa esposizione alla luce solare diretta o di una potente fonte UVC comporterà la completa essiccazione del corpo del vampiro che diverrà cenere.

L’argento può ferire o uccidere un vampiro grazie alle capacità disinfettanti dell’elemento che danneggiano la biologia virale del vampiro.

Alcuni farmaci presenti nel sangue possono essere tossici per i vampiri.

Le armi convenzionali non sono in grado di respingere un vampiro, tuttavia possono essere uccisi da un grande trauma cerebrale, sparando alla testa o distruggendo il cervello, o in alternativa un metodo altrettanto efficace è la decapitazione del soggetto.

Le tradizionali protezioni religiose, come un crocifisso o l’acqua santa, non mostrano alcun effetto pratico.

LA PANDEMIA CONTINUA CON:

il Prof. Möuze su “Moz o’clock”: l’11 marzo parla dell’influenza che ci teneva a casa da scuola negli anni ’90 

Il Birraio su “Storie da birreria”: il 12 marzo parla di La Peste Scarlatta

Mr. Coder su “Non c’è paragone”: il 13 marzo parla di Contagion

Riptide su “La bara volante”: il 16 marzo parla di Y – L’ultimo uomo

Plot Tyrant su “La cupa voliera del conte Gracula”: il 18 marzo parla di King Of Eden

Il Mangiastorie su “La stanza di Gordie”: il 20 marzo parla de L’esercito delle 12 scimmie

11 pensieri su “Geek League speciale Pandemie nelle fiction: The Strain

    • Il telefilm nella sua breve ma completa vita ha vissuto di alti e bassi ma non bassissimi. I romanzi mi hanno sempre incuriosito ma non li ho mai presi perché non hanno mai fatto una nuova edizione oltre il primo.

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  1. I vampirelli virali di Del Toro mi hanno infettato fin dal romanzi, la serie non ha mai fatto il salto di qualità anche se avrebbe potuto, ma l’ho seguita tutta con un certo grado di affetto, Setrakian sarà sempre nei nostri cuori 😉 Cheers!

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    • Setrakian e il nazista erano i personaggi migliori di tutta la serie, il più odioso era Zack. Concordo, poteva dare di più, specialmente dopo un inizio davvero notevole ma nel complesso l’ho vista tutta con piacere.

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  2. Io all’epoca scelsi di non vedere il telefilm proprio perché avevo in testa tutta la trilogia.
    Bellissimo il primo libro, tutto sommato divertente il secondo, anche se puramente action, assurdo ed illogico il terzo volume, una delusione immane.

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  3. Pingback: Geek League presenta: Narrazioni contagiose. Il “virus lupo” di King of Eden – La cupa voliera del Conte Gracula

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