Spider-Man 2 di Sam Raimi – Recensione

Spider-Man 2 supercinema

A sto giro per Supercinema!, la nostra rubrica che non si occupa solo di recensire i cinecomics ma che vi espone differenze e ispirazioni rispetto ai fumetti, parliamo di Spider-Man 2 di Sam Raimi, ovvero quando ancora Peter Parker non vedeva ovunque il volto di Tony Stark ma quello di Mary Jane Watson.

LA SCHEDA TECNICA

Titolo originale: Spider-Man 2
Anno: 2004
Regia: Sam Raimi
Soggetto: Alfred Gough, Miles Millar, Michael Chabon, dal fumetto Marvel Comics
Sceneggiatura: Alvin Sargent

IL CAST DI SPIDER-MAN 2

Tobey Maguire: Peter Parker/Spider-Man
Kirsten Dunst: Mary Jane Watson
James Franco: Harry Osborn
Alfred Molina: Dottor Otto Octavius/Dottor Octopus
Rosemary Harris: May Parker
J.K. Simmons: J. Jonah Jameson
Daniel Gillies: John Jameson
Elizabeth Banks: Betty Brant
Bill Nunn: Robbie Robertson
Ted Raimi: Ted Hoffman

Willem Dafoe compare brevemente in un cameo in cui riprende il ruolo di Norman Osborn.
Dylan Baker compare brevemente nel ruol di Curt Connors.
Bruce Campbell, attore feticcio di Sam Raimi, compare nuovamente in un cameo questa volta nel ruolo della maschera del teatro.

LA TRAMA IN BREVE

Peter Parker fa sempre più fatica a conciliare la vita del traquillo e timido studente con quella del supereroe, cosa che complica i rapporti con i suoi amici Mary Jane e Harry Osborn, divenuto capo della Oscorp dopo la morte del padre. Harry finanzia gli esperimenti dello scienziato Otto Octavius, durante una dimostrazione scientifica al quale assiste anche Peter si verifica un terribile incidente nel quale perde la vita la moglie dello scienziato e lui stesso rimane fuso con i tentacoli meccanici che usava per manipolare il tritio. Ormai sotto il controllo dell’intelligenza artificiale dei tentacoli fugge dall’ospedale intenzionato a ripetere l’esperimento con il nome che gli ha affibbiato il Daily Bugle, Dottor Octopus.

ISPIRAZIONI E DIFFERENZE DAI FUMETTI

Il film si ispira parzialmente al debutto di Doc Ock nel 1963 sulle pagine di The Amazing Spider-Man 3, alla storyline pubblicata tra i numeri 31 e 33 della collana, e per lo più prende spunto dall’episodio Spider-Man No More! pubblicato sul numero 50.

Doc Ock è molto diverso dalla versione fumettistica, qui appare come uno scienziato che appena conosce Peter vi entra in buoni rapporti, è uno scienziato rispettato, sposato, comprensivo e ligio al suo dovere, e la sua carriera criminale inizia essenzialmente perché controllato dall’intelligenza artificiale dei tentacoli meccanici collegati direttamente al suo sistema nervoso. Nei fumetti invece benché fosse uno scienziato rispettato per il suo lavoro non lo era molto per i rapporti umani, ostile con i collaboratori e molto arrogante.

COMMENTO SUL FILM

Spider-Man 2 è il tipico sequel more of the same, è infatti strutturato in modo molto simile al primo capitolo sostituendo la storyline delle origini e la presa di coscienza del proprio ruolo con i dubbi e le difficoltà che questa vita di sacrifici comporta. Lo dimostra anche il fatto che il villain, Doc Ock, essenzialmente si presenti nello stesso modo del Norman Osborn di Willem Defoe, sdoppiandone in qualche modo la personalità, deresponsabilizzando il personaggio dalle proprie colpe, se non la sola morte della moglie. L’intelligenza artificiale delle braccia meccaniche, a pensarci bene i veri villain della vicenda, sono la scusa perfetta per Raimi di tornare per un attimo all’horror, citando con il suo inconfondibile stile la saga che lo ha lanciato, La Casa, nella sequenza del tentativo di rimozione dei bracci da parte dei medici, citazione resa palese dalla motosega e dalle riprese in soggettiva dal punto di vista dei bracci meccanici al posto dei demoni. Come nel film precedente, continuo a trovare eccessiva la sfortuna del personaggio, esasperata, tanto da diventare caricaturale, e con il passare del tempo trovo sempre più difficile trovarlo serio, a non farci caso, tanto che in alcune situazioni più che sfortunato questo Peter Parker sembra disadattato, e trovo incredibile come il pavido Parker non sia minimamente cresciuto o cambiato dal primo film almeno da questo punto di vista, cosa che invece sembrava in parte superare nel passaggio da liceo a università nei fumetti, dove tra un avventura e un altra e qualche storia d’amore il personaggio diventava un po’ più sgamato. Ma sfortuna a parte Spider-Man 2 offre alcuni dei momenti migliori visti in un cinecomic, come la spettacolare sequenza di lotta tra l’eroe e Doc Ock sul treno e il suo epilogo con uno stremato Spider-Man sorretto dai passeggeri, un momento di grande umanità. Sul fronte degli altri personaggi, tra un perfetto J.K. Simmons nella parte di un divertentissimo J.J.J. e una Mary Jane piuttosto anonima sempre in bilico tra l’essere l’interesse amoroso del protagonista e la ragazza ostaggio, Harry Osborn è forse il personaggio che ne esce meglio, per quanto secondario il suo ruolo, la sua parabola discendente provocata dall’ossessione per Spider-Man è una delle parti migliori del film, ahimè sprecata totalmente nel terzo capitolo, ma per questo avremo tempo di parlarne in futuro.

7 pensieri su “Spider-Man 2 di Sam Raimi – Recensione

  1. Interessanti le differenze col fumetto! Octopus lo conosco poco.
    In effetti Peter Parker sembra un pesce fuor d’acqua 😆
    A me invece la scena della sopraelevata non è mai piaciuta. Ok, è toccante e piena di umanità, quanto vuoi ma il volto scoperto è sempre una cazzata nel genere supereroistico. Poi va be’, Peter non è Stark o Wayne, quindi a meno che non ci sia qualcuno che lo conosce a riconoscerlo, cambia poco ma qualche stronzo potrebbe fare sempre un identikit e venderlo al miglior offerente.

    Piace a 1 persona

    • Nel genere supereroistico tutto riguardo l’identità segreta è una cazzata. Basta il primo pinco pallo con un po’ di telepatia e il danno è fatto, mantenere un identità segreta come fanno nei fumetti è praticamente impossibile considerate queste cose. Nella scena in questione si punta proprio sull’umanità quindi il resto non conta, funziona, sei tu che hai un bidone al posto del cuore (cit.)

      Piace a 1 persona

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