Snowpiercer (Trasperceneige) – Recensione

Snowpiercer - La morte bianca Editoriale Cosmo

Invogliato dal prezzo economico ho acquistato la nuova edizione di Snowpiercer di Editoriale Cosmo in formato bonellide, titolo che mi aveva sempre incuriosito per via dei tanti pareri positivi letti in rete.
Il volumetto in questione contiene le prime tre storie della saga, ovvero la storia originale Le Transperceneige del 1982 scritta da Jacques Lob e disegnata da Jean-Marc Rochette e i due sequel scritti da Benjamin Lagrand e sempre disegnati da Rochette pubblicati rispettivamente nel 1999 e nel 2000.
Leviamoci subito il dente: non ho trovato Snowpiercer il capolavoro tanto decantato, mai come in questo caso direi che il termine sopravvalutato calzi a pennello. Questo non vuol dire che sia un brutto fumetto, anzi, ma mi aspettavo qualcosa in più. L’idea di base se avete visto il film, nonostante le sue differenze narrative, la conoscete: il mondo è completamente congelato in seguito ad un non chiaro cataclisma causato da qualche guerra, quindi dall’uomo, e i pochi sopravvissuti si sono salvati viaggiando su un treno autoalimentato che vaga in una corsa senza fine. I passeggeri dello Snowpiercer sono divisi in classi sociali, in fondo troviamo i poveri, ammassati in vagoni sovraffollati, nel mezzo la gente comune, e in testa i ricchi e i militari. Chiaro a tutti che il tema portante di tutta la storia sia la lotta di classe, con il tentativo di ribellione dei poveri nei confronti dei ricchi. Temi insomma già visti ma c’è da ammettere che l’ambientazione è suggestiva e unica quanto basta a rendere Snowpiercer una lettura piacevole nonostante qualche passaggio piuttosto scontato e prevedibile. E delle tre senza dubbio è la storia migliore, anzi oserei dire che Snowpiercer sia una di quelle storie che non aveva bisogno di alcun sequel, funzionava benissimo così.
E invece no. Quasi vent’anni dopo decidono di rendere quell’unica storia un saga, il volume originale viene rinominato The Escape (per l’edizione nostrana La Morte Bianca) e al posto di Jacque Lob, deceduto nel 1990, troviamo Benjamin Legrand che sposta il focus, oltre che dallo Snowpierce ad un altro treno (ma c’è il barbatrucco e tutto si ricollega), dalla lotta di classe ad una società Orwelliana in cui il Consiglio tiene l’umanità, alias i passeggeri, sotto controllo con la paura, raccontandogli un sacco di balle. Per il resto il canovaccio segue pressapoco quello della storia originale, cosa che non va esattamente a suo favore, e non aggiunge poi nulla di importante a tematiche ancora una volta già trattate in passato, meglio aggiungerei.
I disegni di Rochette in vent’anni sono cambiati tantissimo, impossibile non notare la differenza, sembrano proprio due persone diverse e per certi versi ammetto di aver preferito la prima versione pur non disprezzando il suo stile più recente, non dico attuale perché nei vent’anni successivi alla pubblicazione de Il Geoesploratore e La Terra Promessa, rispettivamente secondo e terzo volume di Snowpiercer, potrebbe essere cambiato ancora per quanto ne so.
Quindi Snowpiercer è una lettura piacevole ma proprio in virtù dei troppi elogi di una fetta di pubblico può deludere le aspettative, perché un capolavoro (ma non solo) per quanto mi riguarda indipendentemente dai gusti dovrebbe essere un opera che in qualche modo ha rivoluzionato il genere, portando cambiamenti che difficilmente possono essere ignorati negli anni a venire, ma non mi sembra questo il caso. Il prezzo contenuto dell’edizione bonellide di Editoriale Cosmo però lo rendono una lettura quasi doverosa e meritevole di stare nelle librerie di appassionati di fumetti e fantascienza.

Titolo: Snowpiercer
Edizione originale: Le Trasperceneige (1982), Le Trasperceneige 2: L’Arpenteur (1999), Le Trasperceneige 3: La Traversée (2000), Casterman
Edizione italiana: Cosmo Serie Blu 94, Luglio 2020
Storia: Jacques Lob, Benjamin Legrand
Disegni: Jean-Marc Rochette
Formato: brossurato
Prezzo: € 7,90

2 risposte a "Snowpiercer (Trasperceneige) – Recensione"

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