Scary Stories To Tell In The Dark (A Geek Leaue Hallowgeek special)

Scary Stories To Tell In The Dark

Quale miglior modo per festeggiare questo Halloween 2020 in compagnia della Geek League, ma senza dolcetto o scherzetto che di terrificante quest’anno c’è solo la minaccia di un nuovo lockdown, se non parlando di un film che inizia proprio la notte di Halloween?
Mi riferisco a Scary Stories To Tell In The Dark, film del 2019 diretto da André Ovredal e prodotto da Guillermo Del Toro e basato sulla serie di antologie di racconti horror per bambini scritti da Alvin Schwartz tra il 1981 e il 1991. Ma a differenza dei libri di Schwartz il film non è a episodi ma presenta una trama originale che altri non è che un pretesto per mettere in scena alcuni dei racconti.

Siamo nel 1969, nella piccola cittadina fittizia di Mill Valley. Protagonisti della storia delle storie paurose da raccontare al buio sono un gruppo di ragazzi che per quella che potrebbe essere la loro ultima uscita a fare dolcetto o scherzetto decidono di vendicarsi di del bullo Tommy facendogli uno scherzo. Scherzo che ovviamente non va giù al bullo costringendo i tre ragazzi alla fuga, durante la quale si imbattono in Ramon, ragazzo di origini messicane di passaggio, che li aiuta. Insieme i quattro si recano in una casa che si dice stregata appartenuta alla famiglia Barrows, la leggenda narra che Sarah Barrows si sia suicidata in quella casa e Stella, la ragazza del gruppo appassionata di scrittura e horror, trova un libro contenente brevi storie del terrore scritto proprio da Sarah. Giustamente se lo porta a casa e lo legge liberando un male che era sopito da tempo. Ash ne sa qualcosa.

I protagonisti di Scary Stories To Tell In The Dark potrebbero essere benissimo personaggi di un romanzo di Stephen King e dei suoi derivati, ne hanno tutte le caratteristiche, sono un gruppo di perdenti vessati dal classico bullo del paese. Stella in particolare ha la passione per la scrittura, elemento comune a diversi protagonisti principali delle storie di King, come Bill Denbrough di IT, Gordie Lachance de Il Corpo (da cui è stato tratto il film Stand By Me) o Ben Mears de Le Notti di Salem, ha persino un rapporto complicato con suo padre per via di un fattaccio del loro passato, altro grande classico Kingiano. Ci son quasi rimasto male quando ho saputo che la storia non si svolgeva nel Maine ma in Pennsylvania.

La prima volta che seppi di questo film fu in tv, vidi uno special su Sky in cui mostravano il lavoro svolto per il make up dei mostri presenti, cosa che attirò subito la mia attenzione, in particolare l’inquietante Donna Pallida. Poi era prodotto da quel nerdone di Del Toro, un occhiata è quasi obbligatoria. In più al cinema ricordo che spingevano molto per questo film, non vorrei dire una cavolata ma fu in occasione della visione di Joker che ci diedero anche un piccolo depliant con alcune immagini e un racconto tratto dal libro, infatti credo che quella fu più una trovata pubblicitaria della DeAgostini che giustamente pubblicò le storie di Schwartz in un volume unico di 300 pagine con in copertina nientemeno che il poster del film, cosa che è un po’ ingannevole dal momento che si tratta di storie per bambini.
E qui sorge anche il problema per il fillm. Locandina e trailer sono molto più cupi e spaventosi di quanto poi il film non sia realmente. Parliamoci chiaro, è un film per ragazzi e io indubbiamente sono fuori target ma davvero se parliamo del trailer e poi del film sono proprio due cose diverse, per tono e finalità, anzi il trailer tende a mostrare praticamente tutte le scene principali del film senza lasciare nulla alla visione finale con tanto di musiche ad effetto e cariche di tensione, cosa che il film non fa, non così tanto almeno. Scary Stories To Tell In The Dark non si discosta molto da un Piccoli Brividi, anzi ad essere onesti proprio dal film di Piccoli Brividi, la struttura è pressapoco la stessa, non un adattamento delle singole storie ma una trama pretesto per mettere in mostra più mostri, gioco di parole non voluto, forse con un grado di maturità e violenza in più rispetto al più family friendly Piccoli Brividi con Jack Black. Ma sembra quasi non saper esattamente cosa voler essere, sembra voler osare ed essere un film horror a tutti gli effetti per poi far retromarcia e rimanere più infantile. Cosa che invece nei racconti e nella serie tv di Piccoli Brividi alla fine non accadeva, ricordo alcuni plot twist finali decisamente poco confortevoli e per niente rassicuranti.
Il problema è che così ne risentono anche le storie paurose da raccontare al buio, che finiscono con l’essere quasi solo accennate e passano in secondo piano per cercare di risolvere il mistero per spezzare la maledizione, tra l’altro verso la fine si presenta un problema di scrittura per quanto riguarda le ultime storie, e correggetemi se sbaglio, ma sembra che le regole del libro varino un po’ in base a dove vuole andare a parare la trama, perché non è accettabile che prima le storie appaiano una per volta colpendo una vittima alla volta e poi finiscano a intrecciarsi a mo di crossover giusto per arrivare alla svolta finale, chi lo ha visto spero capisca a cosa mi riferisco.

In realtà Scary Storie To Tell In The Dark non è un brutto film, anzi, indubbiamente rivolto ai più giovani ha dalla sua una buonissima idea, si lascia guardare volentieri e ha degli effetti speciali davvero ottimi, i pochi mostri presenti (e sono davvero troppo pochi) sono tutti riuscitissimi, dallo spaventapasseri che campeggia in copertina allo svertebrato interpretato dall’attore sconosciuto più famoso di sempre, Doug Jones, fino alla Donna Pallida, protagonista della sequenza più riuscita a mio parere dell’intero film, l’unica veramente ansiogena e claustrofobica, anche se poi questa Donna Pallida a vederla bene non sai se temerla o volerle bene, in fondo ti vuole solo abbracciare.

Scary Stories To Tell In The Dark

E niente, ora vado a scrivere la mia fanfiction su una Stella trentenne e il suo incontro con Ash Willams al club del libro maledetto scritto col sangue.

Classificazione: 3 su 5.

L’Hallowgeek della Geek League continua con:

Il Birraio su “Storie da birreria ci parla di Clock Tower
Riptide su “La Bara Volante” parla di Changeling
Il Mangiastorie su “La stanza di Gordie” ci parla di Cattivi Bambini 2
Il Prof. Möuze su “Moz o’clock” ci parla di un gioco inquietante
Old Skull su “Nerditudine” ci parla di Hocus Pocus
Plot Tyrant su “La cupa voliera del conte Gracula” ci parla di Coco
Pan Fury su “Pietro Saba World” ci parla di Trick’r Treat
NostalGeek su “The Reign of Ema” ci parla di John Carpenter Presents Storm Kids – Stanley’s Ghost

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22 pensieri su “Scary Stories To Tell In The Dark (A Geek Leaue Hallowgeek special)

  1. ciao e buon halloween^^
    lo guardai al cinema, una delusione enorme… l’unica sequenza bella è quella della donna pallida (anche se il bambino la poteva benissimo evitare lungo il corridoio, lei non era così larga e i corridoi così stretti) mentre lo zombie è solo un jumpscare tristissimo; e mi sono accorto che gli ultimi mostri temporeggiassero tantissimo rispetto ai primi, soprattutto l’ultimo: quante volte avrebbe potuto uccidere il ragazzo?

    proprio deluso.

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  2. Ha fregato anche me il nome di Del Toro… e ho pensato la tua stessa identica cosa riguardo Piccoli Brividi. Ecco non sapevo fosse tratto da racconti per ragazzi, ora mi spiego tutto.
    Concordo su tutto, non è brutto ma quando l’ho selezionato tra i film di Sky OnDemand, mi aspettavo qualcosa di più maturo.

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  3. Pingback: Geek League presenta: Hallowgeek. E nella fattispecie, anche Coco – La cupa voliera del Conte Gracula

  4. Questo film è stata una piccola sorpresa. La sorpresa più grande è il fatto che non abbiano deciso di fare un’antologia horror ma un film con una trama originale in cui si univano le storie dei racconti originali. Adoro i ragazzini protagonisti e mi piacevano il design dei mostri e il fatto che non fossero in digitale. Tempo fa feci anch’io un articolo a riguardo: https://mymadreams.com/2020/03/05/scary-stories-to-tell-in-the-dark/

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    • è forse un gradino appena sopra a Piccoli Brividi, almeno rispetto al film, si muore, c’è un po’ di sangue (ma poco poco), cose che in Piccoli Brividi non c’erano mai, non esplicitamente almeno. Poi ti dirò, non finisce nemmeno in modo scontato, cioè in parte si ma mi aspettavo una cosa più tarallucci e vino.

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  5. Ma non è che, non sapendo cosa volesse essere, era davvero nato in un modo e finito in un altro?
    Il fatto che il trailer sia così diverso nelle atmosfere forse voleva inoltre attrarre un altro tipo di pubblico?
    Comunque, quando un prodotto manca di logica interna, o si tradisce da solo, non mi piace…

    Moz-

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