Terminator Salvation – Recensione

L’inizio della fine riporta il poster del film, e non può essere più azzeccato di così. Accantoniamo per un attimo le battutine su come sia la fine del franchise di Terminator, anche perché in realtà la saga era già colata a picco con Terminator 3. No, è azzeccata perché per una volta hanno usato una tagline che davvero riassumesse in poche parole il film, in quanto Terminator Salvation è un sequel ma anche un prequel della saga dal momento che il passato della saga di Terminator è racchiuso nel futuro, (chiaro no?) portando per la prima volta lo spettatore nell’apocalittico futuro post nucleare sotto il pugno di ferro delle macchine da cui proveniva Kyle Reese, anche se questo futuro è quello nato dagli eventi dei film precedenti e non quello della linea temporale originale, un gran casino vero?

Non si può negare che con Terminator Salvation non ci abbiano provato a svecchiare e rinnovare per davvero la saga, basta viaggi nel tempo e il canovaccio del Terminator buono contro quello cattivo in lotta per la vita del bersaglio di turno, anche se tutto sommato pure in questo capitolo lo scopo principale del protagonista è salvare la vita di un personaggio di grande importanza per il futuro, ovvero un giovanissimo Kyle Reese, interpretato dal compianto Anton Yelchin, che un giorno verrà mandato nel passato per permettere la nascita di John Connor, che questa volta ha il volto di Christian Bale. A loro si unisce Sam Worthington, il protagonista di Avatar e Scontro tra Titani, nella parte di Marcus, un condannato a morte che nel 2003 accettò di donare il proprio corpo alla scienza e che si risveglia quindici anni avanti nel futuro ignaro di cosa sia successo. Ovviamente c’è il trucco dietro al suo personaggio ma non vado oltre per evitare spoiler per chiunque non abbia ancora visto questo film (non si sa mai cosa sia considerato spoiler al giorno d’oggi). A completare il cast e a gareggiare per personaggio più inutile del franchise troviamo Bryce Dallas Howard, Helena Bonham Carter e Michael Ironside.
Mentre scrivo queste righe mi rendo conto di essere decisamente meno ispirato rispetto a quanto scrissi per i precedenti film, sto scrivendo un pezzo insipido ma questo è dovuto al fatto che è il film in sé ad esserlo, è meglio di Terminator 3 e l’ho notevolmente rivalutato rispetto alla prima ed unica visione risalente a dieci anni fa, ma è anche terribilmente inferiore ai due film di James Cameron. Il film di McG, regista di cui penso di aver visto i soli film delle Charlie’s Angels, purtroppo aggiungerei, non si può dire che non ci abbia provato, oltre a dare una nuova direzione alla saga, Terminator Salvation ha più personalità di Terminator 3, anche se il filtro usato ormai lo fa sembrare un film di Zack Snyder (ma la colpa è dell’abuso che ne fa Snyder) e ben si sposa con le atmosfere post apocalittiche del film che non sono messe lì solo per fare figo (ogni riferimento è puramente voluto), eppure aggiunge comunque ben poco, rimane lì innocuo nella sua indifferenza, che forse è pure peggio. I Terminator di Cameron mi han lasciato con lo stupore, T3 è stato pessimo, questo ha del potenziale ma è sprecato e te lo dimentichi il giorno dopo.
Terminator Salvation è il classico prodotto che non brilla per i suoi meriti, che ci sono ma sono troppo pochi, ma per i demeriti degli altri, ovviamente riferito a T3, esemplare la sequenza in cui John Connor affronta il primo T-800, questa volta con il solo volto digitalizzato di Schwarzenegger all’epoca impegnato come Governatore della California, smentendo la folle e stupida idea che lo vedeva ucciso in T3 proprio da un T-800 nel futuro sfruttando il suo legame affettivo con il cyborg instaurato in Terminator 2.
Ma se continuo a pensare a T3 è chiaro che qualcosa non ha funzionato nemmeno stavolta. Peccato.

Classificazione: 3 su 5.

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8 pensieri su “Terminator Salvation – Recensione

  1. Non puoi immaginare la mia profonda delusione con questo film. L’idea di base, ambientare il tutto nel futuro di John Connor, era un’idea ottima, semplice e che poteva funzionare alla grande. Ci si poteva discostarsi veramente dal solito viaggio nel tempo del Terminator. Il problema è che questo film racchiude un enorme quantità di cliché e che a livello registico non è così curato. Mi dispiace parecchio perché poteva essere un lavoro eccellente.

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  2. Anche a me non è dispiaciuto..a dire il vero non ce n’è uno di Terminator che mi abbia fatto schifo, perfino Genysis (o come si scrive) l’ho trovato divertente..certo, nessuno è memorabile tranne i primi due

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