Frankenstein vive, vive! – Recensione

Frankenstein vive, vive! di Niles e Wrightson

Avete anche voi un fumettaro che ormai ha capito i vostri gusti e sa come attirare la vostra attenzione e stuzzicare il vostro interesse? Non ricordo più come, forse parlando di Swamp Thing ma molto più probabilmente parlando dell’adattamento a fumetti di Creepshow, tempo fa in fumetteria si era finiti a parlare di Bernie Wrightson, artista che per l’appunto creò assieme a Len Wein Swamp Thing per la DC Comics nel 1971.
Oltre che alla cosa della palude il nome di Wrightson è legato in modo indissolubile a quello di Frankenstein avendo realizzato nel 1983 una versione illustrata proprio del romanzo di Mary Shelley, così come lo aveva immaginavo l’autrice, per la quale disegnò una cinquantina di tavole in circa sette anni.
Nel 2012 la IDW Publishing gli dà la possibilità di tornare a lavorare sul suo mostro preferito nella miniserie a fumetti Frankenstein vive, vive! (Frankenstein alive, alive!) scritta da Steve Niles (30 giorni di notte).

Frankenstein vive, vive! è un sequel del romanzo originale, la narrazione riprende esattamente da dove si era conclusa secondo Shelley, beh, più o meno (devo confessarvi che non ho mai letto il libro ma ora sono più che mai interessato a recuperarlo, ovviamente nell’edizione illustrata da Wrightson), con la creatura tra i ghiacci in un estremo tentativo di abbandonarsi all’oblio e di lasciare una vita imposta che non ha mai desiderato. Tentativo vano, la creatura sopravvive ad ogni tentativo di lasciarsi andare. La narrazione si sposta, la creatura trova una nuova casa e persino una sorta di amico che non lo teme. Non vado oltre per evitarvi possibili spoiler. Ciò che mi ha colpito è che Frankenstein vive, vive! non è esattamente un horror, anzi forse non lo è proprio. La creatura tra i mostri della letteratura è indubbiamente la più tragica ma qui assume toni totalmente drammatici, è un dramma gotico. Ripeto, non ho ancora letto il romanzo ma mi pare di ricordare che non manchino spargimenti di sangue ad opera proprio della Creatura, cosa che trova riscontro anche nel fumetto stando alle parole del dottor Victor Frankenstein. La creatura cerca di essere migliore di come lo vedono le persone, migliore di come è stato in passato nelle pagine del romanzo. L’orrore è solo negli occhi di chi guarda, ma per il lettore le tavole di Wrightson sono tutto tranne che un orrore, delle vere e proprie opere d’arte in bianco e nero e tonalità di grigio, sono pochi gli autori che si dedicano così anima e corpo ad un lavoro, e lui lo ha fatto in tutti i sensi. La miniserie iniziò la pubblicazione nel 2012, ogni numero richiedeva diversi mesi di lavorazione per l’artista dilatando le singole uscite, fino all’aggravarsi delle sue condizioni di salute che lo costrinsero a fermarsi fino alla sua morte avvenuta nel 2017 lasciando l’opera incompleta, solo un anno l’ultimo numero ha visto la luce grazie al contributo di Kelley Jones che ha potuto completare come meglio ha potuto i layout e i soggetti lasciati da Wrightson, Jones è un altro mostro sacro dei comics made in USA ma la differenza si nota tutta.
Rimane comunque un opera maestosa che andrebbe acquistata solo per poter ammirare le sue bellissime tavole, anche perché la storia a dirla tutta è poca cosa e svanisce letteralmente di fronte al lavoro di questo maestro scomparso troppo presto, e non possiamo far altro che ringraziare ItalyComics per aver tradotto questo piccolo capolavoro.

Classificazione: 4 su 5.

Titolo: Frankenstein vive, vive!
Edizione originale: Frankenstein alive, alive! #1-4, IDW Publishing, 2012-18
Edizione italiana: Frankenstein vive, vive! #1-4, ItalyComics, 2012-20
Storia: Steve Niles
Disegni: Bernie Wrightson, Kelly Jones (#4)
Formato: spillato
Prezzo: € 3,50 ciascuno

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4 risposte a "Frankenstein vive, vive! – Recensione"

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