Mortal Kombat: Legacy

L’11 Aprile 2011, pochi giorni prima dell’uscita del nono titolo della saga picchiaduro Mortal Kombat, venne pubblicato sul canale YouTube di Machinima la webserie Mortal Kombat: Legacy.
Realizzata dal regista Kevin Tancharoen, il cui curriculum cinematografico annovera pochissimi titoli come il remake di Saranno Famosi e Glee: The 3D Concert ma tantissime serie televisive, la webserie nasce da un cortometraggio, sempre realizzato dal regista allo scopo di convincere la Warner Bros. a produrre una nuova trasposizione cinematografica, intitolato Mortal Kombat: Rebirth.

Il cortometraggio, che vede la partecipazione di nomi piuttosto noti al cinema d’azione e in tv come Michael Jai White (Spawn, Universal Soldier, Il Cavaliere Oscuro, Arrow), Jeri Ryan (famosa per il personaggio Sette di Nove del franchise di Star Trek) e Ian Anthony Dale (Kazuya in Tekken) venne pubblicato su YouTube nel 2010 ricevendo un accoglienza positiva da parte del pubblico.
Mortal Kombat: Rebirth si svolge in un commissariato dell’immaginaria cittadina statuniteste Deacon City e vede il capitano Jackson “Jax” Briggs (Michael Jai White) impegnato a discutere con il detenuto Hanzo Hasashi (Ian Anthony Dale)su due criminali noti come Reptile e Baraka, quest’ultimo in particolare è colpevole dell’assassinio dell’ex star cinematografica Johnny Cage, divenuto un agente sotto copertura. Jax sospetta che i due siano collegati al misterioso Shang Tsung e vorrebbe che Hanzo partecipasse ad un torneo organizzato dal criminale allo scopo di fermare i suoi traffici ed eliminare i criminali in cambio della sua libertà. Ma l’assassino dichiara di potersene andare quando vuole e rifiuta ma l’agente Sonya Blade (Jeri Ryan) gli dice che al torneo parteciperà anche il suo rivale Sub-Zero. A questo punto l’assassino accetta la proposta dichiarando che Hanzo Hasashi è morto e che il suo nome è Scorpion. Potete visionare il corto qua sotto.

Molto figo vero?

La Warner tuttavia non diede il via libera per un film ma acconsentì alla realizzazione di una webserie che avrebbe coinvolto anche Ed Boon, cocreatore del videogioco, il quale fu impressionato dal lavoro svolto dal regista ma poco convinto del contesto realistico. Infatti nel corto è palese l’assenza di qualsiasi super potere, Reptile è un umano affetto da una rara malattia ed è un cannibale (analogamente a Killer Croc della DC Comics) mentre Baraka è un chirurgo psicotico che si è impiantato le lame retrattili nelle braccia.
Ne vengono fuori nove episodi dalla durata media di 10 minuti scritti dallo stesso Tancharoen con l’aiuto di Todd e Aaron Helbing, tra gli sceneggiatori di Spartacus: Sangue e Sabbia. Ogni episodio si concentra su uno o più personaggi della serie con l’intenzione di narrarne le origini: i primi due episodi vedono tornare Jax e Sonya, ancora interpretati da White e Ryan, affrontare Kano (Darren Shahlavi) con l’intenzione di fermare il suo traffico di armi cibernetiche, seguendo l’impostazione realistica di Rebirth. Dal terzo episodio, dedicato a Johnny Cage (interpretato da Mutt Mullins che riprende il ruolo da Rebirth), però vengono introdotti elementi mistici e fantasy con la svolta totale nel quarto e quinto episodio dedicati a Kitana e Mileena, in un misto di sequenze live action e animazioni ambientato su Edenia e che vede anche una versione più classica di Baraka e dei Tarkatan. Il sesto episodio ha per protagonista Raiden, internato in un ospedale psichiatrico e tenuto sotto psicofarmaci che ne inibiscono i poteri. Il settimo e l’ottavo episodio sono dedicati a Scorpion e Sub-Zero (Kevan Ohtsji) e in particolare si concentrano sugli eventi orchestrati da Quan Chi (Michael Rogers) che portarono alla trasformazione di Hanzo Hasashi (ancora interpretato da Ian Anthony Dale) in spirito della vendetta. E per finire un episodio dedicato alla nascita di Sektor e Cyrax che vede ancora la presenza di Kano. Gli episodi sono tutti slegati tra loro e possono essere visti anche senza seguire l’ordine, tranne ovviamente quando si tratta degli stessi personaggi, infatti Kano nell’ultimo episodio è ancora senza il suo occhio cibernetico, cosa che lo colloca prima degli eventi dei primi due episodi.

Mortal Kombat Legacy II

La seconda stagione, conosciuta anche come Mortal Kombat: Legacy II, venne pubblicata nel 2013 sempre su YouTube e sempre diretta da Tahncaroen affiancato questa volta alla sceneggiatura da Josh Baizer e Marshall Johnson, e si compone di dieci episodi. L’impostazione della serie cambia un po’, dopo due episodi dedicati a Liu Kang e Kung Lao, rispettivamente interpretati da Brian Tee (The Fast and the Furious: Tokyo Drift, Wolverine – L’immortale, Tartarughe Ninja) e Mark Dacascos (Crying Freeman, Amici X La Morte, John Wick 3), l’azione si sposta sull’isola del torneo tenuto da Shang Tsung, che ha ancora una volta il volto di Cary-Hiroyuki Tagawa che già lo aveva interpreato nel film del 1995. Gli episodi sono quindi concatenati tra di loro alternando gli scontri del torneo con i flashback dedicati alle origini dei personaggi protagonisti dell’episodio. C’è una evidente volontà da parte della produzione di avvicinarsi sempre di più al videogioco pur prendendosi le sue libertà narrative (di cui una bella grossa), infilandoci qualche citazione qua e là presa direttamente dal videogioco del 2011 (Scorpion: “Vengeance will be mine!”, Cage: “I made it look easy”), tornano i personaggi visti nella prima stagione, alcuni con un volto nuovo, come Johnny Cage che questa volta è interpretato da Casper Van Dien (Starship Troopers), affiancati da nuovi protagonisti, come Kenshi (interpretato da Daniel Southworth, che i fan dei Power Rangers potrebbero ricordare nella parte di Eric, il Quantum Ranger di Time Force) ed Ermac.

La serie in generale è davvero ben fatta, forse ad oggi è il miglior prodotto live action realizzato su Mortal Kombat, le atmosfere e l’ambientazione pseudo realistica sono ottime. Ma soprattutto sono i combattimenti ad essere ottimi, le coreografie sono credibili, l’impegno è palpabile, molto più che in produzioni televisive con ben più budget e aspettative. Non ho apprezzato particolarmente gli episodi dedicati a Kitana e Mileena nella prima stagione, è chiaro che le sequenze animate dovevano ammortizzare le spese di produzione per gli effetti speciali ma il risultato non è dei migliori. Ottimi invece i primi due dedicati a Jax e Sonya e ovviamente quelli dedicati a Scorpion e Sub-Zero. La seconda stagione se possibile è pure migliore della prima, anche se Van Dien nella parte di Johnny Cage è pessimo, dopotutto prende il posto di un cinque volte campione mondiale di arti marziali, e non ho apprezzato in modo particolare la volontà di dare ulteriore spazio a Kitana e Mileena, mentre gli episodi con protagonisti i soliti Scorpion e Sub-Zero sono ottimi e approfondiscono ulteriormente il rapporto tra i due, aggiungendo particolari intentati di sana pianta, ma ancora trovo poco comprensibile la scelta di ambientare le loro origini nel Giappone feudale e di farli rincontrare solo ai giorni nostri, perché Scorpion avrebbe aspettato centinaia di anni per vendicarsi di Sub-Zero? Non ha minimamente senso.
Altri aspetti che non ho particolarmente apprezzato sono i look di Ermac e Sub-Zero nella seconda stagione.
Si arriva quindi ad un finale inaspettato, quella libertà narrativa di cui vi ho accennato prima, che purtroppo si interrompe sul più bello e che non avrà mai una fine. La terza stagione venne annunciata nel 2014, stando alle parole di Casper Van Dien lui e gli altri attori erano impegnati con gli allenamenti e pare che a Gennaio 2015 le riprese della serie erano già iniziate per essere pubblicata nel 2016 ma ciò non avvenne e da allora non si hanno più notizie, molto probabilmente per lasciare spazio al film reboot in uscita nel 2021. Purtroppo aggiungerei, perché quel combattimento avrei proprio voluto vederlo.

Gli episodi sono tutti ancora disponibili su YouTube ma non esiste una versione doppiata, tantomeno una versione ufficiale sottotitolata in italiano, personalmente li ho visti con i sottotitoli generati automaticamente da YouTube ma ciò ha dato vita a situazioni molto divertenti con i nomi dei personaggi dove Kitana che diventava container o peggio come in questa foto qua in cui “You’re honorable man, Hanzo Hasashi” diventa…

Classificazione: 4 su 5.

FINISH HIM! FLAWLESS VICTORY!
WHO’S NEXT? >> MORTAL KOMBAT (2011)

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2 pensieri su “Mortal Kombat: Legacy

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