Cobra Kai stagione 3 – Recensione spoiler

Il 2021 non poteva iniziare meglio con l’arrivo della terza stagione di Cobra Kai su Netflix, la prima prodotta apposta per il colosso streaming.
Ci eravamo lasciati con l’ennesimo calcio in faccia per Johnny Lawrence, un calcio bello forte in cui a rimetterci è stato il suo pupillo, Miguel, dopo la rissa scolastica tra i membri del Cobra Kai e il Miyagi Do, e ora sia Johnny che Daniel-San devono un po’ fare i conti con i propri errori, ce la faranno?
Andrò subito al sodo, a differenza delle prime due stagioni questa ho faticato un po’ a finirla, c’è stato qualche sbadiglio durante la visione specialmente nella prima parte ma tolta qualche lungaggine nel complesso rimane una delle serie preferite del momento, che non ne fa necessariamente una delle migliori in circolazione, non tecnicamente almeno, ma se rimane così gradita al netto di tutti i suoi difetti chi sono io per dire che non rientri tra le serie migliori?
Questa volta sento il bisogno di parlarvene a ruota libera per cui proseguite solo se avete già visto la suddetta serie o se non ve ne frega niente degli spoiler.

Cominciamo con le lungaggini che mi han provocato più di uno sbadiglio, la sottotrama legata al viaggio in Giappone di Daniel. Insomma dopo la rissa che ha visto coinvolti anche i suoi allievi la sua concessionaria ha avuto un brusco calo di vendite dovuto alla cattiva pubblicità che ne è derivata e la perdita di un contratto da parte di un fornitore giapponese, quindi il nostro è partito alla volta del Sol Levante per cercare di rimediare al guaio, non ce l’ha fatta (non come sperava) ma in compenso ha ritrovato la sua ex direttamente da Karate Kid II
“pronto amore, hai risolto il nostro problema?”
“no ma me la sto spassando con la mia ex giapponese, ah e già che ci sono vado a farmi menare dal mio rivale, non Johnny, l’altro”
Non è andata così realmente ma grossomodo è quel che è successo. Tutta sta parte mi ha un po’ annoiato, è chiaro che la cosa del contratto sia stato solo un pretesto per far andare Daniel ad Okinawa, e forse potevano trovarne uno migliore, ad avermi annoiato è stato soprattutto il nostalgismo del protagonista e il suo stucchevole ricordo del maestro Miyagi. Ogni volta che se ne esce con “il maestro Miyagi…” sento salire il Johnny Lawrence che è in me. L’incontro, o meglio il confronto con Chozen, il rivale di Daniel in Karate Kid II, è la parte migliore di questo viaggio, Daniel viene messo finalmente di fronte ad una concezione diversa del Karate, che non necessariamente va contro gli insegnamenti di Miyagi, che Daniel ha fin troppo idealizzato, ma in realtà li integrano, li completano. Dopo questa riappacificazione con Chozen mi sarebbe piaciuto però vedere Daniel-san fare i conti con le proprie parti di colpe già qua, o almeno iniziare a capire meglio Johnny, perché dai, ad ogni tentativo di avvicinamento alla fine ha sempre reagito come reagiva nei film oltre trent’anni fa. Mi pare evidente che questo sia stato fatto per allungare il brodo.
In questa terza stagione stiracchiata a pagarne le conseguenze sono stati alcuni personaggi secondari, ma neanche tanto. Mi riferisco a Falco e soprattutto a Robbie.
Falco dopo la parabola discendente da vittima a bullo finalmente capisce i propri errori e ritorna sui suoi passi, nel corso di questa terza stagione più volte sembra non essere più pienamente convinto di quello che fa e degli insegnamenti di sensei Kreese, e fin qui tutto bene, poi nel rissone del finale di stagione cambia barricata nel pieno della lotta, dopo aver menato per bene un po’ di allievi del Miyagi Do e degli ex Cobra Kai cacciati da Kreese. La scena della sua redenzione funziona, l’amicizia con Dimitri ha avuto la meglio, ma ho come la sensazione che questa sua redenzione non sia stata gestita a dovere, sembra quasi che a fargli cambiare idea del tutto alla fine sia stata più l’arrivo di Robbie nel Cobra Kai, e quindi vedersi rubare il posto di numero uno del dojo, piuttosto che una vera consapevolezza degli errori commessi. Ma tutto è bene ciò che finisce bene.
Robbie invece dal canto suo si vede tradito e deluso sia da suo padre Johnny, non che ci volesse chissà quanto visti i loro trascorsi, che da Daniel che lo fa arrestare per il suo bene.
Il suo passaggio al Cobra Kai per certi versi funziona ma per altri è forzato, e diciamocelo, per diversi episodi il personaggio è totalmente abbandonato, altro segnale che la storyline possa essere stata allungata. Va bene sentirsi traditi, va bene che sono adolescenti e ci sono di mezzo questioni di cuore ma Robbie mi sembrava un personaggio più intelligente e capace di riconoscere ciò che è giusto e sbagliato, in tutto questo è evidente la volontà da parte degli sceneggiatori di puntare i riflettori sui riformatori e su quanto questi non funzionino veramente ma tutto rimane sempre sul vago e il superficiale. Insomma, anche questo aspetto poteva e forse doveva essere affrontato meglio, anche più della storyline di Falco vista l’importanza dell’impatto finale.
Passiamo ora agli aspetti positivi. Su tutto spicca sempre e comunque il personaggio principale di questa serie, Johnny. Nelle prime puntate non ricordo più bene in che contesto vengono pronunciate le seguenti parole da Daniel, che loro sono i buoni o almeno provano ad esserlo, a dirla tutta non ricordo nemmeno se sono le parole giuste ma il senso è quello. Al contempo c’era Johnny che semplicemente non pensa di essere buono ma cerca di essere migliore. Il migliorarsi come persona, padre, maestro, è il segreto di Cobra Kai. Il suo rapporto con Miguel rimane sempre uno degli aspetti migliori di questo show, tra momenti drammatici e divertenti perfettamente equilibrati, e lasciamo stare la guarigione miracolosa che vede protagonista il giovane Miguel, che sia impossibile lo sappiamo tutti e dopotutto lo ribadisco, come l’altra volta, stiamo parlando di principianti delle arti marziali che si lanciano in risse alla Jean Claude Van Damme quindi va tutto preso per quello che è. Se proprio devo trovare un qualcosa di negativo nella loro parte di storia è la mancanza di un vero confronto su tutto quello di sbagliato c’è nel Cobra Kai di Kreese, tutto rimane sottointeso tra i due e nonostante sia chiaro poi cosa che ne pensi Miguel di questa situazione penso fosse più giusto dedicare anche solo cinque minuti seriamente a questa cosa piuttosto che farci rivedere i soliti flashback da Karate Kid.
E a proposito di nostalgia canaglia trovo perfetto, o quasi, il ritorno di Ali, la ragazza contesa da Daniel e Johnny nel primo film della saga. Potevano giocarsela facile con il nostalgismo facendola entrare a forza nel cast regolare della serie, specialmente dopo il finale della seconda stagione, e invece la ritroviamo a sorpresa solo sul finire di questa stagione proprio per dirci che non bisogna vivere nel passato, è lei il pezzo mancante per la crescita dei protagonisti, in particolare di Johnny, mentre Daniel come vi dicevo prima dall’alto del suo sentirsi sempre ingenuamente il buono della situazione ma totalmente incapace di mettere da parte rivalità adolescenziali, avrebbe meritato di prendersi qualche schiaffo in faccia un po’ prima, in senso metaforico intendo.

Classificazione: 4 su 5.

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9 pensieri su “Cobra Kai stagione 3 – Recensione spoiler

  1. Hanno mandato Daniel in viaggio lungo i ricordi e poi hanno risolto tutto con un bel deus ex machina, vabbè i passaggi tirati per i capelli non mancano, continuo a pensare che la prima stagione sia stata la migliore ed ora sia una soap opera, divertente quanto vuoi eh? Ad esempio la quarta stagione io la aspetto. Cheers!

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  2. Concordo con te, mentre lo guardi ti fai tante domande ma al termine dell’ultimo episodio ti dici che è la cosa migliore che hai visto in vita tua! 😂
    La redenzione di Falco ne è la prova, alla fine quando succede ti emoziona comunque.
    Sono d’accordo anche su Robbie, ma sono certo che nella prossima stagione lo vedremo di più.
    Peccato solo per Aisha sparita all’improvviso, ho letto le interviste degli sceneggiatori e dopo aver visto tutta la stagione mi rendo conto che in effetti il suo personaggio sarebbe stato complicato da gestire, pur essendo uno dei migliori.

    Piace a 1 persona

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