My Hero Academia stagione 2 – Recensione

Speravo che con la seconda stagione My Hero Academia aggiustasse un po’ il tiro su alcuni aspetti che mi avevano lasciato perplesso dei primi episodi ma così non è stato e a questo punto dubito migliorerà mai, ce ne faremo una ragione e vedremo di prenderlo così com’é.

Va detta subito una cosa: My Hero Academia è un anime davvero ben realizzato, lo studio Bones non eccelle, per intenderci siamo ben distanti dal livello di Demon Slayer ma almeno mantengono un livello di disegno e animazioni buono e costante per tutti gli episodi, cosa che non si può dire della Toei per esempio, e ciò non può che andare a suo favore.
La seconda stagione si compone di 25 episodi e arriva a coprire fino all’ottavo volume del manga, si concentra su tre brevi archi narrativi, in ordine abbiamo un torneo tra gli aspiranti eroi della scuola durante i giochi scolastici, uno scontro con un villain chiamato Stein e infine un altra serie di incontri questa volta tra studenti e insegnanti.
Devo ammettere che nonostante i vari difetti che sembrano non preoccupare minimamente l’autore del manga la serie si lascia guardare che è un piacere, e non è una cosa che mi succede spesso ultimamente con un anime, diverte, i personaggi sono abbastanza simpatici (il più delle volte), quel poco di umorismo funziona, il mistero legato alla trama principale continua ad intrigarmi anche se ancora non è entrata nel vivo, è sempre tutto un grosso training per i protagonisti.
Quello che davvero non capisco è questa continua competizione tra gli aspiranti eroi, probabilmente è un concetto molto legato alla cultura giapponese ma tanto distante dalla nostra e dal concetto di eroe stesso, non si tratta di un Goku che vuole sfidare sempre avversari più forti e nel frattempo gli capita di salvare il mondo, dovrebbero essere tutti dalla stessa parte e invece puntano a fare a gara tra di loro, io sono il numero 1, quell’altro è l’eterno numero 2, e in tutto ciò il puro altruismo passa leggermente in secondo piano. Poi continuo a non capire come uno come Bakugo, con atteggiamenti borderline quasi da villain, possa passare le selezioni dell’accademia. Posso capire gli antieroi dei fumetti americani ma questi agiscono al di fuori delle regole, mentre in My Hero Academia gli eroi hanno tutto una loro regolamentazione da seguire, giustamente aggiungerei in un mondo dove il 99% della popolazione ha superpoteri.
Insomma continuo a trovare interessante l’idea di base ma un po’ raffazzonata la realizzazione, c’è sempre qualcosa che non va troppo d’accordo con il mondo creato da Kohei Horikoshi e che non me la fa amare fino in fondo.
Rimane un buon passatempo ma potrebbe essere molto di più, senza necessariamente puntare al capolavoro e almeno Midoriya non è il classico protagonista di Shonen Jump nato imparato ma uno che per raggiungere i propri obiettivi deve sudare, e non è poco, speriamo in futuro chiuda definitivamente i rubinetti delle lacrime.

Classificazione: 3.5 su 5.

7 pensieri su “My Hero Academia stagione 2 – Recensione

  1. Hai caricato un po’ la percentuale di “super”, in realtà è l’80% circa 😛
    My Hero Academia, lato manga, ha dalla sua una discreta costruzione dell’ambientazione, ma resta un po’ carente nella narrazione (per esempio, non riesce a costruire un buon ritmo con i flashback e finisce per spezzare le situazioni, piuttosto che creare degli intervalli).

    E se molti dei cattivi possono avere un po’ di fascino dal punto di vista visivo, restano col carisma di una ciabatta appena aprono bocca e dicono delle sciocchezze. E hanno anche delle dinamiche di gruppo che trovo fiacche, restano insieme perché sì, giusto un paio sviluppano dei rapporti decenti tra loro. 😛

    La storia è interessante, resta per lo più il racconto della crescita di Deku intrecciato con le vicende degli altri, con la preminenza di alcuni personaggi su tutti (e qui, un’altra caratteristica che per me è un difetto: troppi personaggi, non riesce davvero ad approfondirli).
    E c’è quell’altra scelta di alternare un arco scolastico a uno di battaglia, schema che sta un po’ rompendo solo negli ultimi volumi, dedicando qualche arco ai supercattivi o a certe fazioni di personaggi.

    È un peccato che abbia diversi bassi, ci sono momenti in cui mi passa la voglia di comprarlo, poi migliora all’improvviso…
    Non so quanti anni abbia l’autore, ma è un po’ acerbo.

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    • In che senso la percentuale di super? 🤔
      Effettivamente son troppi personaggi ma dopotutto con l’ambientazione scolastica era inevitabile, finora invece di cattivi se ne son visti tipo tre per cui non mi pronuncio più di tanto. Io comprare il manga non saprei, da quel che ho visto mi diverte abbastanza ma lo prenderei consapevole dei suoi limiti, il fatto che sia un altro potenzialmente lungo non mi convince a recuperarlo, cosa che invece farei con The Promised Neverland che si è appena concluso.

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      • Hai scritto un 99% di gente coi poteri, ma sono un po’ meno, circa l’80%.

        Riguardo al numero di personaggi, con un contesto strano come questo si sarebbero potute fare classi più piccole, tanto avere un potere e poterlo usare in battaglia o in soccorso sono due cose diverse (tanta gente ha poteri troppo strani o inadatti, salvo trovate bizzarre – vedi la madre di Deku).

        La lunghezza è un po’ un problema, adesso sono 26 numeri in italiano e chissà quando finirà…

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  2. Io apprezzo molto My Hero Academia, avendo visto tra l’altro tutte le puntata uscite fino ad ora. Partiamo dal presupposto che a me piace, ma noto che effettivamente è un’opera che presenta un po’ di scopiazzamenti soprattutto da Naruto. Tuttavia, è un prodotto bello e anche originale su certi punti di vista, godibile e rapido nel raccontare le cose. Le stagioni sono caratterizzate da un po’ di episodi ma si va diritti al punto. Quello che mi piaci è la caratterizzazione dei combattimenti e le lezioni che si possono trarre dalle avventure. Bakugo però non lo sopporto perché è… come dire… è “troppo”! Io penso che a dare un vero equilibrio al dualismo con Modoriya sia Shoto, forse quello meglio costruito dagli autori (forse). All Might è davvero un mito!

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    • Si Bakugo è davvero esagerato, più che come rivale di Deku lo apprezzo come personaggio “comico”. All Might invece lo adoro, probabilmente lo avrei preferito come protagonista principale. Pensa che invece Naruto non mi ha mai preso, ma prende da diversi manga.

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  3. La terza stagione faccio più fatica a vederla, le prime due stagioni promosse. È un anime leggero, infondo ti affezioni ai personaggi nonostante certe cose che rasentano il ridicolo e l’illogico. La cosa che apprezzo di più è un protagonista che non nasce capace di fare tutto e che usa davvero la testa e il cuore per gli altri e devo dire che il lato piagnone lo sta un pó perdendo 😆, incredibilmente è l’unico del suo genere in cui non trovo il duro della situazione che mi diventa automaticamente una crush, direi che va premiato già per quello perché alla mia età se non per interesse muscolare in questo caso non ci perderei tempo con sta roba.

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