Jurassic Park – Recensione

Se nel 1978 Richard Donner e Christopher Reeves con Superman sono riusciti a farci credere che un uomo potesse volare, Steven Spielberg con Jurassic Park nel 1993 ci ha fatto credere che i dinosauri potessero camminare nuovamente sulla Terra. Basato sul romanzo omonimo di Michael Crichton Jurassic Park è letteralmente un film che ha fatto la storia del cinema.

Crichton è stato tante cose nella sua fin troppo breve vita: scrittore, sceneggiatore, regista, produttore cinematografico e televisivo ma potremmo riassumerlo semplicemente definendolo un Autore.
Nel 1973, quando già era avviata la sua carriera di scrittore, venne distribuito nelle sale cinematografiche Il mondo dei robot, diretto dallo stesso Crichton il cui titolo originale è Westworld, forse avrete sentito parlare di una recente serie televisiva omonima realizzata da HBO, robetta insomma. L’idea era quella di un parco dei divertimenti a tema in cui i facoltosi turisti possono avventurarsi in riproduzioni di diverse ambientazioni storiche popolate da svariati androidi identici in tutto e per tutto agli umani, e questi androidi non possono in alcun modo danneggiare i turisti, anzi devono acconsentire ad ogni loro richiesta, fino a quando qualcosa non va storto, un malfunzionamento nella programmazione degli androidi che si diffonde come un virus nel sistema. Ben prima di Terminator, ben prima di Matrix lo spettatore si trova terrorizzato di fronte all’idea che un giorno la sua creatura, in questo caso le macchine, possano ribellarsi, o forse peggio: prenderne il sopravvento.
Circa vent’anni dopo Crichton riprende in mano la sua stessa idea e la applica all’ingegneria genetica pubblicando Jurassic Park, l’idea di un parco a tema sui dinosauri ovviamente fa gola ad Hollywood sin da subito e i diritti, contesi dai principali studios, la Warner Bros con Tim Burton alla regia, la Columbia Pictures con Richard Donner, la Fox con Joe Dante e ovviamente la Universal con Spielberg. Se Tim Burton non mi sembra esattamente nelle corde di una storia di questo genere parte di me è curiosa di come sarebbe stato interpretato il romanzo sotto le mani di Donner e Dante.
Ma Jurassic Park di Spielberg è semplicemente perfetto così, con tutti i suoi difetti (pochi) e tanta sospensione dell’incredulità.
Non sono pochi i cambiamenti imposti alla storia originale, la sceneggiatura del film è dello stesso Crichton ma è stata fortemente rimaneggiata da David Keopp (Spider-Man) e influenzata da alcune decisioni di Spielberg, come le età invertite per Tim e Lex, ma nel complesso, seppur spogliata delle sequenze più horror in favore di un film più adatto a tutta la famiglia, riesce a mantenerne lo spirito, sulle implicazioni filosofiche che può avere l’uso (o l’abuso) dell’ingegneria genetica sfrenata da parte dell’uomo che nella sua arroganza si sostituisce a Dio spiegata attraverso la teoria del caos. Ma anche tolte queste riflessioni filosofiche rimane un grandissimo film d’avventura e sopravvivenza.
Al cinema fu una piccola rivoluzione, mai prima di allora si erano raggiunti tali livelli di realismo con la computer graphic, giusto un paio di anni prima ci era arrivato Terminator 2, a cui non a caso lavorarono sempre quelli della Industrial Light and Magic di George Lucas, che tra le altre cose si occupò personalmente del montaggio e della post-produzione del film, realismo che purtroppo va decisamente a perdersi nella versione Blu Ray, dimostrazione che forse l’alta definizione non sempre giova, ma che ad oggi continua a dare delle piste a film ben più recenti, basti pensare a come è invecchiata male la CG della trilogia prequel di Star Wars dello stesso Lucas, di poco successiva a Jurassic Park, ma anche senza andare troppo indietro vi basti pensare a Black Panther dove ad un certo punto sembra di giocare alla PlayStation 2. Ma la vera differenza l’hanno fatta gli animatronix, così realistici da provocare reazioni spontanee non solo a noi spettatori facendoci rimanere a bocca aperta ma anche all’intero cast del film e che valsero al film l’Oscar per i migliori effetti speciali, tra gli altri. Il cast è composto da un gruppo di protagonisti a modo loro semplice ma efficace, iconico e riconoscibile sin dall’abbigliamento ma in particolare va sottolineato il contrasto tra il nero e il bianco rispettivamente di Ian Malcolm (Jeff Goldblum, uno che di ibridi genetici ne sa qualcosa), il matematico specializzato nella teoria del caos, critico nei confronti dell’idea di un parco con dei dinosauri riportati in vita attraverso la scienza, e John Hammond (Richard Attenborough), il facoltoso fondatore del Jurassic Park definito dallo stesso Crichton come una versione oscura di Walt Disney, figura ingannevole, apparentemente positiva con la sua giovialità e i suoi sorrisi ma che sotto sotto rimane un uomo d’affari senza scrupolo tanto accecato dal suo stesso sogno da non pensare alle conseguenze. Protagonisti di alcune sequenze semplicemente memorabili, girate con gran maestria, come la fuga del T-Rex, quelle vibrazioni nel bicchiere d’acqua prima, la pupilla del Rex che si restringe, quel primo ruggito maestoso, il primo piano di Sam Neill e le urla dei ragazzi. Il tutto accompagnato dalle splendide musiche di John Williams, ma come fa a non sbagliarne mai una?
E poco importa se i dinosauri presenti nel film non sono davvero fedeli alla realtà, se le dimensioni o l’aspetto non rispettano la storicità di questi esseri estinti, non è un documentario, non vuole esserlo, è un film con protagonisti dei mostri genetici modificati, è come pretendere che i supereroi rispettino le leggi della fisica! Jurassic Park è un film di intrattenimento e in quanto tale doveva essere accattivante per il pubblico ed essere efficace, e sfido chiunque a sostenere il contrario.

Classificazione: 4.5 su 5.

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11 pensieri su “Jurassic Park – Recensione

  1. Non so cosa mi aspettassi esattamente, ma ricordo che Jurassic Park mi lasciò un po’ tiepido. E sì che ci sono scene memorabili ed è stato saccheggiato a destra e a manca… eppure, alla fine, gli ho sempre preferito Geriatric Park, in una scena del terzo film di “Una pallottola spuntata”, se ricordo bene XD

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  2. Confermo: dinosauri che non sembrano finti, un film che non sembra un videogame perché ha la giusta dose di CGI e tanto uso di tecniche artigianali…!!
    Lo adoro, è bellissimo, meccanismo perfetto, storia e storie che si intersecano.
    Una sceneggiatura ad orologeria, come oggi NON sanno fare più…

    Moz-

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  3. Concordo, film che resterà nella storia del cinema perché funziona davvero tutto.
    Ho preso il libro qualche tempo fa ma devo ancora leggerlo, con questo post mi hai fatto venire la voglia!
    Giusto per la cronaca, Crichton ha scritto uno dei miei libri preferiti, Timeline, che riprende alcune idee di Jurassic Park ma con i viaggi nel tempo.

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    • Penso di aver visto il film di Timeline, forse con Paul Walker. Di suo ho letto giusto Jurassic Park e Il Mondo Perduto (tra pochi giorni su questi schermi), il secondo ammetto di ricordarlo davvero poco, ma ti dirò, mi son fatto venire la voglia di rileggerli da solo XD il problema è che ne compro più di quanti ne riesca a leggere

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  4. Primo film visto al cinema in un paesino di 30.000 anime in una domenica pomeriggio. Al cinema c’ero solo io. Se sento le prime tre note della soundtrack mi scende la lacrima: non sarà perfetto o accurato, avrà i suoi difetti (i velociraptor che aprono le porte usando le maniglie!!) però è uno dei miei must

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