Jurassic Park III – Recensione

Quando Steven Spielberg giocava ancora a tira e molla per dirigere Il Mondo Perduto il regista Joe Johnston era in trattative con la Universal per sostituirlo. Il nome di Johnston forse ai più potrebbe non dire molto ma sicuramente avrete visto alcuni suoi film come Tesoro mi si sono ristretti i ragazzi, Jumanji e Captain America: il primo Vendicatore.
Alla fine come saprete fu Spielberg a dirigere il sequel di Jurassic Park ma con la promessa di lasciare la regia di un ipotetico terzo film a Johnston, anche se la parte a San Diego de Il Mondo Perduto in realtà doveva proprio far parte di un terzo episodio ma Spielberg voleva girarla lui a tutti i costi, per quella famosa cosa che voleva girare il suo King Kong, inserendola un po’ a forza nel suo film.
Jurassic Park III esce nel 2001 diretto proprio da Johnston e con Spielberg in veste di produttore ed è il primo film della saga a non essere tratto da un libro di Michael Crichton.

Un prima bozza della sceneggiatura scritta da Craig Rosenberg vedeva protagonisti un gruppo di adolescenti abbandonati su Isla Sorna ma venne accantonata una volta annunciato il regista. Una seconda bozza venne scritta da Peter Buchman e vedeva la fuga di alcuni Pteranodonti in Costa Rica e il ritorno del paleontologo Alan Grant coinvolto nell’indagine su questi eventi per poi precipitare assieme ad altri personaggi sull’Isola.
Johnston e Spielberg rifiutarono anche questa bozza in favore di una versione più semplice suggerita da David Keopp, lo sceneggiatore dei primi due film, vennero così ingaggiati Alexander Payne e Jim Taylor per riscrivere la bozza da Buchman che poi fece ulteriori revisioni. Ben tre sceneggiatori per un risultato che definire disastroso è semplicemente riduttivo.
In definitiva Jurassic Park III vede Alan Grant (Sam Neill) partire con l’inganno verso Isla Sorna per una disperata missione di salvataggio di un ragazzino scomparso circa due mesi prima sull’Isola mentre faceva parapendio vicino alla costa, in un incidente che si verifica con un espediente davvero ai limiti dell’assurdo, con il motoscafo a cui era legato attaccato misteriosamente nella nebbia da alcuni dinosauri che evidentemente sono arrivati lì a nuoto, come i misteriosi assalitori della nave de Il Mondo Perduto, deve essere una sorta di vizio. I facoltosi genitori del ragazzo che finanziano la spedizione sono interpretati da William H. Macy nel cosplay di Ned Flanders e Tea Leoni.
Diciamo che il film si presenta male sin dal logo del titolo, la scritta Jurassic Park su sfondo nero con animazione di un artigliata di dinosauro a lasciare il numero tre… sembra uno di quei sequel direct-to-video, un po’ come quelli di DragonHeart, il livello è quello ma probabilmente con più soldi, ma forse siamo più dalle parti dei sequel di centinaia di film horror tutti uguali tra loro.
Non parlo di horror a caso, un po’ perché il libro di Crichton e in minima parte il primo Jurassic Park il tocco horror ce l’hanno, dopotutto si tratta sempre di mostri genetici più che di veri dinosauri, ma qui è proprio il comportamento dei personaggi a ricordare, anzi a scadere nei cliché tipici del genere, se c’è una cosa stupida che il personaggio di Tea Leoni potrebbe fare, beh, state tranquilli che la farà, dopotutto siamo su in isola piena di dinosauri, cosa potrebbe mai andare male? Al massimo puoi attirare l’attenzione di uno Spinosauro. Che sarà un po’ quello che si son detti i tre sceneggiatori quando hanno scritto sta boiata. E si, ovviamente il ragazzino è sano e salvo sull’isola dopo otto settimane passate da solo in compagnia di dinosauri, e ok la sospensione dell’incredulità, va bene vederlo in una serie animata rivolta ai più giovani come Camp Cretaceous ma per una serie di film che ha sempre campato grazie alla sospensione dell’incredulità forse è un tantino eccessivo.
Jurassic Park III è talmente stiracchiato e insignificante da lasciarti quasi indifferente a fine film, non aggiunge veramente nulla alla saga e infatti venne accolto a pernacchie un po’ da tutti incassando circa la metà rispetto al film precedente a fronte di un budget leggermente più alto. L’unico pregio di Jurassic Park III è quello di essere la scusa ideale per poter inserire alcune sequenze ispirate al romanzo di Crichton che per un motivo o per un altro non avevano trovato spazio nei film di Spielberg, come la sequenza della voliera e quella dello Spinosauro nel fiume. E niente, non è che in realtà ci sia molto da dire su questo film, forse ho detto fin troppo per un film che probabilmente andrebbe solo dimenticato.

Classificazione: 2 su 5.

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6 pensieri su “Jurassic Park III – Recensione

  1. Lo spinosauro che inghiottisce il cellulare e viene individuato quando gli squilla la pancia…mamma mia. Roba che mi sarei aspettato di vedere in un film del cane Beethoven, non in un Jurrassic Park XD
    All’epoca quando lo vidi ricordo che mi divertii molto ma per i motivi sbagliati XD Senza dubbio il punto più basso della saga.

    Piace a 1 persona

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