Zack Snyder’s Justice League – Recensione

Non sono mai stato un sostenitore della cosiddetta Snyder’s Cut di Justice League, non l’ho mai nascosto. Non tanto perché contrario a vedere la versione voluta da Zack Snyder quanto per il semplice fatto che il movimento Release the Snyder’s Cut partiva da presupposti sbagliati, su tutti l’imputare a Joss Whedon colpe che in realtà non aveva, non totalmente almeno, come se il creatore di Buffy si fosse intrufolato negli studi della Warner Bros. di nascosto e avesse rubato e modificato di testa sua il film. Non è andata esattamente così e questa nuova versione lo dimostra, chi dice il contrario mente a se stesso sapendo di mentire.
Personalmente apprezzai la versione cinematografica di Justice League, l’apprezzai nella sua mediocrità chiaramente, perché non era un brutto film, solo mediocre. Il problema è che non ti puoi permettere di realizzare un film mediocre quando metti per la prima volta insieme personaggi del calibro di Superman, Batman, Wonder Woman e Flash (Aquaman era ancora considerato uno sfigato e Cyborg non se lo filava nessuno). Ma la colpa non fu di Whedon, ma solo della Warner Bros che impose dei cambiamenti.

Se pensate che Snyder fu vittima di una sorta di complotto atto a danneggiarlo e a frenare il suo estro artistico abbiamo un problema, un grosso problema, ed è inutile fare i paragoni con la Disney e i film Marvel a detta di alcuni tutti uguali tra di loro e privi di identità. Questa è Hollywood, è così che funziona per qualsiasi blockbuster, e non solo per i blockbuster, in ogni produzione di alto livello le major e i produttori dicono la loro, questa libertà artistica di cui tanto piace riempirsi la bocca ad una fetta di web in realtà non esiste, vale al cinema come vale per l’editoria (a fumetti e non) e per la musica, ma rimanendo nel campo cinematografico se volete davvero vedere libertà artistica sappiate che la potrete trovare nella sua forma più pura solo nei B-Movie, specialmente in quelli di una volta, vere e proprie scuole espressive dove i registi possono permettersi di sperimentare come vogliono e quanto vogliono, non è un caso se molti dei grandi registi di oggi provengono dagli horror a basso budget.
La verità è che Justice League non sarebbe arrivato al cinema in questa forma nemmeno senza il coinvolgimento del malvagio Whedon, la Warner non avrebbe mai distribuito un film di quattro ore. Con questo non giustifico le imposizioni volute dai produttori, semplicemente funziona così, nel bene e nel male. E infatti a Whedon se proprio devo dare una colpa è quella di aver effettuato troppi tagli in fase di montaggio, ma che il film dovesse essere alleggerito è indubbio, ma ci torniamo dopo.
E non si può nemmeno parlare di director’s cut se non in modo improprio dal momento che sono state apportate delle modifiche a quella che era l’idea originale di Snyder, poche in realtà ma pur sempre di modifiche posticce si tratta, fatte per andare incontro a quella fetta di fan che lo ha sempre sostenuto, oltre al fatto che questo progetto revival ha subito molte modifiche in corsa passando dall’essere una miniserie tv fino a tornare ad essere un lunghissimo film. Motivo per cui il titolo definitivo di Zack Snyder’s Justice League è quello più giusto.
Ma venendo al film non ho alcun problema ad ammettere che è migliore della versione cinematografica, con pro e contro nel confrontarli, più pro che contro. Non userò termini esagerati e abusati come capolavoro, non lo è, i capolavori sono ben altri.
Il montaggio e i tagli effettuati nella versione cinematografica azzopparono il film, ma se alcune sequenze inserite prima o dopo rispetto alla versione del 2017 cambiano poco e niente al film (come lo spiegone sulle scatole madri) altre risultano quasi essenziali, non tanto per la comprensione della trama che di base rimane inalterata quanto nel dargli maggior senso e dignità, mentre altre sequenze continuano a risultare inutili se non ad allungare inutilmente una storia che in realtà è semplicissima.
A guadagnarci indubbiamente sono Cyborg, personaggio praticamente assente nella versione “originale”, che qua guadagna molto più spazio e tridimensionalità, ora risulta molto più comprensibile l’incazzatura di Ray Fisher per il suo personaggio (tutta la questione personale con Whedon lasciamola stare), anche se il suo nuovo design non mi fa impazzire, in verità non mi faceva nemmeno impazzire all’epoca ma esteticamente rievocava meglio la controparte fumettistica, e Steppenwolf, non ci guadagna molto in caratterizzazione che rimane piuttosto piatta ma ne viene decisamente meglio per quanto riguarda la sua quest alla ricerca delle Scatole Madri così come le parti ce includono Darkseid, ma le battaglie con Amazzoni e Atlantidei potevano essere benissimo più corte di come le ha girate Snyder, perché quattro ore di film sono comunque troppe, per quello dico che andava indubbiamente alleggerito, due ore e mezza di film erano l’ideale.
La battaglia finale è la parte che narrativamente ci guadagna di più, la soluzione voluta da Whedon fu veramente banale e Supermancentrica, il ritorno di Superman ribaltava la battaglia e vi poneva fine, qui invece ribalta si la battaglia ma la vittoria arriva con più epicità e soprattutto con il lavoro di squadra, non voglio dire troppo per evitare spoiler ma la parte con Flash che supera i suoi limiti è forse la più bella, anche qui non voglio svelare troppo.
E a proposito di Flash ormai è chiaro come le battutine all’epoca ritenute stupide e fuori luogo non fossero farina del sacco di Whedon ma di Snyder stesso, la maggior parte almeno, ma ora vengono giustificate e apprezzate dalle stesse persone che all’epoca le criticarono aspramente, la sola differenza è che diluite in quasi quattro ore appaiono meno fuori luogo, ma che lo ammettiate o meno sempre stupide rimangono, e quello di Ezra Miller continua a non essere un Barry Allen fedele, non che sia un problema per me ma almeno siate coerenti dal momento che è identico a quello visto nel 2017, a differenza di Aquaman che rimane più serio e lontano persino dal personaggio visto nel suo film solista.
Paradossalmente l’introduzione che era molto in stile Snyder in realtà era di Whedon e purtroppo è assente in questa versione, dico purtroppo perché, baffi cancellati male dalla CG, dava più umanità al Superman di Henry Cavill che invece qua per il 95% della sua presenza serve solo a menare le mani. Ne esce sempre un po’ male Batman, non lo apprezzai pienamente all’epoca e non l’ho apprezzato nemmeno questa volta, sembra sempre fuori luogo in mezzo a questi esseri quasi divini, probabilmente è proprio quello che voleva trasmetterci ma l’impressione è quella che non sapesse esattamente cosa fare in mezzo a tutti questi poteri, già nei fumetti vederlo combattere fianco a fianco a personaggi come di superpoteri è forzato, lui come altri personaggi umani sia chiaro, ma su carta risulta sempre più credibile, qua decisamente meno. Rimane pressoché invariata la Wonder Woman di Gal Gadot, sempre calata nella parte.
Migliora anche l’epilogo con Lex Luthor (Jesse Eisenberg) e Deathstroke (Joe Manganiello), il dialogo su una futura Injustice Gang faceva davvero ridere mentre il (mancato) collegamento con l’ormai naufragato The Batman di Ben Affleck funziona molto meglio, ma onestamente mi sarei fermato lì evitando la nuova sequenza incubo che ha riportato in scena anche se per poco (o troppo a seconda dei punti di vista) il Joker di Jared Leto che non appare diverso solo esteticamente ma anche nell’interpretazione, sembrava voler scimmiottare il Joker di Heath Ledger, soprattutto se questo film non avrà mai un seguito, anche se nel frattempo son già partiti i nuovi hashtag per un sequel, Warner ed HBO non sanno il mostro che hanno creato.
Questa Justice League di Snyder si porta a casa quattro generose stelline su cinque, la sufficienza se la portava a casa per un pelo la versione cinematografica del 2017 motivo per cui tre e mezzo, voto più che buono, mi sembrava troppo poco.

Classificazione: 4 su 5.

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5 pensieri su “Zack Snyder’s Justice League – Recensione

  1. Siamo passati da un film di 2 ore ad un film di 4 ore..è ovvio che molte cose siano più chiare e diversi personaggi abbiano più spazio 🙂 Diciamo che le 4 ore sono passate anche piacevolmente, è decisamente migliore della versione del 2017, d’accordissimo sul voto!

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  2. In pratica abbiamo lo stesso film con la sola differenza di una caratterizzazione per cyborg (comunque scialba e basata sul.. rubar.. ehm.. stampare banconote), il resto veramente già visto e solo più lungo, gli unici tagli che al limite non dovevano essere fatti erano giusto sul pug steppenwolf, il resto migliora la versione del 2017 ma solo per lo “sturbo” che gli snyderini cercavano, più urli per Wonder Woman, stesse battute del piffero che si attribuivano a Whedon ma a quanto pare giusto una su 4 era sua (e per me non sono un problema, ma quando ne fai due pesi e due misure si), flash e “chi ha ordinato il wurstellooonee?”, Clark piattume ma in nero, aquamomoa che recita come deve recitare mezzo nudo o niente (mi pare giusto e necessario per stare sveglie), il marziano by ps1, I minuti finali che corrispondono a tipo 80 finali diversi… e non parliamo del Joker Jesus perché vorrei mantenere una dignità. In pratica è un grosso lungo MEH a rallenty.

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