Invincible stagione 1 – Recensione

Nonostante Invincible sia stato uno dei miei fumetti preferiti degli ultimi dieci anni non ne ho mai parlato a queste coordinate. Poco male, rimedio ora parlandovi della prima stagione della serie animata che potete trovare su Amazon Prime Video, che bene o male segue le vicende già narrate nel fumetto creato da Robert Kirkman e Cory Walker.

Prima di parlare della serie però ci terrei a togliermi un sassolino dalla scarpa: Invincible con The Boys non c’azzecca proprio niente! Appena sono stati rilasciati i primi episodi al primo accenno di violenza esplicita e splatter nell’internerd i paragoni con la serie tv The Boys si sprecavano, inspiegabilmente, perché a parte l’essere una serie di supereroi con un alto tasso di violenza le due serie non hanno nulla in comune, ma è anche vero che a meno di 48 ore dal rilascio di Jupiter’s Legacy su Netflix (dall’omonimo fumetto di Mark Millar) pare che non si possa fare più nulla dopo The Boys, che pare essere diventato il nuovo metro di giudizio per qualsiasi cosa tratti i supereroi in modo più maturo. Garth Ennis con The Boys non voleva semplicemente decostruire i supereroi, li voleva proprio distruggere, per Ennis non c’è salvezza per i sedicenti eroi, anche se capisco che possa esserci stato una sorta di fraintendimento dal momento che la serie tv, per quanto fatta bene, tradisca in qualche modo l’idea originale del fumetto facendoci empatizzare con gli “eroi”, ma ce ne siamo accorti in quattro gatti. Invincible invece per quanto violenta, splatter e decostruzionista rimane pur sempre una serie supereroistica, probabilmente il miglior comic book di supereroi dell’universo, come scherzosamente riportavano le copertine americane degli spillati, ci sono i buoni e ci sono i cattivi, gli eroi e i malvagi, e Invincible è un eroe, non ci sono dubbi su questo. Nell’epoca della dark age dei comics, quella iniziata essenzialmente con Watchmen e il Ritorno del Cavaliere Oscuro, non è per nulla scontato avere un vero eroe come protagonista.
E in ogni caso Invincible nasce ben tre anni prima di The Boys, per cui vi attaccate.
Mark Grayson è un normale diciassettenne, se non fosse che suo padre Nolan in realtà è Omni-Man, il più forte supereroe della Terra, e appena i poteri ereditati dal padre iniziano manifestarsi decide di seguirne le orme intenzionato a fare del bene. La vita dell’eroe non è delle più semplici e Mark lo imparerà a sue spese, dopotutto la lezione che da un grande potere derivano grandi responsabilità vale per lui come vale per Peter Parker, forse anche di più. Un giorno però i Guardiani del Globo, i più grandi supereroi della Terra, vengono brutalmente uccisi, e tutto cambia.
L’idea di Robert Kirkman in realtà è molto più semplice di quello che possa sembrare, come dicevo poco fa Invincible è una serie di supereroi rivolta ad un pubblico adulto ma non tradisce quelle che sono le regole delle classiche serie Marvel e DC, da una parte prende e reinterpreta i grandi eroi della DC, talvolta parodiandoli (vedi alla voce Guardiani del Globo), e facendo sua la grande lezione Marvel dei supereroi con superproblemi, elevandola al quadrato, semplicemente porta queste tradizioni in un contesto più realistico, un contesto in cui i pugni sferrati da esseri dotati di superpoteri hanno delle conseguenze, dove i criminali causano morte e distruzione, ok, anche nei fumetti Marvel e DC esiste la morte ma tutto è trattato in modo diverso, salvo qualche eccezione la morte è una cosa temporanea e pare non toccare la gente comune, non avere grosse conseguenze. Qui ce le hanno eccome, se un supercattivo dotato di superforza colpisce un eroe, i palazzi crollano, il sangue gronda, la gente ma anche gli eroi stessi muoiono. Ma il realismo non si ferma solo alla violenza e al tanto sangue versato, prosegue con il trattare cose comuni della vita di tutti i giorni che per mille motivi non vengono mai toccati nelle serie supereroistiche mainstream.
E questo, che è il bello della serie, vale per il fumetto tanto quanto per la serie animata, che segue abbastanza fedelmente la storia originale, coprendo più o meno i primi due volumi e mezzo, circa un annetto di storie, anticipando qualcosa, modificandone altre e aggiungendo qualcosa qua e là. Se qualche modifica è un po’ inevitabile nel passaggio da carta stampata ad animazione, soprattutto se si vuole mettere subito le cose in chiaro e attrarre gli spettatori a digiuno dal fumetto svelando qualcosa ben prima del suo tempo, altri finiscono con l’essere delle aggiunte piuttosto inutili mentre in altri casi abbiamo delle vere e proprie mancanze che finiscono col perdere nel paragone con la fonte, mi riferisco in particolare all’episodio finale che salta totalmente una parte molto importante sul background di un dato personaggio e che quindi rimane senza spiegazione o logica il suo agire o meglio il suo “aspettare”, preferisco non svelare troppo per evitare spoiler ma mi stupisce come nessuno abbia alzato una minima critica a questa mancanza, che è piuttosto grave narrativamente ma che nulla toglie alla riuscita complessiva di questa serie, sarà che a distanza di due anni sono ancora impegnati a pensare al topo di Endgame. Va beh, magari intendono riprendere questa cosa in futuro ma perderà efficacia e sarà pur sempre un mettere una toppa.
Mancanza bella grossa nel finale a parte Invincible è una grande serie animata, molto fedele al materiale originale di cui riprende anche lo stile artistico di Ryan Ottley piuttosto che quello di Corey Walker dal momento che fu Ottley poi a definire la serie, e non può che farmi piacere nonostante i dubbi iniziali del pubblico, tra stile grafico e animazioni, alla fine pare abbia convinto, ma è il minimo quando alla base si ha dell’ottimo materiale e lo si rispetta.

Classificazione: 4 su 5.

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10 pensieri su “Invincible stagione 1 – Recensione

  1. Questa serie e “Jupiter’s Legacy” mi hanno per ora solo fatto venire voglia di recuperare i fumetti e devo dire che sapevo che “Invincible” mi sarebbe piaciuto, non pensavo così tanto, ieri mi sono letto quasi 300 pagine non riuscivo a smettere (storia vera). Detto questo lo stile di disegni anni ’90 non so se sia un omaggio ai disegni (non proprio irresistibili) dei primi numeri, ho trovato delle forzature, l’interessa amoroso del protagonista e l’amico omosessuale aggiungono poco alla storia, per il resto finirò di vedere la stagione di sicuro, ma credo che mi concentrerò più sul fumetto. Cheers!

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    • Lo stile è quello di Ottley, i primo numeri li disegnava Walker e non erano bellissimi, a me personalmente piacciono, è questione di gusti.
      La ragazza e l’amico secondo me servono solo a mostrare uno squarcio di vita normale, ma (piccolo spoiler) tranquillo nel fumetto poi spariscono, nella serie animata visto l’andazzo delle produzioni televisive e la questione inclusività potrebbero anche decidere il contrario, nonostante poi ci siano altri personaggi di quel tipo
      Jupiter’s Legacy ha fatto venire voglia anche a me di recuperare il fumetto, ne parlerò nei prossimi giorni 😉

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  2. Il fumetto lo conosco di fama ma non sono mai riuscito a recuperarlo e per questo ero titubante se vedere la serie o no (salvo eccezioni, preferisco sempre partire col materiale originale e poi recuperare l’adattamento). Alla fine però ho ceduto e devo dire di averla amata. Alcune cose non mi hanno convinto e infatti sospetto siano quelle mancanze/modifiche di cui parlavi (non sono andato troppo a informarmi per non rovinarmi la lettura futura) ma nel complesso funziona benissimo sopratutto per chi è a digiuno (ovvero tutti quelli che non leggono fumetti) di opere come questa.

    E a tal proposito quoto tutto quello che hai detto su The Boys. Per carità, è piaciuta anche a me la serie (nonostante abbia più difetti di quanto la gente voglia ammettere) ma sta cosa che sia la cosa più originale o innovativa fatta in ambito (cine)fumetto…bah. Di film/serie sulla decostruzione del supereroe ce ne sono un sacco, alcune anche fatte meglio imho. Ma mi sa che la gente si è fermata al sangue e alle budella di fuori, da qui il successo di The Boys e il paragone con INVINCIBLE.

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    • Lo credo anche io nonostante ci sia chi ha provato ad analizzare in parallelo le due serie per dimostrare che si somiglino, il fatto è che sí, apparterranno allo stesso filone inaugurato da Watchmen ma poi hanno toni, spirito e finalità totalmente diverse.
      Se vuoi delle mancanze ne parliamo in privato

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  3. Noi ce la stiamo guardando a cena e per le scene splatter non è stata una bella idea 😀 Comunque molto avvincente come serie…vedi, penso che mai avrebbero potuto farne una serie live action, sia per i costi degli effetti speciali sia per tutto il “gore”

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  4. Ne abbiamo già parlato altrove, ormai la gente dopo aver visto due serie TV si sente nerd e spara commenti a casaccio, anche io avevo letto di questo paragone con The Boys… ma di preciso cosa hanno visto?
    Non avendo letto il fumetto non posso avere un’opinione completa come la tua e per questo dico che per me la serie è stata perfetta, una vera e propria bomba!
    Mannaggia alla miseria ora voglio recuperare i volumi, eppure sono troppo curioso, non ho paura degli spoiler, dimmi quello che non hai voluto rivelare!

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  5. Ma Kirkman ce lo ha come vizio quello di cambiare il disegnatore regolare dopo il primo arco? 😆
    Più che lo splatter di per sé, è la facilità con muoiano cui tanti civili e super esseri a lasciarmi sconcertato.
    Come sottolinei tu, la cosa è voluta per il “realismo” e sicuramente è un mio problema dato che la mia “formazione” viene da Superman, che non permette mai che un solo civile ci rimetta la vita (almeno in passato, ultimamente mi pare che qualcosa sia accaduta).
    Comunque l’azione che crea reazione, ovvero le conseguenze di una battaglia tra super cosi, crea nuovi spunti, questo è palese.

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