La via del grembiule: lo Yakuza casalingo stagione 1 – Recensione

La via del grembiule - lo yakuza casalingo poster serie anime Netflix

La via del grembiule – Lo yakuza casalingo è una serie anime basata sull’omonimo manga di Kosuke Ono a partire dal 2018 e che sembra aver conquistato pubblico e critica, tanto da vincere anche un Eisner Awards nel 2020 come miglior pubblicazione umoristica.
E personalmente non posso che essere d’accordo perché La via del grembiule è stato uno degli anime, se non l’anime che più mi ha divertito di recente.

Il titolo è abbastanza emblematico. Tetsu era un temuto yakuza che ha deciso di abbandonare la vita criminale per sposare Miku e dal momento che lei è una donna in carriera… lui ha deciso di dedicarsi al ruolo di marito casalingo! Ed è pure particolarmente bravo, peccato che il suo aspetto minaccioso e il suo passato non siano esattamente di aiuto, dando vita spesso a situazioni bizzare, equivoche e tremendamente divertenti.
L’anime è composto da soli cinque episodi, in realtà in questi cinque episodi Tetsu è protagonista di quasi una trentina di capitoli, le sue avventure sono per lo più sketch molto brevi in cui l’ex yakuza applica la filosofia, chiamiamola così, criminale e le sue abilità alle faccende domestiche più comuni e stupide, ed ecco che buttare via una statuetta rotta di sua moglie, che si rivela inaspettatamente essere un otaku, si trasforma in una sorta di occultamento di un cadavere, mentre il più banale degli errori diventa una tragedia e un atto disonorevole da pagare con il taglio del mignolo. Certo, se la gioca facile con tutti i cliché del genere ma lo fa con dei tempi comici semplicemente perfetti.
Personalmente un manga del genere non lo acquisterei mai ma sotto forma di anime si lascia guardare più che volentieri.
Le animazioni sono piuttosto limitate, anzi sembra quasi di guardare un motion comic tanto sono ridotte all’osso ma ben si adattano alla tipologia di umorismo utilizzato e, azzardo un ipotesi, i continui cambi di location e la quantità di personaggi presenti nei quasi trenta episodi, possa costare di più in termini di animazioni e tempistiche da parte dei disegnatori e animatori, e di conseguenza in termini economici, ma ribadisco come questa sia solo una mia ipotesi. Fatto sta che per il suo genere funziona alla grande, stessimo parlando di una serie action, di un battle shonen o uno spokon, dove la dinamicità la fa da padrona capirei anche tutte le lamentele che ho letto sull’internerd ma così le trovo semplicemente esagerate.
E niente, non è che ci sia poi molto altro da dire, la serie potete trovarla in streaming doppiata su Netflix che ha già annunciato una seconda parte ma che ancora non ha una data precisa.

Classificazione: 4 su 5.

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