Mobile Suit Gundam: il contrattacco di Char – Recensione

Alla fine di Z Gundam avevamo lasciato Char Aznable sconfitto da Haman Kahn e creduto morto, mentre in realtà lo si scopre poi alla deriva nello spazio a bordo del suo Mobile Suit. Lo ritroviamo poi in Mobile Suit Gundam: il contrattacco di Char, primo lungometraggio originale dedicato al mondo di Gundam uscito nel 1988 che funge da conclusione alla storyline originale.

Il film si apre con Char alla guida di Neo Zeon e seriamente intenzionato a provocare un inverno nucleare sulla Terra facendo precipitare sul pianeta degli asteroidi. A contrastarlo la solita Federazione Terrestre con una task force guidata da Bright Noah di cui fa parte Amuro Rey, protagonista della prima serie di Gundam e storico rivale di Char. Nel mezzo dello scontro come vuole la tradizione della serie creata da Yoshiyuki Tomino ci finiscono dei ragazzini che scopriranno sulla loro pelle gli orrori della guerra.
Devo ammettere di essere rimasto piuttosto spiazzato a inizio film nel rivedere Char alla guida di Neo Zeon senza troppe spiegazioni, il film si svolge sei anni dopo gli eventi di Z Gundam ma ho giustificato la cosa con il fatto che mi mancasse da vedere cosa è successo in ZZ Gundam, serie inedita in Italia che ne portava avanti la trama. In realtà in ZZ Gundam non compaiono né Amuro né Char, e quindi sei anni dopo lui è lì, dopo essere anche stato alleato della Federazione intende distruggere la Terra, non si sprecano in troppe spiegazioni, è quanto dobbiamo sapere. Questo secondo me grava un po’ sul film, il personaggio di Char è sempre stato molto sfaccettato e vederlo di punto in bianco agire così, quasi in preda alla follia, anzi in preda all’odio e alla rabbia per forzare l’evoluzione terrestre in Newtype, indifferente di fronte alle possibili vittime, è un po’ uno spreco. Dal momento che il contrattacco di Char non dura poi così poco, sono ben due ore di film, personalmente avrei concentrato di più la pellicola sullo spiegare le motivazioni che hanno portato l’antieroe ad agire così anziché mostrarci i soliti ragazzini che tanto non verranno mai più ripresi, non nell’animazione almeno, e il cui destino non sempre ci viene mostrato lasciandoci in sospeso, cosa che però accomuna diversi anime e manga e che davvero non mi so spiegare. Per sapere cosa è successo ad Hathaway Noah per esempio è necessario leggere la serie di light novel Hathaway’s Flash iniziata nel 1989, ma è già un miracolo se qua in Italia sono arrivati alcuni anime di Gundam sporadicamente, e adattata in un film anime solo di recente, motivo per cui penso abbiano inserito il contrattacco di Char nel catalogo Netflix, benché sottotitolato quando questo film è uno dei pochi prodotti a godere di un edizione italiana a cura della Dynit, sarà per le solite questioni di diritti come accaduto per Evangelion.
Il contrattacco di Char rimane un tassello fondamentale per l’universo di Gundam soprattutto perché ci mostra l’epico e tragico scontro finale tra Amuro e Char, che mantiene i toni seri e drammatici tipici del franchise, anzi per certi versi questo film li eleva pure, alla faccia di Tomino che poi decide di rifare Z Gundam perché troppo pessimistico a suo dire, con delle ottime animazioni che non risentono per niente della loro età, ma che pecca un po’ nella sceneggiatura.

Classificazione: 3.5 su 5.

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