Shang-Chi e la leggenda dei Dieci Anelli – Recensione

Shang-Chi e la leggenda dei Dieci Anelli è inaspettatamente arrivato a tanto così dal diventare uno dei miei film Marvel Studios preferiti di sempre ma per poco non ci è riuscito. Non l’avrei mai detto per un film basato su uno dei personaggi minori della Marvel che conosco molto poco, non che non credessi in un eventuale successo del film stesso, dopotutto finora hanno ben dimostrato di riuscire a far amare dal pubblico persino un procione parlante con un caratteraccio.

Nel vedere Shang-Chi combattere la mia mente è più volte andata a film come Tekken o al più recente Mortal Kombat, mi chiedo come sia stato possibile realizzare film tanto orrendi, con combattimenti così brutti per franchise che si basano proprio sulla lotta e le arti marziali! Shang-Chi è la dimostrazione che si possono fare, le coreografie dei combattimenti sono spettacolo puro, essenzialmente è un qualsiasi film di Jackie Chan che incontra i supereroi, la prima sequenza in cui lo vediamo combattere a bordo di un autobus ti lascia letteralmente a bocca aperta, non esagero nel dire che probabilmente è la miglior sequenza d’azione di un film Marvel Studios, e continua a farlo anche dopo poi ad un certo punto diventa un film di kaiju e la magia finisce. Finisce nel momento in cui la magia arriva per davvero. Chiaramente siamo nell’Universo Marvel, lo stesso in cui un tiranno alieno ha letteralmente fatto scomparire metà della popolazione con uno schiocco di dita, ma l’arrivo di demoni e draghi giganti va a rovinare l’armonia del film togliendo pathos al finale, quello che fino ad un momento fa poteva diventare uno dei miei film preferiti del genere e del franchise finisce con il diventare solo un buon film, poi capisco anche che non è solo un film di arti marziali ma anche un blockbuster, quindi niente, prendiamo quel che viene. Essenzialmente commette lo stesso errore del primo Wonder Woman, doveva fermarsi un attimo prima, allo scontro tra il protagonista e Wenwu, padree main villain della pellicola, in un vero e proprio faccia a faccia, senza bracciali anelli e superpoteri. Profezie e kaiju se li potevano sempre tenere per il futuro (e detto tra noi per un attimo ho sperato che il demone fosse Fin Fang Foom, cosa che si andava a legare bene con il Mandarino, su di lui ci torniamo tra pochissimo).
Shang-Chi è il secondo film puramente culturale dei Marvel Studios dopo Black Panther, con un cast quasi interamente composto da attori asiatici, per certi versi lo trovo migliore, la trama seppur semplice funziona meglio, è una classica origin story che han saputo ben gestire attraverso l’uso dei vari flashback nel corso del film per definire il personaggio e il suo background, le coreografie sono puramente spettacolari e la CGI buona quanto basta, forse Black Panther era migliore per quanto riguarda i costumi, belli anche qua ma meno incisivi forse.
Chiudo spendendo due parole sul villain, Wenwu. Finalmente il pubblico ha avuto quello che voleva: il vero Mandarino! E invece no! I Marvel Studios non hanno alcun ripensamento su quanto fatto su Iron Man 3, ce lo dice lo stesso Wenwu che in parole povere definisce il nome Mandarino stupido, fondamentalmente perché il personaggio dei fumetti sarebbe stato puramente anacronistico e stereotipato, ma che ha funzionato terrorizzando l’America, in riferimento all’interpretazione di Trevor Slattery proprio in Iron Man 3, film le cui tematiche proprio alla luce di quanto sta accadendo in questo periodo in Afghanistan sono sempre più attuali e che il pubblico dovrebbe proprio rivalutare. Il personaggio di Wenwu non è il Mandarino dei fumetti, è un personaggio ex novo a cui hanno dato i dieci bracciali anelli e che hanno mischiato con il padre del protagonista. Fa sempre ridere la voglia di fedeltà da parte dei fans quando poi nemmeno il protagonista è davvero fedele alla controparte cartacea ma è il risultato di un mischione di svariate storyline a fumetti. Attenzione, la mia non è una critica al film, funziona ed è questo l’importante, solo che non sempre i fans se ne ricordano.

Classificazione: 4 su 5.

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10 pensieri su “Shang-Chi e la leggenda dei Dieci Anelli – Recensione

  1. Mi sono annoiato tantissimo, ho trovato tutto così posticcio ma comprendo che a me di un fantasy pensato per accalappiare il mercato cinese non frega poi molto, io volevo il Maestro del Kung-Fu, ma non posso biasimare un film per quello che non è, bravi alla Marvel, riescono a fare i soldi anche con un Wuxia diluito, tanto di cappello dico sul serio. Cheers

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    • Diciamo che questo è Iron Fist travestito da Shang-Chi, non a caso nei credits troviamo anche il nome di Matt Fraction che scrisse Immortal Iron Fist con Brubaker, ad un certo punto quando raccontavano la storia della città incantata ho pensato a qualche gancio per K’un L’un che non è mai arrivato.
      Shang Chi funziona benissimo fin quando è un film di menare le mani, poi non è più chiaro cosa vuole essere.
      La cosa ironica è che in Cina pare non uscirà mai.

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  2. Anche a me la prima parte è piaciuta tantissimo. Non da essere tra la mia top 5 dei film Marvel ma aveva comunque tutto. Belle atmosfere, combattimenti come Dio comanda, un bel look generale.
    La seconda parte invece ha annoiato anche me. Sono d’accordo anch’io che potevano evitarsi gli scontri tra mostroni e in generale tutto lo scontro finale l’avrei fatto più breve (non avevo orologio alla mano ma mi è sembrato lunghissimo) e focalizzarsi di più tra Schang-Chi e suo padre. Ma poi anche tutta la parte con la zia, il villaggio ecc…l’avrei snellito un po’.
    E anche io ho sentito delle forti vibes da K’un-Lun XD (non consco Shang-chi abbastanza bene da sapere quanto di quella parte di film sia inventata e quanto presa dal fumetto…ma di sicuro, se mai dovessero riprendere in mano il buon Pugno d’acciaio, tutta la sua storia suonerà ridondante).
    Per quanto riguarda Fing Fang Foom invece avevo letto che come personaggio non lo avrebbero mai usato (o comunque nominato) perché il nome ha un’assonaza simile a un insulto per gli asiatici.
    Quindi, proprio come Wenwu che è il mandarino senza essere il mandarino, può essere che questo sia FFF senza essere FFF (e i puristi del fumetto muti).

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