Eternals – Recensione

Chloé Zhao non ha mai nascosto la sua ammirazione e ispirazione per il lavoro svolto da Zack Snyder su Man of Steel ed è naturale che questi abbia poi influenzato a sua volta la regista cinese per il suo Eternals, nel bene e nel male.

Il 26esimo film del Marvel Cinematic Universe è liberamente basato sui personaggi omonimi creati da Jack Kirby negli anni ’70 , riprendendo anche idee da Terra X di Alex Ross (che poi sarà il fulcro di tutto il film), narra la storia di questo gruppo di superumani provenienti dal pianeta Olympia inviati sulla Terra 7000 anni fa dal Celestiale Arishem con la missione di eliminare i Devianti, creature intenzionate a sterminare l’umanità. Al contempo gli Eterni non potevano interferire direttamente con lo sviluppo umano e i nostri stupidi conflitti, potevano dare una spintarella qua e là ma nulla più. Sconfitti i Devianti e senza più uno scopo gli Eterni si sono mischiati agli umani per secoli ma ora i loro antichi nemici sono tornati e la loro intera missione ed esistenza viene messa in discussione.
Indubbiamente Eternals è un film ambizioso e diverso dal solito film Marvel Studios, come dicevo l’ombra di Zack Snyder aleggia per tutta l’interminabile durata del film ed è più che evidente, dalla struttura narrativa che alterna il presente al passato dei tanti protagonisti, al desiderio di voler raccontare qualcosa che non siano solo botte tra supertizi in tutine colorate, e quindi dare spessore al genere e nel voler essere più maturo, e il risultato è anche più convincente di Man of Steel, è veramente apprezzabile il voler porsi delle domande di tipo filosofico, il mettere in dubbio la figura del supereroe e il suo ruolo, più di quanto fatto e visto in Civil War, se quello che fanno questi semi dei è abbastanza o se sia giusto non interferire in conflitti umani quando basterebbe davvero poco per questi personaggi per mettere fine a tutto, discorso introdotto qua ma che si può benissimo estendere a qualsiasi altro personaggio, Avengers compresi, un tema magari non nuovissimo per un lettore di fumetti, il mio pensiero non può che non andare a Justice sempre di Alex Ross in cui i supercriminali della DC usavano i loro poteri per portare acqua e piante dove c’è la siccità, giusto per fare un esempio, e fare veramente la differenza anziché mantenere lo status quo.
Questo è indubbiamente uno degli aspetti più positivi degli Eterni di Chloé Zhao, insieme a un cast convincente, la scelta di avere un cast multietnico (a differenza dei personaggi originali) si rivela vincente e dona carattere a questo nutrito gruppo di eroi, li rende immediatamente riconoscibili, ovviamente a questo va unito un buon lavoro di scrittura ovviamente, si va dal personaggio granitico e tutto d’un pezzo (Ikaris) alla linea comica (Kingo), anche perché senza questa diversità estetica e caratteriale ci saremmo trovati semplicemente di fronte ad una sorta di Power Rangers vista la svogliatezza e l’anonimato totale dei costumi indossati dai personaggi, praticamente diversi tra loro solo nei colori, i vari disegni che hanno addosso non si notano nemmeno. Se proprio dobbiamo trovare il pelo nell’uovo per il cast è la presenza di “difetti”, prima di indignarvi cercate di capirmi, Makkari è sordomuta, come l’attrice che la interpreta, Lauren Ridloff, mentre Gilgamesh è sovrappeso, mi fa strano che esseri semi divini creati da quella che essenzialmente è una divinità abbiano dei difetti, che siano stati creati volutamente così, mi verrebbe più naturale pensare che vengano creati perfetti o quasi, va bene l’inclusività etnica e sessuale, e Makkari è uno dei personaggi che più mi è piaciuto, ma forse non era questo il progetto più adatto. Ma sono sciocchezze su cui si può benissimo passare sopra.
Un po’ meno sulla durata dell’intero film, eccessivamente lungo e non del tutto convincente nel suo svolgimento, Chloé Zhao esattamente come Zack Snyder per Eternals avrebbe avuto bisogno di una sforbiciata qua e là per alleggerirne la visione, magari senza massacrarlo come successo a Justice League, qualche sequenza poteva benissimo essere eliminata, come la tanto voluta prima scena di sesso dell’intero MCU che per quello che vale poteva benissimo non esserci, per tanto così rimane sempre meglio il primo Iron Man dove Tony Stark andava a letto con la giornalista, ma anche tante altre potevano essere gestite meglio perché per una buona prima parte non fa altro che farti sbadigliare.
Nel complesso Eternals porta a casa il risultato, introduce nuovi personaggi e probabilmente avranno un ruolo molto importante in futuro, alza un po’ l’asticella, almeno per quanto riguarda l’MCU, non si prende sul serio fino in fondo, seppur con qualche momento di noia mi ha affascinato, eppure non riesco proprio a non pensare al fatto che se per esprimere la tanto sbandierata libertà e personalità artistica, perché i film Marvel Studios sono tutti uguali e omologati (e non è vero), vuol dire necessariamente omologarsi alla concorrenza, forse qualcosa non sta andando per il verso giusto.
Diverso dagli altri film Marvel si, personalità non pervenuta.

Classificazione: 4 su 5.

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8 pensieri su “Eternals – Recensione

  1. Questo è uno di quei film che avrebbe funzionato meglio in streaming per me, perché passare tre ore per evitare la distruzione dell’umanità quando mezza sala di ragazzini ti offrono tutti i motivi validi per appoggiare la causa contraria risulta ironico. I Celestial diciamolo chiaro e tondo non avrebbero mai creato due tizi robusti e una muta, non perché non sia normale esserlo fra comuni mortali ma infatti è il concetto di comuni mortali che dovrebbe mancare agli eterni, ci sta Sprite come “difettata” (carino anche l’accostamento a Campanellino, personaggio che ho sempre amato in lettere) e va benissimo farli di etnie diverse o gusti sessuali diversi (voglio dire gli dei letteralmente bombavano tutto, altro che fluidi)sopratutto se poi in sala devi sentire risolini stupidi al bacio della coppia sposata, a sto punto avrei preferito per loro la scena di sesso, …ma quelle scelte risultano un po’ fuori dal vaso qui. In sostanza il difetto è la pesantezza e la lunghezza per quello che poi stringi stringi é. Scena preferita Druigh (o come si chiama) che interrompe il massacro tra nativi e conquistadores e il dialogo precedente, dopo quel pezzo che più rappresenta il succo del discorso si poteva arrivare al finale prima, mantenendo le stesse tappe e rivelazioni. Storyline inutile invece quella dei devianti.. o meglio è utile narrativamente ma non trova alcun compimento e viene buttata nello scarico senza nemmeno sentire lo sciacquone. Ultima nota personale: il mio cuoricino che si spezza a sentire Jon dire che ama Sersi…Dracaryyss triplo!!

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  2. Oggi siamo sincronizzati con le recensioni 😀 Sarà che, almeno noi, abbiamo aspettato qualche giorno per vederlo, per evitare la massa (visti i tempi)… comunque a noi è piaciuto, l’abbiamo trovata un’opera originale! Fornisce talmente tanti spunti che anche farne una (breve) recensione è stato difficoltoso

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    • Ho visto il post su Twitter ma ancora non ho letto la vostra rece, noi lo abbiamo visto sabato scorso e ci ho messo un po’ a scrivere sto pezzo nei ritagli di tempo, per un po’ qua sarà così con pubblicazioni a rilento.

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  3. Sono d’accordo sulla durata e sui costumi (belli ma monotoni) e onestamente anche il montaggio l’ho trovato poco “armonioso” (ci stanno i salti avanti e indietro nella storia però boh, mi sono sembrati legati male tra loro…).
    Per essere però uno dei fumetti che meno conosco in assoluto (avevo letto solo la run di Gaiman e Romita Jr…e sono riuscito a finirla solo per amore di Gaiman e Romita jr XD) mi ha convinto appieno. Belli i personaggi, bella la storia, bello che non ci sia redenzione per tutti (tipo Kingo che se ne va e non fa la sua trionfale entrata di scena finale…e va bene così), un po’ sprecati i Devianti ma va bè, si torna alle vecchie abitudini con i villain usa e getta (per altro hanno chiamato Bill Skarsgard per interpretare il leader dei Devianti…sprecatissimo).
    Per quanto riguarda il discorso sui “difetti” degli Eterni anche io ho pensato che fosse strano. C’è da dire però che Sprite è la prova che non sono tutti perfetti e fatti con lo stampino e che nemmeno loro sanno il perché…magari è una cosa che vogliono giocarsi con i sequel, chissà.

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    • Ti devo confessare una cosa, e suonerò come un profano ai vari lettori di fumetti che malauguratamente finiranno con il leggermi, ma io ho faticato anche a finire la serie di Kirby! E ricordo ben poco della serie di Gaiman, tra l’altro Sprite mi pare sia giovane anche nei fumetti, con problemi annessi. Concordo nella riuscita del film, sui Devianti sprecati (quando diventa coscente il leader poteva donare ben di più) ma non sulla redenzione, nel senso che questi personaggi, indipendentemente da come sono andate le cose nel film, non hanno bisogno di redenzione, hanno solo fatto ciò che ritenevano giusto, e mai come questa volta non c’è davvero un giusto o uno sbagliato.

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