Fanteria dello Spazio di Robert A. Heinlein

Starship Troopers – Fanteria dello Spazio di Paul Verhoeven è uno dei miei film di fantascienza preferiti di sempre, una sorta di sequel spirituale di Robocop che ne porta avanti critica e satira, questa volta prendendosela con società e politica made in USA, dipingendo una società militarista e xenofoba guidata da un regime dittatoriale, in cui i soldati vengono mandati in questa guerra contro la razza degli aracnidi con armamenti inadeguati come fossero carne da macello. Credetemi, ho sempre amato questo film.
Poi cresci e scopri che il film di Verhoeven è tratto da un romanzo di Robert A. Heinlein pubblicato per la prima volta nel 1959 e che è oggetto di dibattito da praticamente da sempre, dividendo il pubblico tra chi adora il film, avendone compreso le finalità e il senso, e chi invece lo odia perché profondamente diverso da quanto raccontato da Heinlein. Ma non solo, lo stesso romanzo è oggetto di critica perché definito filo fascista, capirete che la mia curiosità nel leggere l’opera originale era molto forte, volevo farmi una mia idea e capire.

Il romanzo al momento è difficile da trovare, attualmente non c’è un edizione in catalogo, anzi sono anni che non c’è, per chi legge in digitale fortunatamente si può acquistare in quel formato (l’immagine è di quell’edizione), per chi invece non può fare a meno della carta rimane solo il mercato dell’usato e sul web i prezzi possono variare in base all’edizione che vi trovate davanti, salendo anche di molto. Non è stato il mio caso fortunatamente, dopo una lunga ricerca ho trovato il libro in una bancarella dell’usato, una vecchia edizione Urania datata Febbraio 1980 in buone condizioni per soli 3,50 euro, evidentemente il negoziante non sapeva cosa aveva tra le mani e finalmente ho potuto leggerlo.

Per un attimo ci ho creduto, la parte iniziale non è poi molto diversa dal film (ve la metto giù in modo semplice): finita la scuola il giovane Rico accompagna un amico ad arruolarsi per ottenere il diritto di voto (solo chi ha concluso il servizio militare ha diritto di voto), lo stesso Rico è un po’ indeciso se farlo o meno ma l’incontro con la bella compagna di scuola Carmen, anch’essa arruolata come pilota, gli fa cambiare idea al volo e decide di firmare a sua volta. Rico dopo i test viene destinato alla Fanteria Mobile. Da qua in poi tutto cambia, le battaglie sanguinarie viste nel film lasciano spazio a quello che essenzialmente è un racconto di formazione visto attraverso gli occhi di un ragazzo ricco che non aveva alcuna aspirazione nella vita, e apparentemente nessuna qualità che lo distinguesse, attraverso i duri allenamenti sul campo e una carriera militare, fatta di studio e sacrifici.

Ciò che invece non ci ho trovato è tutta questa presunta filosofia filo fascista. La società descritta da Heinlein è indubbiamente militarista ma definirla fascista è un modo troppo facile e superficiale per descrivere il racconto. La società di Fanteria dello Spazio non rientrerebbe nemmeno in una distopia, a differenza del film non vi è alcuna propaganda per entrare nell’esercito, anzi per quasi tutto il percorso i militari stessi non fanno altro che scoraggiare i cittadini ad arruolarsi per via degli enormi sacrifici che quella vita richiede, inoltre non c’è alcuna distinzione di razza e in teoria nemmeno di sesso (dico in teoria perché certe cose viste con lo spirito critico di oggi suonano un po’ retrograde ma niente di sconvolgente), i cittadini pur senza diritto di voto vivono una vita normalissima, con ogni agio e privilegio, ma soprattutto nonostante sia un sistema militarista fin quando si è in servizio militare non si può comunque votare e far parte del governo, e questo vale anche per i comandanti più alti in grado, ergo non è un governo militare anche se per arrivarci devi aver fatto il servizio. La filosofia militarista di Fanteria dello Spazio si fonda sull’importanza di essere un cittadino, di essere qualificato prima di tutto per poter governare e avere a cuore le proprie responsabilità e la vita altrui, tutto il percorso militare descritto serve solo ed esclusivamente a selezionare il meglio, chi se lo merita sul serio, con sudore e studio. Il mondo immaginato da Heinlein in questo modo non è distopico ma fa il giro e si trasforma in una vera e propria utopia dove l’esercito e la vita militare servono a trovare le persone ideali a ricoprire certi ruoli, e per certi versi è anche dannatamente convincente, il sistema immaginato in Fanteria dello Spazio funziona, ve lo dice uno che il servizio di leva obbligatoria lo ha mancato per pochissimo per una semplice questione anagrafica ma che in ogni caso non crede assolutamente al fatto che serva davvero come ritengono alcuni, (“a sti giovani servirebbe un po’ di Naia”, si credici)ma per l’appunto rimane un ideale, pura utopia impraticabile nel mondo reale.

La lettura Fanteria dello Spazio mi ha coinvolto come poco altro, la scrittura di Heinlein è semplice ma coinvolgente, mai pesante, soprattutto come dicevo poco fa è convincente, i vari superiori che accompagnano Rico durante il suo percorso lo aiutano e lo spronano sempre a dare il meglio e a scegliere quella che per lui è la strada giusta, che per quanto rudi cercano sempre di evitare il peggio per i propri cadetti, anche quando fanno una lavata di capo è palpabile che sia perché hanno a cuore i loro sottoposti, avessi avuto io in vita mia una figura di riferimento che è anche solo la metà di Blackstone, mi è difficile davvero trovare una figura in questo romanzo che si possa definire veramente negativa.

Fanteria dello Spazio è un libro che consiglio vivamente, se vi piace la fantascienza è praticamente un titolo imprescindibile ma anche in caso contrario rimane pur sempre un ottima storia di formazione, e ancora una volta ve lo dice uno che non ama le storie puramente belliche o a sfondo militare.
E se ancora pensate che questo sia un sistema fascista vi invito a leggere Judge Dredd, potreste ricredervi.
Dimenticavo, ora che l’ho letto continuo ad amare anche il film, dopotutto se Shining di Kubrik viene considerato un capolavoro nonostante le differenze con il romanzo possiamo farlo anche con Starship Troopers, no? Cinefili che si inalberano credendo che ho paragonato Verhoeven a Kubrik tra 3, 2, 1…

Classificazione: 4.5 su 5.

10 risposte a "Fanteria dello Spazio di Robert A. Heinlein"

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  1. Me lo sono riletto da poco, resta un gran romanzo, ho amato molto le modifiche fatte da Verhoeven per il film, sento più “mia” la versione cinematografica per il suo contenuto satirico, ma questo libro resta una pietra miliare. Cheers!

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  2. Come ti scrissi in privato, non ho avuto modo di leggere Fanteria dello spazio, ma un paio di altre cose di Heinlein le ho lette e ne apprezzo lo stile di scrittura e la tecnica, che trovo funzionali a una scorrevolezza paurosa. Come scrittore era notevole, c’è poco da dire.
    Riguardo alle accuse di fascismo, i casi sono due: o non ho ancora letto le sue storie “fasciste” oppure è un’accusa campata su un grandissimo cavolo di niente.
    Invece, riguardo al film… non mi è piaciuto, l’intento satirico non mi è mai arrivato e devo ammettere che ho fatto il tifo per gli insetti per tutto il tempo 😛

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      1. A quanto ho capito l’autore era un personaggio complesso che nella sua vita ha cambiato idea più volte su questioni fondamentali, evolvendo insieme al mondo che lo circondava. Probabilmente è un po’ troppo semplicistico bollare Starship Troopers come filo fascista…

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        1. Sai, era il tipico fascista fan del nudismo, che scriveva ogni tanto di matrimoni poliamorosi, che concepiva a inizio carriera una specie di utopia socialista con un reddito di cittadinanza, sanità pubblica totale (comprensiva di psicanalisi per chi ne aveva bisogno) e controllo dei prezzi, se ricordo bene 😂 proprio un Benito fatto e finito!

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