X-Men: Children of the Atom – Il picchiaduro Capcom

X-Men: Children of the Atom arcade videogame poster

Nel pieno degli anni ’90 gli X-Men stavano vivendo un grandissimo periodo di notorietà iniziato nel decennio precedente Gli anni ’90 furono anche un periodo d’oro per la Capcom grazie a picchiaduro come Street Fighter II e Darkstalkers. In qualche modo Marvel e Capcom finirono per incrociare le loro strade e il primo videogioco su licenza che nacque da questo incontro fu X-Men: Children of the Atom e iniziando un sodalizio che nonostante qualche difficoltà dura ancora oggi.

X-Men: Children of the Atom è un classico picchiaduro ad incontri in cui il giocatore affronta una serie di combattimenti uno contro uno aggiudicandosi la vittoria con due round su tre massimi con un gameplay molto simile agli titoli Capcom del periodo, i personaggi per esempio possono eseguire mosse base e mosse speciali e sono dotato di una barra chiamata X-Power che permette loro di eseguire delle tecniche devastanti chiamate X-Abylities o Hyper X, analogamente alle Super Combo di Super Street Fighter II Turbo e alle Special di Darkstalkers. Ma vedeva anche l’introduzione di parecchie novità che poi sarebbero diventate una sorta di marchio di fabbrica per la serie, come i super salti e la possibilità di eseguire delle combo velocissime anche in aria

Il gioco si basava vagamente sulla storyline Attrazioni Fatali che vedeva gli X-Men affrontare Magneto e i suoi Accoliti (che però nel gioco non ci sono), ed essendo uscito nel periodo in cui andava in onda la serie animata i personaggi avevano le voci degli stessi doppiatori originali dello show.
Il giocatore può scegliere tra dieci personaggi, sei X-Men (Cyclops, Wolverine, Psylocke, Iceman, Colossus e Storm), e quattro nemici (Silver Samurai, Omega Red, Spiral e Sentinel) e nella modalità arcade deve affrontare sei avversari per raggiungere i due boss finali Juggernaut e Magneto, che se non erro era possibile sbloccare in un secondo momento.
Il contratto con Capcom prevedeva la presenza di un personaggio di Street Fighter, motivo per cui appare Akuma come personaggio segreto.
Il gioco uscì originariamente in cabinato nel 1994 per poi essere convertito in esclusiva per Sega Saturn l’anno dopo, su Playstation è arrivato solo nel 1998. All’epoca fu un successone nelle sale giochi ma la conversione per console ebbe alcuni problemi, Saturn e Playstation avevano solo 2 ram di memoria mentre il cabinato ne usava ben 32 solo per i dati dei personaggi, motivo per cui un terzo delle animazioni venne sacrificato. Tuttavia la versione per Saturn venne ben accolta e ricevette recensioni positive, al contrario la versione per Playstation fu molto criticata, pare infatti che al momento della sua uscita fosse molto indietro rispetto al sequel Marvel Super Heroes e a breve doveva uscire il crossover X-Men vs Street Fighter, soprattutto se paragonato alla versione Saturn che era più vecchia e se considerato il tempo speso per il suo sviluppo, insomma un risultato insoddisfacente nonostante fosse lo stesso superiore ad altri picchiaduro dell’epoca, come dire che c’era di peggio ma anche di meglio.
Io avevo circa 12, 13 anni quando ci giocai e personalmente ne ho un bel ricordo, forse ero troppo piccolo per notare questi difetti e non potevo fare alcun paragone con la versione arcade, ma anche se ci avessi giocato non avrei avuto possibilità di confrontarli nel breve periodo, le mie ultime esperienze arcade risalgono a quando andavo in vacanza con i miei genitori e non è che avessi dietro pure la console, ma sto divagando. Forse ero troppo entusiasta dal vedere un videogame che univa i supereroi che già amavo con un genere videoludico che amavo a sua volta senza mai riuscire a superare più di due incontri in sala giochi a Street Fighter II e simili, giusto con Tekken 4 posso dire di aver finito una partita arcade. La grafica di X-Men: children of the atom era perfetta, design stile anime che strizzava l’occhio agli X-Men di Jim Lee, incontri con un ritmo veloce e frenetico, ciascun personaggio aveva le sue peculiarità ispirate ai suoi superpoteri, e anche una notevole difficoltà, Juggernaut era davvero inarrestabile, era dotato di una sorta di protezione che lo rendeva più resistente agli attacchi e Magneto non era da meno.

E niente, vi lascio con un video gameplay preso da YouTube.

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