Doctor Strange nel Multiverso della Follia – Recensione

Doctor Strange nel Multiverso della Follia poster film

Abbiamo Sam Raimi alla regia, c’è quella faccia di gomma di Bruce Campbell che fa la cosa che gli riesce meglio, ovvero prendersi a sberle da solo, abbiamo un libro dannato, una strega, demoni, un eroe che si sdoppia e combatte il se stesso malvagio… insomma Doctor Strange nel Multiverso della Follia è quanto di più vicino potremo mai avere ad un adattamento live action di Marvel Zombies vs. Army of Darkness.

Vediamo di toglierci subito la pratica “si vede proprio la mano di Raimi” che tanto impazza sul web, da chi effettivamente la riconosce e da chi invece probabilmente conosce Sam Raimi per Spider-Man e, beh sempre Spider-Man. Ed effettivamente il suo stile si vede, e anche tanto, il tipo di inquadrature, le dissolvenze, sequenze sovrapposte, sono tutti segni distintivi della sua regia, mettiamoci poi una buona dose di horror e facciamo tombola. Bastasse questo a fare un film grandioso, peccato per una scrittura che ammazza un po’ il tutto portando ad un risultato finale piuttosto mediocre, per non dire deludente.
La sua natura vagamente horror è forse il punto forte di questo film, finalmente vediamo un film Marvel Studios davvero diverso, non che variazioni sul tema non siano mancati nel corso di ventotto film (ventotto!), dal film di spionaggio al buddy movie, passando per l’heist movie e la space opera toccando di recente anche il cinema wuxia, ma una svolta così forte dopo così tanti film era necessaria (e forse arriva un tantinello tardi, ma meglio tardi che mai), elevando quanto basta questo Doctor Strange 2 e dandoci belle speranze per il prossimo Blade con Mahershala Ali (incrociamo le dita), aspettativa che per esempio non è stata rispettata con Moon Knight, magari con una sceneggiatura migliore.
Esattamente come mi è successo con Shang-Chi, ho trovato molto interessante la prima parte del film, per intenderci fino all’attacco al tempio dei maghi, nel momento in cui si inizia a viaggiare nel multiverso, che poi dovrebbe essere un po’ il fulcro del film, ho perso interesse, e forse a sto giro hanno davvero spoilerato troppo con i trailer e la promozione in generale, paradossalmente han gestito molto meglio la promozione di Spider-Man: No Way Home cercando di nascondere il segreto di Pulcinella.
Da metà film in poi nonostante la sua durata totale sia di sole due ore mi è sembrato interminabile, essenzialmente sembra voler ricalcare il percorso di Tony in Iron Man 3, a tratti intimista per il protagonista che deve affrontare i propri demoni, se non fosse che il film di Shane Black è molto più equilibrato, il problema è che Doctor Strange nel Multiverso della Follia si fa carico sul groppone l’ingrato compito di porre le basi per quello che probabilmente sarà il tema centrale nel futuro del Marvel Cinematic Universe, quindi oltre a dover gestire la trama principale ci deve fare anche un po’ di spiegoni.
C’era il rischio di trasformare il film in una lunga sequela di cameo, alla fine per fortuna così non è stato ma potevano anche giocare di più con questo multiverso, invece si son limitati a fugaci apparizioni e si son tenuti solo i momenti utili alla trama del film, peccato che la sequenza degli Illuminati, praticamente priva di qualsiasi sorpresa, sia stata gestita non male, malissimo!

Considerazioni sparse, tra il serio e il faceto:
Bella la scena della lotta musicale, davvero geniale.
Bravissima Elizabeth Olsen, praticamente il film si regge tutto sulla sua parte e la sua interpretazione, ma già ci aveva dimostrato la sua bravura in WandaVision, di cui questo film è un diretto sequel più che del primo Doctor Strange.
Siamo tutti d’accordo nel dire che Benedict Cumberbatch sta decisamente meglio con il pizzetto? In abito elegante poi sembrava il cosplay del suo cosplayer Michele Paterakis. Parlando seriamente ho come la sensazione che vogliano fare del buon dottore un personaggio cardine assieme a Spider-Man, un po’ come lo erano Tony Stark e Steve Rogers prima.
Troppo poco (Benedict) Wong, è lui in realtà il motivo per cui ho perso interesse nella seconda parte, nel momento in cui viene messo in disparte tutto peggiora! No dai, non è il vero motivo ma bisogna riconoscere che ha una bella chimica con Cumberbatch/Strange, decisamente migliore di quella tra Cumberbatch e la Christine Palmer di Rachel McAdams, la vera coppia sono loro due, Benedict & Benedict, e il personaggio ci ha guadagnato notevolmente rispetto ai fumetti.
Dove diavolo è Ted Raimi??

Ora dovrei dare il voto, sono molto combattuto. Come vi ho spiegato per me soffre dello stesso problema di Shang-Chi a cui però diedi un generoso 4 su 5, il cuore vorrebbe premiare Sam Raimi per il suo contributo ma razionalmente preferisco rimanere su 3 stelle e mezzo su 5 per il semplice fatto che nonostante tutto il film di Destin Daniel Cretton mi ha almeno divertito mentre questo purtroppo a tratti mi ha annoiato.

Classificazione: 3.5 su 5.

SEGUE QUALCHE SPOILER, PROSEGUITE A VOSTRO RISCHIO E PERICOLO
A parte l’imbarazzo nella presentazione degli Illuminati, con costumi non proprio convincenti aggiungerei, l’entrata in scena del Professor X di Patrick Stewart accompagnata dal tema musicale della serie animata degli X-Men anni ’90 anche no dai, che poi è l’unico membro del team ad avere un briciolo di cervello. Anson Mount che interpreta Blackbolt deve ritenersi miracolato per essere stato ripescato dopo il floppone di Inhumans, anche se la sua parte dura pochissimo.
Lo scontro tra Scarlet Witch e il team è semplicemente stupido, elimina in un attimo i due uomini del gruppo per poi dar vita ad una battaglia davvero troppo lunga con le due donne, Capitan Marvel e Capitan Carter, in un vortice di nonsense. Parliamoci chiaro, nel cinema d’azione si predilige sempre la spettacolarità rispetto alla cosa più logica o realistica, e parlare di realismo in un film di supereroi fa già piuttosto ridere così, ma non puoi nemmeno prendere in giro lo spettatore, non è accettabile vedere morire, giustamente eh, un personaggio potente come Blackbolt e poi assistere ad una lotta quasi ad armi pari tra Captain Carter e Scarlet, e non che nei fumetti non manchino queste forzature ma è meglio che rimangano sulla carta, non è chiaro se questa sequenza volesse essere il momento girl power, ma mi chiedo anche se era veramente necessario in un film in cui il villain è una donna in grado di fare praticamente qualsiasi cosa solo con il pensiero. Ok, è una piccola parte rispetto a tutto il film ma poteva durare decisamente meno se gestita nel modo giusto e altre pellicole o franchise vengono criticati per molto meno.
FINE SPOILER

2 risposte a "Doctor Strange nel Multiverso della Follia – Recensione"

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  1. A me è piaciuto parecchio, pur con i suoi difetti, in primis una scrittura abbastanza facilona. La Olsen si mangia chiunque, a volte quasi letteralmente, e tutte le sequenze in cui è presente danno punti a buona parte dell’horror commerciale attuale. (La battaglia nello spoiler a me è piaciuta invece. Le morti dei due galli sulla munnezza hanno senso, visti i loro poteri – se posso permettermi – inutili e giustamente il resto si riduce a scambio di pontentissime energie)

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    1. Di quella battaglia salvo solo la Cap Marvel che giustamente era l’unica al suo livello, Carter assolutamente no. Blackbolt potere inutile no ma lo frega facilmente, cosa che doveva fare anche con Carter invece di citare per l’ennesima volta la scena di Cap Rogers

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