Jurassic World: il Dominio di Colin Trevorrow (2022)

Recensione del terzo capitolo di Jurassic World.

Ho visto Chris Pratt prendere a coltellate sul muso un dinosauro più grande di un T-Rex. Questo dovrebbe bastarvi per farvi capire il mood di questo Jurassic World: il Dominio.
Il primo Jurassic World forse non sarà un film che mi rivedo una volta all’anno e di cui conosco tutte le battute come Jurassic Park ma all’epoca al cinema mi divertì non poco, era un film onesto, molto più di tanti altri che fingono di essere qualcosa di nuovo e poi nei fatti non lo sono, mi ha divertito tanto quanto il regno distrutto mi ha annoiato. Che piacciano o meno, entrambi i Jurassic World hanno incassato mediamente un miliardo e mezzo, motivo per cui probabilmente Colin Trevorrow, già regista e sceneggiatore del primo episodio, e solo sceneggiatore del secondo, avrà ben pensato di poter letteralmente scrivere e fare quel che gli pareva, se no non mi giustifico la follia e il delirio di proporzioni gargantuesche, o forse sarebbe meglio dire giurassiche che permeano questo Dominio.

L’hai fatto. Brutto figlio di pu**ana.

Ho avuto la fortuna (?) di poter guardare Jurassic World: il Dominio in versione estesa, due ore mezza circa in cui succede letteralmente di tutto e niente al contempo.
Eravamo rimasti con la piccola Maisie (la giovanissima Isabella Sermon) che liberava i dinosauri superstiti nel mondo esterno, cosa che nonostante due ore di noia era forse l’unico aspetto interessante di Fallen Kingdom, una vera evoluzione in un franchise ormai stagnante, almeno da un punto di vista delle idee. Qualche anno dopo quegli eventi ritroviamo Owen Grady (Chris Pratt) e Claire Dearing (Bryce Dallas Howard) nel ruolo inedito di genitori adottivi intenti a proteggere la piccola e alle prese con le conseguenze del suo gesto, come tutto il resto del mondo. Il problema del Dominio è che la sua storia non si limita a mostrarci la riluttante convivenza tra umani e dinosauri ma apre a mille altre trame senza esplorarne e concluderne come si deve una. Si va dagli incidenti e le morti causate dai dinosauri al tema del bracconaggio e del mercato nero che gira intorno ai dinosauri, ai dinosauri usati come armi biologiche (tematica già affrontata nel primo Jurassic World), e giusto un acceno di critica nei confronti di una scienza immorale in perfetto stile Crichton con il ritorno della Biosyn Genetics, non ve la ricordate? Tranquilli, ci torniamo dopo.

In tutto questo Trevorrow, dopo aver ripescato il Dottor Wu (B.D. Wong) direttamente dal primo film, ed averlo trasformato in una sorta di mad scientist intento a creare non più dinosauri ma mostri genetici, ed essersi giocato la carta del cameo di Jeff Goldblum nel secondo episodio, decide di puntare tutto sull’effetto nostalgia riportando sulla barca anche Laura Dern e Sam Neill, riunendo il mitico terzetto di protagonisti del primo insuperabile film della saga, la prima scena che vede protagonista la Ellie Sattler di Laura Dern (che pare non essersi mai cambiata camicetta nel corso di questi tren’tanni) ci mette in guardia dal baratro in cui sta cadendo la saga nel momento in cui ci ripropone il suo “sguardo di stupore” che però a sto giro ci stupisce solo per l’imbarazzo a cui ci troviamo davanti. Mi spiace Colin, ma non è esattamente la stessa cosa che si prova nel vedere su schermo i primi dinosauri in Jurassic Park.

Non contento va a pescare dal fondo del barile persino Lewis Dodgson, ma chi è? Dodgson è il losco figuro che all’inizio di Jurassic Park si incontrava Dennis Nedry per incaricarlo di rubare gli embrioni del Jurassic Park. La Biosyn nei romanzi di Crichton possiamo considerarla come uno dei principali antagonisti della storia, rivale della InGen che ha creato i dinosauri clonati e che vorrebbe rubarne i segreti, trama che nei film è stata completamente rimossa e serve solo ed esclusivamente come evento che mette in moto tutto il disastro originale.

Dodgson! Dodgson! È arrivato Dodgson!!!
Non gliene frega niente nessuno

La Biosyn Genetics torna in questo conclusivo (?) episodio come villain principale, il governo ha dato loro il permesso di creare una specie di area protetta in cui far vivere i dinosauri e condurre ricerche. Al contempo han fatto la loro comparsa delle cavallette giganti che stanno letteralmente spazzando via i raccolti, curiosamente tralasciando solo i raccolti che usano semi prodotti dalla Biosyn.
Quando lessi sui social che la storyline principale di Il Dominio riguardava proprio queste cavallette giganti e non più i dinosauri e la loro convivenza con gli umani per qualche strano motivo mi aspettavo, o forse speravo, una sorta di omaggio ai film di fantascienza degli anni ’50 con insetti giganti di vario tipo, per poi ritrovarmi tra le mani delle cavallette delle dimensioni di un piccolo cane, ok, non deve essere molto bello uno sciame di questo tipo ma aspettative e realtà non sono andate esattamente di pari passo. Il problema è che questa storyline è solo un pretesto per far sì che il nuovo cast incontri il vecchio cast, sì perché per farvela semplice un impiegato della Biosyn ha coinvolto il Dottor Malcolm, la Dottoressa Sattler e il Dottor Grant per rendere pubbliche le attività illegali della società per cui lavora, poco importa che poteva benissimo denunciare lui stesso il tutto ma pare essere una costante di questo personaggio il non dire le cose quando dovrebbe.

Cavallette! Cavallette! Ci sono le cavallette!
Non gliene frega niente a nessuno! (semi-cit.)

Al di là di tutto devo però ammettere di non essermi annoiato come con il precedente film, nonostante le tante cose buttate dentro e tanta confusione generale ha un buon ritmo e le due ore e mezza sono passate piuttosto in fretta, tra un Chris Pratt e l’altro che ferma dinosauri con l’imposizione delle mani, ma rimane ben lontano dal poter essere definito un buon film.

Classificazione: 2 su 5.
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5 risposte a "Jurassic World: il Dominio di Colin Trevorrow (2022)"

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  1. Lasceranno finalmente in pace i dinosauri e questa saga? I rinati in “Colinwood” capiranno che è leggermente sopravvalutato come regista? ma soprattutto, ci sarà mai fine alla caduta libera qualitativa dei film d’intrattenimento contemporanei? Domande che resteranno tutte senza risposta, gran post in ogni caso 😉 Cheers

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  2. L’ho recuperato anche io questo week end (la versione cinematografica, non quella estesa) e sarà che l’hanno dipinto come il peggior film del mondo, sarà che coi mesi l’interesse e l’hype era già scemato, ma personalmente non l’ho trovato così orribile.
    O meglio, è scritto coi piedi e su questo non ci piove (sia la trama che i personaggi) però nel complesso intrattiene nella sua scemenza e nel suo flexare di nostalgia (No Way Home ha fatto molto peggio con molto meglio tra le mani). Ho trovato molto più noioso Il Regno Distrutto. Ma tanto.

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    1. Comunque che Dodgson fosse il mandante di Nedry del primo film l’ho capito solo alla fine quando sono andato a spulciarmi il cast. Fattore che comunque non dà nulla ne alla trama ne al film.
      L’iconica frase di Nedry che citi anche tu è diventata profetica: “è arrivato Dodgson…non frega niente a nessuno”.

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      1. Che sia più noioso il regno distrutto siamo d’accordo, un po’ meno su Spidey. Complice il fatto che a differenza del Dottor Wu è stato chiamato un altro attore (quello originale non recita più a causa di alcune brutte storie di reati sessuali) Dodgson potevano riconoscerlo solo gli ultra appassionati o chi conosce i libri per filo e per segni, io personalmente non me li ricordo più molto lucidamente avendoli letti tanti anni fa. Nel suo ufficio però è visibile la lattina persa da Nedry e nel finale c’è anche una sorta di poetic justice se hai capito a cosa mi riferisco, l’unico rimando al film originale che ho apprezzato.

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