John McDonagh vs Marvel

Breve riflessione sulle dichiarazioni del regista

Non sono solito entrare in queste diatribe in cui il regista di turno se ne esce con qualche critica rivolta alla Marvel, a sto giro complice il fatto che non ho niente di cui parlare e un po’ una mezza boiata dichiarata dal regista in questione come farebbe Bilbo Baggins mi son detto: dopotutto perché no? Ma non è tanto per difendere i film Marvel che voglio intervenire, che ad oggi mi sembra come sparare sulla croce rossa tanto sono usati come caprio espiatorio, ci manca poco che siano pure la causa del conflitto in Ucraina, quanto per espandere un po’ il discorso, e perché no, togliermi qualche sassolino.

Allora, il regista irlandese John Michael McDonagh, non esattamente famosissimo al grande pubblico, si sta dedicando alla promozione del suo ultimo film, The Forgiven, tratto dal romanzo Nella polvere di Lawrence Osborne, con protagonisti Ralph Fiennes e Jessica Chastain.

Personalmente non avendo visto il suo film non posso giudicare ma pare che non sia stato accolto molto bene né dalla critica né dal pubblico, e quando durante un intervista con il Guardian gli è stato chiesto quale fosse il motivo secondo lui ha dichiarato “Non è che la Marvel ha infantilizzato il pubblico?” e fin qui ci può stare, non sono totalmente d’accordo ma ci può stare, poi ha aggiunto che anche lui li guarda “quando sono ubriaco su un aereo su un piccolo schermo, per dare loro il livello di attenzione che meritano“. Anche meno Michael, anche meno.

Poi continua “Una volta che presenti un personaggio che dice cose odiose, sembra che non possano esserci cambi di rotta. Altrimenti i critici americani – e forse il pubblico – finiscono per confondersi. Vogliono un viaggio liscio come l’olio. Nella vita reale cambiamo idea ogni giorno.”
Insomma lascia intendere che critica e pubblico si aspettano che i personaggi dei film si comportino come dei supereroi.

Non so che film di supereroi abbia visto McDonagh ma sostenere che non cambino mai idea e vada tutto liscio è puramente una boiata, potremmo discutere del fatto che ad oggi nel post Avengers Endgame la Marvel stia campando di rendita (anche se ad onor del vero anche nella fase 1 a parte il primissimo Iron Man non è che gli altri film brillassero), ma direi che Tony Stark e Wanda Maximoff siano la dimostrazione che il regista stia sbagliando, forse l’alcol non è stato esattamente di aiuto in tal senso.

Piuttosto ad oggi è difficile trattare argomenti e personaggi “spinosi”, la sensibilità e la morale di una fetta di pubblico sembrano non riuscire ad andare oltre a ciò che vedono, giudicano personaggi e situazioni come se fossero personaggi reali, e questo non è mai un bene. O è tutto bianco o è tutto nero, e sappiamo benissimo che questa polarizzazione è stata notevolmente amplificata dai social network in questi ultimi anni.

E con i social network mi collego alla presunta infantilizzazione del pubblico provocato dalla Marvel, che è ciò che più mi importava. Su questo non me la sento di dargli totalmente torto anche se la causa non la ricercherei nella Marvel, tanto meno intendo difendere il suo lavoro perché ancora non l’ho visto, ma infantilizzato mi pare un termine troppo forte, forse impigrito, per certi versi più superficiale, quello si.

Personalmente di questa pigrizia e superficialità incolpo internet. Sembra che io stia sputando nel piatto in cui mangio, internet mi piace molto, trovo sia molto utile ma tra i social network e il diffondersi di servizi streaming che danno tutto e subito parte del pubblico mi da l’impressione di non essere più in grado di dare il giusto valore alle cose, è il pubblico delle playlist di spotify, del bingewatching.

Sembra un discorso da boomer ma ad oggi siamo abituati a passare da una canzone all’altra come niente, la durata media di una canzone negli ultimi anni si è abbassata notevolmente, sono logiche di mercato determinate dall’uso che ne facciamo, idem il bingewatching, il pubblico più giovane non ha la pazienza di aspettare nemmeno una settimana per la puntata della serie preferita, sempre che esista più una serie preferita, sembra di stare al fast food per certi versi, esce una serie nuova, la si divora e sotto subito con un altra del catalogo, per fortuna ci sono ancora alcuni servizi che per alcune serie preferiscono la programmazione settimanale, lo fanno per mantenere vivo il mercato e l’interesse nei confronti di questo o quel titolo, e questo si riflette anche su molti film che vengono resi disponibili proprio su questi servizi streaming, è la naturale evoluzione dei film direct-to-video, solo che ad oggi sono accessibili a tutti, è un po’ il discorso che si faceva da sulla Bara Volante riguardo a Prey o House of Gucci, quello stesso pubblico che McDonagh incolpa sono i leoni da tastiera che commentano tanto sui social, che dicono che al cinema non ci sono più idee, che al cinema si vedono solo cinecomics, ma che poi film come Prey o House of Gucci e magari pure The Forgiven non li vanno a vedere lo stesso, lo dimostrano i flop dei precedenti Predator e gli scarsi risultati dei film di Ridley Scott, e no, il fatto che siano film discutibili non c’entra proprio niente con gli incassi, sarebbe una contraddizione da parte loro, non trovate? Dopotutto si tratta delle stesse persone che faticano a leggere qualsiasi cosa su internet che superi la lunghezza di un tweet, e spesso nemmeno lo capiscono, motivo per cui molti non cliccano nemmeno per errore su un link che conduca ad un articolo, metti che poi scoprono che è pure argomentato, molto più semplice commentare e sentenziare, no?

E voi che ne pensate?

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15 risposte a "John McDonagh vs Marvel"

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  1. Condivido in toto la tua riflessione. Ma ammetto anche che il regista sul fatto che il pubblico sia diventato più “infantile” trova nella mia mente una porta aperta, dato che lo penso da sempre. Quello che non capisco è il collegamento, passami il francese, Marvel-rincoglionimento, perché è da molto che la quasi totalità dei blockbuster, sottolineo quasi, è interessata più a vendere prodotti con i film prima di tutto. Con il tempo (vorrei dire che il via lo ha dato Bay con il primo “Transformers”), l’esperienza cinematografica non è più stata il punto di partenza (es. “Guerre Stellari”) da cui poi nascevano prodotti collaterali per la vendita. Anzi dopo i robottoni della Hasbro, il cinema è diventato il punto di arrivo per aumentare la base di fan che avrebbero a loro volta iniziato a comprare merce di vario tipo. Non so se mi sono spiegato, però in linea di massima puoi creare un film da qualunque fonte, non per forza i fumetti, ma bisogna anche comprendere che per molti produttori le pellicole sono pubblicità prima che spettacolo.

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    1. Lui però si riferiva alla capacità di giudizio, non alla commercializzazione con merchandise vario. I Transformers erano nell’aria da tanto tempo, non è che avessero proprio bisogno dei film per vendere nuovi giocattoli, serie animate del franchise sono state prodotte quasi ininterrottamente con i relativi giocattoli, considerando che ai fan storici i modelli del film non piacciono per niente. Però è innegabile che da quel momento in poi altri ci abbiano provato fiutando i soldoni.

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  2. Non conosco il regista né il suo film, ma temo anzi sia stato fin troppo diplomatico sui film Marvel 😀
    Per carità, la Marvel è un’azienda che deve guadagnare quindi fa benissimo a fare quel che fa, finché funziona, e non è certo colpa sua se oggettivamente il gusto del pubblico è crollato vertiginosamente, ci mancherebbe: significherebbe davvero darle un ulteriore potere rispetto a quello che ha. (Dubito che film più “impegnati” abbiano i soldi per campagne pubblicitarie come quelle Marvel.)
    Un qualsiasi film Marvel si basa su una dose massiccia di battutine che se le avessi fatte io in prima elementare mi avrebbero preso a calci, ma nessuno si lamenta quindi piacciono: ovvio che poi non si può vedere un film adulto, che affronti questioni adulte, e giudicarlo come si giudica un film di supereroi, fatto di luoghi comuni che fingono di parlare di grandi temi. Una volta si poteva, i Cinecomics escono al cinema dagli anni Quaranta e andavano perfettamente d’accordo con altri tipi di film, tipo i drammatici per adulti, poi però il pubblico è oggettivamente cambiato e la Marvel giustamente ne ha approfittato, abbassando sempre di più il livello fino a raggiungere il suo pubblico. Non ci si può aspettare che lo stesso pubblico poi premi un qualsiasi altro film che non sia scritto con un generatore automatico di frasi fatte.

    Cosa può fare John McDonagh in questa situazione? Abbandonare il cinema e passare al vero medium sforna-soldi, i videogiochi: le sceneggiature videoludiche sono decisamente più complesse e adulte di un qualsiasi blockbuster, e hanno una regia da capogiro, impensabile su grande schermo. E in un videogioco se ti presenti con le battutine bambinesche della Marvel ti linciano 😀

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    1. Mi aspettavo un commento simile da parte tua XD
      Chiaramente l’ha sparata grossa nella speranza di cavalcare la polemica che ne sarebbe nata, il web e i social ci sguazzano in queste cose.
      Al di là dei gusti non è corretto che si basano tutti su battutine, senza tirare in ballo gli ormai vecchi Cap tra gli ultimi film tra Doctor Strange 2 e soprattutto Eternals per esempio non è che si ridesse poi molto, e ci tengo a precisare che Doctor Strange non mi ha fatto esattamente impazzire mentre Eternals l’ho apprezzato nonostante gli evidenti difetti, ma nemmeno nelle serie tv Falcon & Winter Soldier e Moon Knight ricordo grasse risate, e questa l’ho trovata terribile.
      In tal senso penso siano molto peggio i Transformers di Bay citati pure qua sopra da cinefilopigro, a rivederli ho provato molto imbarazzo, battutine volgari, sessualizzazione, Shia coso che fa le mille faccette, escluso il primo a volte mi sembrava di guardare American Pie.

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      1. McDonagh dovrebbe andarci piano, perché il grande mito delle “polemiche che vendono” è un’altra leggenda come quella che “la Rete ricorda tutto” (come se avere memoria d’archiviazione significhi ricordare): chi fa polemica sul web non va al cinema, quindi sono sforzi inutili 😛
        Sono tanti i film faciloni, scritti esclusivamente con frasi fatte, con un livello bassissimo in modo che anche l’ultimo degli spettatori capisca l’esile trama, con spiegoni plurimi così che nessuno si perda, ma non c’è niente di male, ci sono sempre stati e sempre ci saranno: quando il cinema era vivo offriva un’ampio spettro di prodotti, come vuole la regola di mercato. Diversificare, sempre. Un drammatico, una commedia, un’azione, una minchiatina, un film per giovani, e via dicendo. Ora che sono scomparsi gli spettatori paganti in America non si possono più fare tutti quei prodotti quindi ne serve uno solo con tutto dentro: un po’ dramma, un po’ commedia, un po’ azione, un po’ minchiatina, un po’ giovani e via dicendo. Il che rende questi prodotti dei mischioni assurdi che però (purtroppo, ma solo per il mio punto di vista) piacciono e gli spettatori pagano per vederli, quindi hanno ragione loro.
        E gli altri? A chi non interessa vedere il dramma trattato come se fosse commedia e l’azione come se fosse un dramma e i giovani come se avessero qualcosa da dire? Immagino sia a questi che McDonagh vuole rivolgersi, ma temo che il cinema americano non sia più in grado di rappresentarli. Non è una colpa, è pura legge di mercato: chi ama i film adulti non paga più il biglietto alla loro uscita americana, chi ama i mischioni scritti col pilota automatico sì. 😛

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        1. Per gli altri ormai ci sono i servizi streaming, dove poi però se li guardano pure coloro che al cinema col cacchio che se lo andavano a vedere e poi magari fanno pure i sommelier dei film. Gli pesa il culo uscire, va detto che viviamo un momento storico molto particolare con il covid e tutto il resto, il cinema ha sofferto e soffre anche questo, di conseguenza la gente ci pensa ulteriormente se andare al cinema o meno, fa tanta selezione, d’altra parte non si rendono conto che facendo così fanno morire certe produzioni o le relegano ai servizi streaming, dove pure lì non hanno esattamente la visibilità che si meriterebbero. Per non parlare del pubblico italiano, parte di esso se ne ha la possibilità non si fa troppi scrupoli a fregare pure servizi che oggettivamente costano pochissimo e offrono tanto facendosi cose illegali.

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  3. L’uscita di questo regista mi ricorda chi dice che il degrado culturale in Italia è causato dai programmi della De Filippi.
    Personalmente mi sembra esagerato attribuire tutto questo potere alla moglie di Costanzo, che non fa altro che presentare dei programmi tarati per un certo genere di pubblico, alla ricerca di svaghi a base di “Comédie humaine”, per quanto non impegnata come i romanzi di Balzac.

    Similmente, dire che la Marvel peggiora il gusto del pubblico è un’esagerazione, al massimo è quella fetta di pubblico che si peggiora da sola, stando dietro solo a un tipo di opere, con tutto il mare di storie belle e brutte da vedere, leggere e giocare.
    Quale che sia il motivo del mancato apprezzamento o dello scarso pubblico del film di quest’uomo, piagnucolare che la colpa è della Marvel è un po’ come lamentarsi di aver preso 6 nel compito quando qualcun altro ha preso 8: facesse un’analisi più solida dell’ambiente commerciale in cui lavora, magari scoprirebbe che la sua squadra ha solo sbagliato i colori della locandina.
    O magari il suo film non è poi così buono come pensa.

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    1. Ipotesi da non escludere affatto. Va anche detto che non sarebbe la prima volta che pubblico e critica prendono una cantonata all’uscita di un film, col tempo potrebbero riscoprirlo e apprezzarlo, è già successo e sicuramente succederà ancora.

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      1. Di solito tutti i film incensati oggi sono stati insuccessi alla loro uscita, quindi McDonagh dovrebbe essere contento: sarà un regista amatissimo fra qualche anno 😀
        Ai suoi fantomatici critici dovrebbe rispondere: “Blade Runner ci avete messo dieci anni anche solo per capirlo, oggi lo venerate come un dio ma alla sua uscita gli tiravate pernacchie”. E poi lascia cadere il microfono 😀
        Visto che ad essere buoni ed ottimisti possiamo dire che dal nuovo millennio non esiste più la critica cinematografica ma solo l’ufficio stampa delle grandi case, se un critico ha davvero stroncato il film di McDonagh vuol dire che la casa non ha unto a dovere. E se non ha i soldi per garantirsi leccate ai critici, capisco che preferisca le polemiche social, che sono gratis. (Ma non portano a nulla.)

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  4. Eh niente, una volta al mese ci dev’essere il fenomeno che lancia commenti contro i blockbusters usando la Marvel come capro espiatorio (come se esistessero solo loro…vorrei far notare che ad oggi il maggior incasso di quest’anno è stato Top Gun: Maverick seguito a ruota da Jurassic World e Minions 2…non proprio film di supereroi e per nulla legati a Marvel o Disney).
    Non per difendere la Marvel ne tanto meno i blockbuster, nessuno mette in dubbio che questi e il cinema d’autore siano due cose diverse ma dare la colpa perché quelli incassano e questi no è assurdo…e dare la colpa perché il tuo film ha ricevuto recensioni negative invece è da completi idioti.
    Un film è bello perché è bello e non perché è meno brutto rispetto ad un altro. E dare la colpa al pubblico che si è “rincoglionito” è irrispettoso verso le persone per cui tecnicamente stai facendo la tua arte. Perché il cinema sarà anche arte ma è fruito dal pubblico, se non ci fossero loro avresti un filmino delle vacanze che non si caga nessuno se non i tuoi parenti.

    Il grande pubblico ha da sempre preferito certi film ad altri, non è la Marvel o i vari Transformers o Fast and Furious ma il fatto che ci sono film PER TUTTI (grandi e piccoli, uomini e donne, ecc) e film invece di nicchia. The Forgiven, il film di McDonagh che non è stato apprezzato, è un film drammatico il cui plot vede l’omicidio di un giovane. Come può minimamente pensare che un film del genere faccia i numeri di un film Marvel o Disney?
    Non è tanto il film e nemmeno il regista, certe dichiarazioni poteva farle qualsiasi gigante come Scorsese o Coppola (cosa che per altro hanno fatto) ma resta il concetto che 1) sono persone che hanno dichiarato che non guardano certi film e quindi come puoi criticare qualcosa che non conosci (probabilmente sono rimasti al Batman degli anni ’90 e all’Incredibile Hulk con Ferrigno, non consci che negli anni qualcosa è cambiato…e questo è pensare da boomer) e 2) è un modo per togliersi ogni tipo di responsabilità su un film che non è piaciuto. E questo è triste e infantile.
    E finché lo fa un regista come McDonagh che è conosciuto in abito di festival e cinema d’autore ma non è “popolare” tra il grande pubblico potrei ancora ancora capirlo. Ma quando lo fanno pilastri come Scorsese proprio non ci arrivo.

    Il pubblico non si è “infantilizzato” è soltanto cambiato. Fino a qualche anno fa si diceva che i videogiochi lobotomizzassero i cervelli dei giovani. Prima ancora si dava la colpa alla televisione, prima ancora ai fumetti, prima ancora al rock n’ roll. E cosi via via nel passato fino ad arrivare a un tempo dove i passatempi principali erano leggere poesie o andare all’opera. Il pubblico cambia e l’arte cambia con essa. Non voglio difendere la generazione attuale che, da 30enne quale sono, la vede peggiore della propria (è così per ogni generazione) ma bisogna accettare che viviamo in un’epoca dove sempre meno persone vanno al cinema ma stanno a casa a guardarsi le cose in streaming con una soglia dell’attenzione che varia dai 25 ai 50 min di un episodio di una serie tv. E questo non è ne meglio ne peggio, è solo diverso.

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  5. Molto bella questa discussione. Effettivamente è vero che ogni tanto esce qualcun che lamentandosi del proprio mancato successo si lancia contro i blockbuster (ricordo Max Landis qualche anno fa, per dirne uno). Nel cinema sono sempre coesistiti progetti indipendenti, film a medio budget, e colossal / blockbuster, non credo che la Marvel possa essere ritenuta da sola responsabile dell’instupidimento dello spettatore medio. Stiamo anche parlando di un’industria che sta subendo un cambiamento grandissimo tra streaming, popolarità delle serie, e col Covid pure la paura di andare in sala con altra gente.
    I tempi cambiano, i gusti pure, 50 anni fa i Deep Purple potevano fare successo con una Child in Time da 10 minuti, oggi una roba simile è impensabile. Per me che amo il rock e il prog è un peggioramento, ma non posso dire che sia un peggioramento oggettivo, sono evoluzioni e involuzioni, e non è detto che non si torni indietro, chissà!

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