The Batman di Matt Reeves (2022)

Recensione del Batman con Robert Pattinson.

Partiamo dal principio. Inizialmente doveva essere The Batman di e con Ben Affleck e seguire le gesta del personaggio dopo gli eventi di Justice League con il Cavaliere Oscuro alle prese con Deathstroke interpretato da Joe Manganiello, come preannunciato dalla scena post credit del film di Snyder e Whedon, ma ben presto dopo gli scarsi risultati al botteghino del film il DC Extended Universe ha iniziato a sgretolarsi, dapprima Affleck si è detto non più interessato a dirigere il film, poi ha mollato proprio la parte, pare per suoi problemi con l’alcool e il divorzio da Jennifer Garner, ma anche i problemi di produzione di Justice League hanno avuto il loro peso. Nel frattempo alla regia era salito a bordo Matt Reeves che però non sentiva proprio sua questa interpretazione del personaggio e voleva avere totale libertà per il progetto, che per farla breve si è trasformato in qualcosa di totalmente slegato dal resto dell’universo cinematografico DC con Robert Pattinson nel ruolo di Bruce Wayne.

All’uscita il trailer di The Batman mi aveva messo addosso una scimmia che non potete immaginare, non avevo dubbi dal momento che Reeves di scimmie se ne intende, ma ora che ho visto il film devo ammettere che la scimmia si è decisamente sgonfiata.

Premessa: per quanto non abbia apprezzato la versione di Snyder penso che il ritorno al realismo di questo The Batman sia un passo falso. Prendiamo per buona la volontà di Reeves di realizzare qualcosa di personale, e non un imposizione dall’alto di sfruttare una formula consolidata, ma ritornare ad atmosfere pseudo realistiche a la Nolan dopo l’insuccesso della versione con Affleck mi sembra solo l’ennesima dimostrazione della confusione che alberga alla Warner su cosa fare ì, e soprattutto come farla, della DC al cinema, che si spera cambi direzione con James Gunn alla guida dei DC Studios.

Nonostante le evidenti influenze da storie quali Il Lungo Halloween e Batman: Terra Uno (che personalmente non ho apprezzato) questa versione di Reeves è alla disperata ed esasperante ricerca del realismo a tutti i costi. Per intenderci fa esattamente il contrario di quanto fece M. Night Shymalayan con Glass, film che ho amato con tutti i suoi evidenti difetti per quel suo desiderio di portare il fantastico nella realtà, The Batman è l’esatto opposto, per quanto realistica la trilogia di Nolan portava con se elementi totalmente irreali, era un realismo solo di facciata, inoltre se il Batman di Nolan era oscuro quello di Reeves è oscurità totale. Ma sono scelte stilistiche e narrative e in quanto tali le accetto ma fossi stato in loro avrei proseguito con la strada del Batman supereroe, che non significa necessariamente sacrificare elementi del personaggio, anche perché seguire nuovamente il realismo impone di utilizzare sempre i soliti nemici ma provate per un attimo ad immaginare un film dalle atmosfere horror con Man-Bat, non sarebbe meraviglioso?

La prima ora e mezza circa di The Batman è semplicemente una bomba, le prime sequenze sono veramente da brivido e mettono in chiaro il tono del film con questa narrazione in prima persona che fa molto noir e molto Frank Miller, quel Batsegnale nel cielo acceso come monito per i criminali e l’entrata in scena di questo vigilante. Ma poi il rapporto con Gordon (Jeffrey Wright), il resto dei poliziotti che non lo vuole, un Batman finalmente detective che è sempre un passo avanti a tutti alle prese con un serial killer, un Enigmista (Paul Dano) in una versione totalmente inedita, e immerso ossessivamente nella sua missione, persino il rapporto conflittuale con Alfred (Andy Serkis), il tutto realizzato in una cornice affascinante dove sembra che l’unico colore che riesca a penetrare quell’oscurità sia il rosso. Inoltre le scene d’azione sono molto debitori dei videogiochi della serie Arkham, come già il Batman di Affleck ma qui sfruttato ancora meglio e senza quella violenza esasperata e quasi gratuita di Snyder, anche se va detto che una sequenza da destruction porn stile Snyder effettivamente c’è, mi riferisco all’inseguimento con la Batmobile, sequenza che mi aveva convinto di più nelle poche scene mostrate nel trailer. Se solo il film fosse continuato nello stesso modo probabilmente Reeves avrebbe sfiorato sul serio la perfezione e il capolavoro, il film definitivo su Batman. Poi ad un certo punto si apre l’interminabile parentesi su Falcone.

Come già detto The Batman estrapola vari elementi da tante storie famose del Cavaliere Oscuro, tra cui il lungo Halloween, da cui prende l’ambientazione e buona parte dei personaggi, su tutti la parte riguardante Selina Kyle (Zoe Kravitz) e il boss mafioso Carmine Falcone (John Turturro). Il ritmo cala, quasi ci si dimentica della trama principale tanto è lunga questa parte, dopotutto dobbiamo riempire quasi tre ore di film, iniziano gli sbadigli, e una volta archiviata questa parentesi il film non si riprende più del tutto.

Anche il tema che sta al movente delle azioni dell’Enigmista sa un po’ di riciclato e già visto, ancora una volta si parla della corruzione di Gotham, una vendetta atta a smascherare le bugie sul quale è costruita la città, argomenti già sviscerati nella già citata trilogia di Nolan e che sarebbe ora di accantonare, e ci tengo a precisare che questa non è una gara tra Nolan e Reeves o tra Christian Bale e Robert Pattinson per stabilire quali dei due sia il miglior Batman di sempre.

Trovo ci sia troppo in questo film, e come si suol dire il troppo stroppia, per certi versi sa di già visto nonostante si presenti in una veste quasi nuova, ad un certo punto sembra non sapere esattamente più cosa voglia essere e che direzione prendere, verso la fine ci si dimentica persino di Alfred, forse se si fosse concentrato maggiormente sugli aspetti da thriller, e all’inizio è un grandissimo thriller, lasciando da parte il tema sociale e puntando su qualcosa di più personale con Batman, magari introducendo antagonisti anche meno noti al pubblico, come Hush che sarebbe stato perfetto per una storia di questo genere, anziché riutilizzare per l’ennesima volta volti stranoti, per non dire sovraesposti, e qui apro una parentesi, diciamo che è spoiler ma ormai lo sanno anche i sassi, personalmente avrei evitato il cameo del Joker (Barry Keoghan) alla fine, e con una durata più umana per quello che racconta in realtà il film, forse The Batman avrebbe funzionato di più.

Quindi bene ma non benissimo, per certi versi è il film che più mi ha deluso ultimamente, perché nonostante non sentissi il bisogno dell’ennesimo film dedicato a Batman avevo grosse aspettative visti i nomi coinvolti. Magari Matt Reeves si riscatterà con il sequel ormai assicurato, che il regista sia bravo è indiscusso, deve solo trovare maggiore equilibrio.

Classificazione: 3 su 5.
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10 risposte a "The Batman di Matt Reeves (2022)"

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  1. La tua recensione sul film The Batman sotto tanti aspetti è molto, molto condivisibile. Poi ci sono le sensazioni personali di cui parli, come ad esempio che non sentivi “il bisogno dell’ennesimo film dedicato a Batman”, che comunque ci sta anche questo tuo pensiero, visto che Hollywood spesso non ci soddisfa molto nel realizzare film sui fumetti.
    Comunque, su tutto, per noi lettori di fumetti, c’è una postilla che cambia totalmente le carte in tavola, ovvero che questo ennesimo film di Batman non è ambientato su Terra Prime, ma su Terra 2 del DCEU, dove troviamo una versione alternativa del nostro eroe. Una Terra alternativa, familiare ai noi fan dei fumetti, il che pone il Batman di Robert Pattinson in un universo completamente separato da quello di Ben Affleck. E comunque l’ambientazione su Terra-2 apre all’idea di un multiverso DC senza escludere l’ipotesi di eventuali crossover con gli altri eroi del DCEU. Detto questo, apprezzo molto la tua recensione, è molto difficile a volte trovare persone che esternano in modo così chiaro e netto il loro pensiero. Complimenti.

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  2. Il vero problema del film è la durata. TROPPO lungo. E non capisco se è lungo perché Reeves ha voluto infilarci qualsiasi cosa o al contrario la Warner voleva un film lungo e quindi Reeves ha dovuto allungare il brodo.
    Come film a me è piaciuto, soffre un po’ il fatto che arrivi a pochi anni di distanza dal Batman di Nolan che utilizzava lo stesso concetto ovvero un uomo pipistrello in un contesto super realistico. La cosa buffa è che così facendo funziona tutto ma l’unico elemento che risulta fuori posto è proprio un miliardario col mantello vestito da pipistrello.
    Per il resto il tocco di Reeves ci sta tutto, mi sono piaciute le atmosfere, l’inseguimento in auto (a me è piaciuto tantissimo), alla fine anche il costume (tranne la maschera che continua a non convincermi).
    Però sono d’accordo con te, ogni tanto sarebbe bello staccarsi da

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      1. Si in effetti un po’ esagerato anche dal momento in cui avevano macchine “normali” 😅
        Però inseguimenti con vittime casuali è un classico alla Batman a pensarci bene, ce n’è in ogni film.

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  3. ma io dico, almeno una volta mettete Poison Ivy
    se volete il realismo la mettete come femme fatale che minaccia di avvelenare le acque o una fanatica del cambiamento ecologico o climatico; ma non mettete sempre gli stessi ignorando gli altri iconici…

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    1. Mah oddio, anche lei fa parte un po’ dei personaggi sovraesposti, c’è già stata in un film ed era tra i villain più ricorrenti di Gotham. Se c’è una galleria di nemici bella è quella di Batman, e nei film girano sempre intorno ai soliti nomi.

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