Black Adam di Jaume Collet-Serra (2022)

Recensione di Black Adam

Ci ho creduto molto in Black Adam, o meglio ci ho sperato, il personaggio mi piace molto, un po’ meno la scelta di Dwayne “The Rock” Johnson per interpretarlo ma anche lui ha creduto tanto nel progetto, la verità è che alla fine non conta quanto tu ci creda se poi dietro ci sono idee prive di contenuto.
Per un attimo The Rock ci ha fatto credere di essere arrivato a salvare l’universo cinematografico DC dopo i passi falsi del passato, tra flop, film mediocri e film incompresi (mi riferisco a The Sucide Squad), riuscendo anche a fare ciò che sembrava impossibile, convincere Henry Cavill a tornare nei panni di Superman, e invece il film di Jaume Collet-Serra sembra ripetere gli stessi identici errori commessi in passato.

Se cercate una sorta di logica o continuità con il resto dei film DC lasciate perdere, ogni film sembra muoversi per i fatti suoi in un suo microcosmo e Black Adam non è da meno, da una parte potrebbe anche funzionare se non fosse che tra un paio di cameo e l’introduzione di una Justice Society che pare in attività da decenni ma di cui non si era mai sentito parlare prima (e che fa più danni di quanti ne facciano i cattivi, ma ci torniamo brevemente dopo), e la mancanza di un doveroso aggancio a Shazam! c’è da mettersi le mani tra i capelli, o forse è proprio sta proprio nel suo essere sconclusionato la continuità con il resto del DCEU, scherzi a parte anche se si fosse trattato di un film totalmente autonomo non è che sarebbe poi migliorato molto, giusto un pelo, perché poi i difetti sono ben altri.

Da quando è uscito è stato criticato per lo più per il suo essere qualcosa di già visto, ed effettivamente la sequenza in slow motion con i Rolling Stones in sottofondo è la brutta copia della famosa sequenza di Quicksilver in X-Men: giorni di un futuro passato con la differenza che arriva così de botto, senza senso, ah, la canzone si intitola Paint it black! Come Black Adam! GENIO! Mi domando perché non l’abbiano inserita nella colonna sonora di Black Panther in Marvel, stolti.
A proposito di slow motion, questi non ci abbandoneranno mai per l’intera durata del film, anziché dare un taglio netto con il passato Black Adam sembra attingere a piene mani dai lavori di Zack Snyder, filtri compresi.

E a proposito di Black Panther, nel frattempo, in questo mese e mezzo passato da quando abbiamo visto il film ad oggi che ne parliamo, al cinema è arrivato Wakanda Forever (che non ho ancora visto), film che ha letteralmente asfaltato al botteghino l’antieroe DC, il che mi porta a chiedermi nuovamente a cosa pensano in Warner quando stabiliscono le date di uscita dei film DC, lo stesso era successo con Shazam! uscito tra Captain Marvel e Avengers: Endgame, perché era prevedibile un risultato del genere a ridosso di un film Marvel così importante, specialmente dopo la morte di Chadwick Boseman e la curiosità intorno al come avrebbero gestito la cosa, indipendentemente dal fatto che Black Adam fosse un film riuscito o meno, che tanto lo sappiamo che non è quello a stabilirne gli incassi. Ma perché vi parlo di Wakanda Forever? Perché in questo film è stato introdotto un antieroe Marvel, Namor, le cui origini sono state modificate per non incorrere in inutili paragoni con la controparte DC, Aquaman (anche se a rigor del vero nei fumetti nasce prima il personaggio Marvel, ma poco importa), niente più Atlantide per Namor ma una civiltà ispirata agli aztechi. Essendo cresciuto a pane e fumetti ovviamente questa decisione mi ha lasciato perplesso ma visti i risultati di Black Adam, e non parlo del botteghino, ben vengano decisioni del genere, perché i membri della Justice Society così proposti portano inevitabilmente lo spettatore generalista, quello sì appassionato di cinecomics ma che dei fumetti dove personaggi derivativi sono all’ordine del giorno non è minimamente interessato, a vederli come delle brutte copie.

La scelta di Aldis Hodge per Hawkman si è rivelata un po’ infelice, in questo caso il cambio etnico (Carter Hall nei fumetti è caucasico) ricorda il Falcon di Anthony Mackie, con tanto di ali retrattili, cosa che a memoria direi essere una trovata del film probabilmente per non dover ricorrere in tutte le scene alla CGI (quando in realtà il corrispettivo Marvel dovrebbe essere Arcangelo degli X-Men ma sono riusciti a sbagliarlo clamorosamente in ben due film che non se lo ricorda nessuno), tra l’altro nel caso di Hawkman hanno deliberatamente ignorato le sue origini egizie e il suo legame proprio con Black Adam.
Ma questa sensazione di avere tra le mani qualcosa di derivativo riguarda anche il Dottor Fate di Pierce Brosnan, che non hanno saputo veramente differenziare dal Doctor Strange della Marvel seppur risulti il personaggio più interessante della pellicola, e persino Atom Smasher che ricorda in tutto e per tutto Ant-Man con la maschera di Deadpool, grazie anche alla triste decisione di averlo reso la linea comica del film, solo che non fa mai ridere veramente.

Nelle intenzioni questa Justice Society che arriva in Kahndaq e fa più danni di quanti ne abbiano mai fatti quelli dell’Intergang, i villanzoni del film, dopo avergli lasciato fare il bello e il cattivo tempo per anni (Superman compreso a quanto pare) ma che interviene solo nel momento in cui compare una potenziale arma di distruzione di massa, cioè Black Adam, vorrebbe essere una metafora degli Stati Uniti e delle sue azioni in Medio Oriente, e non era nemmeno una brutta idea la tematica dei supereroi che si limitano a mantenere lo status quo e non cambiano mai realmente le cose ma inserita un tanto al chilo come è stato fatto non serve a niente e non aggiunge niente.

In tutto questo vorrei poter dire che a spiccare è un protagonista carismatico ma mentirei, del personaggio dei fumetti è rimasto solo il nome sostituito da The Rock che interpreta il suo solito personaggio ma con i superpoteri, normalmente cerco di comprendere le scelte narrative, anche quelle più scellerate, specialmente se in favore di un buon risultato finale, qui però il risultato manca e rende tutto più scontato e banale, per non parlare di un colpo di scena scontatissimo che non riesce a dare una vera direzione al film e ad un personaggio che non ha un vero e proprio percorso narrativo.

Classificazione: 2 su 5.
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4 risposte a "Black Adam di Jaume Collet-Serra (2022)"

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  1. Anche io ci avevo creduto tantissimo. Non che fosse un capolavoro o un film che cambia le regole del cinecomic, però che fosse un bel film, cazzuto, magari divertente (non comico, ma divertente da vedere) e pieno zeppo di mazzate. Alla fine non è stato nulla di tutto ciò.
    Tutto già visto, storia noiosissima (e ingombrante…avessero lasciato solo le mazzate ne avrebbe guadagnato) e protagonista poco carismatico.
    La JSA un po’ l’ho apprezzata per quanto sia il rip-off di vari eroi visti in altri film.
    Peccato perché avevano le carte giuste per fare un bel film e invece è uscito una roba anonima. La vera domanda è, a fronte di una critica media e un incasso deludente, cosa faranno ora alla Warner con tutti questi personaggi (Black Adam, Superman, la JSA, Shazam se starà per i fatti suoi o no)…

    "Mi piace"

  2. A me lo slow motion piace perché quando vanno a velocità normale, nel 90% delle scene d’azione non si capisce un cazzo per come vengono montate. In questo era riuscito bene il troppo criticato Snyder (e sai quanto sono critico contro i suoi primi due film DC) in BvS, nella scena nel magazzino con Batman, una delle rare volte che un combattimento è chiaro anche a velocità normale.
    Concordo appieno su Ant– ehm Atom, serviva il buffone del gruppo come lo è stato Flash per JL. Snaturare personaggi solo per copiare il lato comico del MCU… comunque la JS in generale ha fatto schifo fin dai trailer.
    Pur riconoscendone i difetti che sottolinei (finale a sorpresa a parte che a me è piaciuto molto e caratterizzazione da parte di The Rock, non siamo ai livelli del settimanale 52 – non mi ricordo chi si occupasse delle sue vicende – o di Tomasi ma per me è più che accettabile) a me è piaciuto molto, a posteriori anche parecchio di più di Shazam!, che comunque avevo apprezzato molto).
    Sarei curioso di una director’s cut per adulti. Il film ha subito tante modifiche per rientrare nel T-teen.

    Piace a 1 persona

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