Mad Max: Fury Road – Recensione

Lo sanno un po’ tutti gli appassionati che Ken il guerriero è parzialmente ispirato alla saga di Mad Max, tra il look del protagonista, l’ambientazione e le gang di gente vestita male, pure io che fino all’altro ieri la cosa più vicino a Mad Max che avessi mai visto era il video California Love di Tupac, giuro. Ma forse non tutti sapranno che un altro manga a cui deve molto Ken il guerriero è Violence Jack di Go Nagai, il padre di Devilman, Mazinga, Goldrake e tanti altri, serie in cui il personaggio eponimo si muove in un Giappone post-Apocalittico devastato da un grande terremoto in cui regna letteralmente la violenza, tra lande deserte con bande di motociclisti, tribù, e città in rovina, la cui pubblicazione iniziò nel 1973, sei anni prima dell’uscita del primo Mad Max.
Dubito fortemente che George Miller all’epoca conoscesse il manga di Go Nagai ma la corsa di Violence Jack è stata così lunga probabilmente da aver fatto il giro e finendo inevitabilmente per essere influenzato a sua volta da Mad Max.

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Resident Evil – Recensione

Cosa c’è di peggio dei film tratti dagli anime giapponesi? Quelli basati sui videogiochi ovviamente! Film di questo genere che siano anche solo un minimo decenti probabilmente si contano sulle dita di una mano (monca), ma ad Hollywood ciò che conta più della qualità sono gli incassi e bello o brutto che sia, il film di Resident Evil fu un successo, tanto da dare vita alla più longeva saga cinematografica basata su un videogame.

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L’avventura degli Ewok – Recensione

Benvenuti alla terza edizione del Geekoni Film Festival organizzato da quella allegra combricola di blogger affiliati alla Geek League, la seconda a cui partecipiamo qui su Omniverso, la seconda edizione l’abbiamo saltata, l’anno scorso è saltato proprio il Geekoni. A sto giro pensavo di parlarvi di Scuola di Mostri (The Monster Squad) ma poi il film è stato tolto dal catalogo di Amazon Prime Video e così ho ripiegato su L’avventura degli Ewok su Disney Plus, che inspiegabilmente è solo in lingua originale sottotitolato nonostante all’epoca fu doppiato.

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Wonder Woman 1984 – Recensione

Wonder Woman 1984 film poster

Quasi non riesco a credere che la regista di Wonder Woman 1984 sia la stessa Patty Jenkins che nel 2017 con tutti i suoi difetti e imposizioni dall’alto portò al cinema il primo film veramente onesto e spontaneo del DC Extended Universe.

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Mortal Kombat (2021) – Recensione

Mortal Kombat film 2021

Sto per usare un paragone forte. Il film di Mortal Kombat del 2021 sta al film del 1995 come Logan sta a Wolverine, ma solo per il sangue e la violenza esplicita, non per altro.
Quello che mancava al film di Paul W.S. Anderson era la buona dose di sangue che rese così popolare il videogioco creato da Ed Boon e John Tobias, ma compensava con una buona dose di cuore (e mazzate), il film di Simon McQuoid, alla sua prima regia cinematografica, al massimo può contare sul cuore ancora pulsante in mano a Kano.

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Transformers: l’ultimo cavaliere – Recensione

Dopo un lungo tira e molla iniziato nel 2011 con Transformers 3 Michael Bay torna nuovamente alla regia dei robot alieni trasformabili con un quinto film intitolato Transformers: l’ultimo cavaliere (The Last Knight). Ma state tranquilli, a mettere fine a questa tormentata relazione ci pensò il semi flop al box office.

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Zack Snyder’s Justice League – Recensione

Non sono mai stato un sostenitore della cosiddetta Snyder’s Cut di Justice League, non l’ho mai nascosto. Non tanto perché contrario a vedere la versione voluta da Zack Snyder quanto per il semplice fatto che il movimento Release the Snyder’s Cut partiva da presupposti sbagliati, su tutti l’imputare a Joss Whedon colpe che in realtà non aveva, non totalmente almeno, come se il creatore di Buffy si fosse intrufolato negli studi della Warner Bros. di nascosto e avesse rubato e modificato di testa sua il film. Non è andata esattamente così e questa nuova versione lo dimostra, chi dice il contrario mente a se stesso sapendo di mentire.
Personalmente apprezzai la versione cinematografica di Justice League, l’apprezzai nella sua mediocrità chiaramente, perché non era un brutto film, solo mediocre. Il problema è che non ti puoi permettere di realizzare un film mediocre quando metti per la prima volta insieme personaggi del calibro di Superman, Batman, Wonder Woman e Flash (Aquaman era ancora considerato uno sfigato e Cyborg non se lo filava nessuno). Ma la colpa non fu di Whedon, ma solo della Warner Bros che impose dei cambiamenti.

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Jurassic Park III – Recensione

Quando Steven Spielberg giocava ancora a tira e molla per dirigere Il Mondo Perduto il regista Joe Johnston era in trattative con la Universal per sostituirlo. Il nome di Johnston forse ai più potrebbe non dire molto ma sicuramente avrete visto alcuni suoi film come Tesoro mi si sono ristretti i ragazzi, Jumanji e Captain America: il primo Vendicatore.
Alla fine come saprete fu Spielberg a dirigere il sequel di Jurassic Park ma con la promessa di lasciare la regia di un ipotetico terzo film a Johnston, anche se la parte a San Diego de Il Mondo Perduto in realtà doveva proprio far parte di un terzo episodio ma Spielberg voleva girarla lui a tutti i costi, per quella famosa cosa che voleva girare il suo King Kong, inserendola un po’ a forza nel suo film.
Jurassic Park III esce nel 2001 diretto proprio da Johnston e con Spielberg in veste di produttore ed è il primo film della saga a non essere tratto da un libro di Michael Crichton.

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Il Mondo Perduto – Jurassic Park – Recensione

Quando venne pubblicato il romanzo di Jurassic Park lo scrittore Michael Crichton subì pressione dai fan per scrivere un sequel, Crichton però non aveva mai scritto alcun sequel per nessuna delle sue opere, lo riteneva una cosa difficile da realizzare perché ci si deve cimentare con qualcosa che sia allo stesso tempo lo stesso prodotto ma diverso, il rischio di fare qualcosa di eccessivamente simile o di così diverso da snaturare la storia è dietro l’angolo, un sequel è rischioso. Ma il successo del film del 1993 fu tale da portare il film in cima alla classifica dei film di maggiore incasso di sempre e ovviamente Steven Spielberg si disse interessato a girare un sequel, e così Crichton inizia seriamente ad accarezzare l’idea di scriverlo sul serio e questo sequel si concretizza nel Settembre 1995 con la pubblicazione di The Lost World, Il Mondo Perduto, il cui titolo è un omaggio al romanzo omonimo di Arthur Conan Doyle, con cui condivide alcune tematiche.

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Transformers: l’era dell’estinzione – Recensione

Non credo che Michael Bay con Transformers: l’era dell’estinzione si riferisse all’annientamento dei suoi spettatori anche se poi il risultato è stato un po’ quello, perché dopo quasi tre interminabili ore è un po’ quello che desideri, la fine, in un modo o nell’altro.
Il quarto film dei Transformers arriva nei cinema nell’estate del 2014, tre anni dopo Dark of the Moon, con addosso una notevole voglia di rinnovare il franchise che ahimé non si è concretizzata del tutto.

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