The Falcon and the Winter Soldier – Recensione

The Falcon and the Winter Soldier poster

Quando un anziano Steve Rogers nell’epilogo di Avengers: Endgame consegnò lo scudo a Sam Wilson e non a Bucky storsi il naso. Non perché non ritenessi degno il personaggio dello scudo, dopotutto nei fumetti entrambi hanno indossato il costume di Captain America in sostituzione dell’originale, peggio perché un nero non è degno di portarlo, semplicemente perché il legame tra Steve e Bucky era semplicemente più forte di quello tra Steve e Sam, almeno per quello che ci hanno mostrato al cinema, dopotutto Captain America in Civil War mise tutto in discussione, il suo ruolo come simbolo e leader degli Avengers, pur di salvare il suo amico, e comunque è un fatto, Bucky e Steve sono come fratelli, si conoscono sin da bambini, il loro rapporto non è paragonabile a quello instaurato con Falcon, che comunque non è meno vero. Ma se c’è una cosa che ai Marvel Studios han sempre fatto è pensare a far funzionare al meglio la loro macchina da soldi, cercando di far quadrare sempre il tutto, con un occhio di riguardo ai fan dei fumetti e guardando al futuro rimescolando le carte in tavola per offrire un punto di vista inedito. Ed è qui che The Falcon and the Winter Soldier trova il suo senso di esistere, pur rimanendo una serie tv più canonica di quanto non lo fosse WandaVision.

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WandaVision – La pseudo recensione

Non so nemmeno da dove cominciare. L’unica cosa che mi chiedo ora è: ma fate sul serio? Dopo l’entusiasmo iniziale ora che WandaVision si è concluso mi tocca leggere tutta una serie di commenti da parte di fan delusi… perché le loro fan theory si sono rivelate sbagliate? Ma siete seri?
Ci sta che la serie non possa essere piaciuta a tutti, io stesso ammetto di non averla apprezzata fino in fondo, ma più per mie cose personali che non per i suoi effettivi difetti, qualcosa non mi ha permesso di godermela come si deve e il format devo ammettere che non fa esattamente per me, motivo per cui penso che preferirò una più classica Falcon and the Winter Soldier ma cavolo, piagnucolare sul fatto che questa o quella cosa non è andata come voleva una fetta di fan piuttosto che valutare quello che effettivamente è stato, beh, è davvero insensato e infantile.

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Lupin: avventure di un ladro fanboy

Lupin (Lupin: dans l’ombré d’Arsène) è quella serie televisiva prodotta da Netflix e ispirata al ladro gentiluomo creato da Maurice Leblanc che tanto ha fatto parlare di sé perché il Lupin in questione è interpretato dall’attore francese di origini senegalesi Omar Sy, creando una delle polemiche più imbarazzanti di sempre del web perché tutti pensavano si trattasse di una trasposizione live action del Lupin degli anime e manga giapponesi, dimostrando livelli di ignoranza di proporzioni disumane!

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Jurassic World: Camp Cretaceous stagione 2 – Recensione

Dopo solo pochi mesi dal debutto di Jurassic World: Camp Cretaceous su Netflix, a inizio 2021 sono stati rilasciati gli episodi della seconda stagione, e a differenza dei primi episodi sono passati un po’ in sordina, anzi decisamente in sordina, praticamente inosservati.

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My Hero Academia stagione 2 – Recensione

Speravo che con la seconda stagione My Hero Academia aggiustasse un po’ il tiro su alcuni aspetti che mi avevano lasciato perplesso dei primi episodi ma così non è stato e a questo punto dubito migliorerà mai, ce ne faremo una ragione e vedremo di prenderlo così com’é.

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Fate: The Winx Saga – Recensione

Non ho mai guardato un solo episodio di Winx Club, ero già ben oltre il suo target di riferimento, non che la cosa mi abbia mai fermato dal guardare altre serie ma mi sembrava piuttosto infantile e mal realizzata, il fatto che fosse una serie italiana non aiutava e i miei occhi gridano ancora vendetta per quel design. Al massimo posso dire di aver visto la parodia che facevano a Colorado. Vien da se che difficilmente potrò fare un paragone tra Fate: The Winx Saga con la serie originale animata, ma dalla regia mi dicono che Winx Club si ispirasse, o saccheggiasse se preferite, diversi titoli in voga all’epoca. Indubbiamente la serie creata da Iginio Straffi voleva essere la risposta alle W.I.T.C.H. della Disney, con un mix tra serie di ispirazione majokko a la Sailor Moon e l’ambientazione scolastica/fantasy di Harry Potter.
Vi siete fatti una mezza idea? Ecco dimenticatevelo.

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Cobra Kai stagione 3 – Recensione spoiler

Il 2021 non poteva iniziare meglio con l’arrivo della terza stagione di Cobra Kai su Netflix, la prima prodotta apposta per il colosso streaming.
Ci eravamo lasciati con l’ennesimo calcio in faccia per Johnny Lawrence, un calcio bello forte in cui a rimetterci è stato il suo pupillo, Miguel, dopo la rissa scolastica tra i membri del Cobra Kai e il Miyagi Do, e ora sia Johnny che Daniel-San devono un po’ fare i conti con i propri errori, ce la faranno?
Andrò subito al sodo, a differenza delle prime due stagioni questa ho faticato un po’ a finirla, c’è stato qualche sbadiglio durante la visione specialmente nella prima parte ma tolta qualche lungaggine nel complesso rimane una delle serie preferite del momento, che non ne fa necessariamente una delle migliori in circolazione, non tecnicamente almeno, ma se rimane così gradita al netto di tutti i suoi difetti chi sono io per dire che non rientri tra le serie migliori?
Questa volta sento il bisogno di parlarvene a ruota libera per cui proseguite solo se avete già visto la suddetta serie o se non ve ne frega niente degli spoiler.

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Transformers: War for Cybertron Trilogy – Il sorgere della Terra

Ho visto Transformers: War for Cybertron: il sorgere della Terra (Earthrise) e la mia vita è uguale a prima. Chiariamoci, mi fa sempre piacere che vengano prodotte serie sui Transformers, specialmente se ispirate alle prima generazione dei robot trasformabili ma non posso nemmeno far finta che la noia non regni sovrana.

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My Hero Academia stagione 1 – Recensione

Devo confessare che la premessa de “la storia di come sono diventato il più grande dei supereroi” non mi facesse esattamente impazzire. Sarebbe come sentire Superman o Capitan America autocelebrarsi, non esiste proprio che un supereroe si definisca così da solo, ma in Giappone in questi battle shonen dell’ultimo ventennio se non sogni di diventare il migliore in qualcosa non sei nessuno, tutta colpa di One Piece e il suo “voglio diventare il Re dei Pirati!”, e My Hero Academia non può essere da meno, cioè poteva ma non vuole.
La prima stagione doppiata dell’anime tratto dal manga di Kohei Horikoshi è arrivata sul catalogo Netflix da qualche settimana, dopo essere stata trasmessa diversi mesi fa in chiaro da Italia 2, ed essendo composta da una dozzina di episodi mi son detto, perché no?

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The Defenders – Recensione

Defenders nelle intenzioni voleva e doveva essere per le serie Marvel/Netflix quello che Avengers fu per Iron Man e soci al cinema. Nei fatti è stato semplicemente un disastro.
La miniserie del 2017 (solo tre anni per vederla, mica male) non parte nemmeno tanto male, per un attimo ci ho creduto, mi sono illuso che le critiche lette all’epoca fossero semplicemente esagerate, purtroppo superate le prime tre puntante (su otto) in cui gli eroi si incontrano, si scontrano e iniziano ad interagire tra di loro, tutto va a rotoli.

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