Extreme Dinosaurs [Action Figures Vintage]

Dopo il successo degli Street Sharks tra il 1994 e il 96 la Mattel ci riprova con una nuova linea di giocattoli chiamata Extreme Dinosaurs, con protagonisti un gruppo di dinosauri umanoidi. Dalla linea di giocattoli venne tratta una serie animata prodotta dalla DIC Productions, che già aveva realizzato il cartoon degli Street Sharks dove i dinosauri erano già apparsi negli ultimi episodi con il nome di Dino Vengers. Ma le due serie non sono correlate tra loro dal momento che le origini dei personaggi sono diverse.
La storia ha per protagonisti un Tirannosauro, un Triceratopo, uno Stegosauro e uno Pteranodonte trasformati da un criminale interdimensionale in super guerrieri. I quattro però gli si sono rivoltati contro diventando degli eroi e tocca a loro fermare i piani dei Raptors, il secondo gruppo di super dinosauri creati dal malvagio. E ovviamente il campo di battaglia è la Terra. La serie animata conta 52 episodi andati in onda nel 1997.

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WandaVision – La pseudo recensione

Non so nemmeno da dove cominciare. L’unica cosa che mi chiedo ora è: ma fate sul serio? Dopo l’entusiasmo iniziale ora che WandaVision si è concluso mi tocca leggere tutta una serie di commenti da parte di fan delusi… perché le loro fan theory si sono rivelate sbagliate? Ma siete seri?
Ci sta che la serie non possa essere piaciuta a tutti, io stesso ammetto di non averla apprezzata fino in fondo, ma più per mie cose personali che non per i suoi effettivi difetti, qualcosa non mi ha permesso di godermela come si deve e il format devo ammettere che non fa esattamente per me, motivo per cui penso che preferirò una più classica Falcon and the Winter Soldier ma cavolo, piagnucolare sul fatto che questa o quella cosa non è andata come voleva una fetta di fan piuttosto che valutare quello che effettivamente è stato, beh, è davvero insensato e infantile.

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Il Mondo Perduto – Jurassic Park – Recensione

Quando venne pubblicato il romanzo di Jurassic Park lo scrittore Michael Crichton subì pressione dai fan per scrivere un sequel, Crichton però non aveva mai scritto alcun sequel per nessuna delle sue opere, lo riteneva una cosa difficile da realizzare perché ci si deve cimentare con qualcosa che sia allo stesso tempo lo stesso prodotto ma diverso, il rischio di fare qualcosa di eccessivamente simile o di così diverso da snaturare la storia è dietro l’angolo, un sequel è rischioso. Ma il successo del film del 1993 fu tale da portare il film in cima alla classifica dei film di maggiore incasso di sempre e ovviamente Steven Spielberg si disse interessato a girare un sequel, e così Crichton inizia seriamente ad accarezzare l’idea di scriverlo sul serio e questo sequel si concretizza nel Settembre 1995 con la pubblicazione di The Lost World, Il Mondo Perduto, il cui titolo è un omaggio al romanzo omonimo di Arthur Conan Doyle, con cui condivide alcune tematiche.

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Transformers: l’era dell’estinzione – Recensione

Non credo che Michael Bay con Transformers: l’era dell’estinzione si riferisse all’annientamento dei suoi spettatori anche se poi il risultato è stato un po’ quello, perché dopo quasi tre interminabili ore è un po’ quello che desideri, la fine, in un modo o nell’altro.
Il quarto film dei Transformers arriva nei cinema nell’estate del 2014, tre anni dopo Dark of the Moon, con addosso una notevole voglia di rinnovare il franchise che ahimé non si è concretizzata del tutto.

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Biker Mice From Mars [action figures vintage]

Biker Mice From Mars è una serie animata americana creata da Rick Ungar cominciata nel 1993 e durata tre stagioni per un totale di 65 episodi. Protagonisti della serie tre topi antropomorfi provenienti da Marte, fuggiti dal loro pianeta caduto sotto il controllo dei Plutarkiani. I tre soldati, Throttle (Sterzo nell’adattamento italiano), Modo (Pistone) e Vinnie (Turbo) precipitano sulla Terra, per la precisione a Chicago, dove incontrano la meccanica Charley e scoprono che i Plutarkiani sono già infiltrati tra i terrestri per rubarne le risorse. Ah dimenticavo, i topi marziani sono anche appassionati di motociclismo. Da ricordare come ogni episodio si chiudesse con il crollo della torre di Limburger, il villain principale della serie travestito da industriale, il più grande di Chicago.
La serie venne prodotta da Marvel Productions (poi rinominata New World Animation) e tra i produttori esecutivi figurava persino Stan Lee.

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Birds of Prey e la fantasmagorica confusione della DC Films

Suicide Squad del 2016 non fu un flop in termini economici ma venne accolto a pernacchie praticamente da tutto il web, salvo qualche eccezione come i fanboy irriducibili che tifano DC come degli hooligans per cui tutto è sempre bello, figo e maturo.
Di quel film però tutti, o quasi, apprezzarono la performance di Margot Robbie nei panni di Harley Quinn, peccato che si tratti dell’Harley Quinn sbagliata, ovvero la wannabe Deadpool nata nel 2011 che di fatto sostituì il personaggio omonimo creato da Paul Dini e Bruce Timm nel 1991 perché una fetta di lettori sensibili non possono vedere una donna sprofondare in una relazione malsana e tossica senza via di uscita, dimenticando o ignorando che la Harley originale non fosse vittima di nessuno, anzi era essenzialmente una stalker e gli stalker da che io ricordi, non sono mai le vittime, ma potrei anche sbagliarmi! Per intenderci togliere l’interesse amoroso, ma sarebbe meglio parlare di ossessione, ad Harley è come togliere la famosa moneta a Due Facce, perché guai oggi a raccontare storie controverse, non sia mai che qualcuno del pubblico possa indignarsi. (“I bambini! Perché nessuno pensa ai bambini?”)

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Ci dobbiamo fermare

Piove sempre sul bagnato. Con molto dispiacere devo comunicarvi che Omniverso si ferma a tempo indeterminato, è un periodo un po’ difficile, un bel po’ difficile, e dobbiamo rimetterci in carreggiata. Mi dispiace perché avevo in programma di concludere la trilogia di Jurassic Park ma non abbiamo fatto nemmeno in tempo a rivederci Il Mondo Perduto prima di vederci cadere il mondo addosso, volevo concludere la saga cinematografica dei Transformers per poi iniziare a vedere insieme i giocattoli della Generation 2 e avevo qualche idea per continuare a parlare di altri giocattoli vintage e messo in lista la saga de La Mummia. E niente, ci leggiamo tra qualche settimana, se tutto va bene ci rileggiamo per Marzo.

Ciao

Jurassic Park – Recensione

Se nel 1978 Richard Donner e Christopher Reeves con Superman sono riusciti a farci credere che un uomo potesse volare, Steven Spielberg con Jurassic Park nel 1993 ci ha fatto credere che i dinosauri potessero camminare nuovamente sulla Terra. Basato sul romanzo omonimo di Michael Crichton Jurassic Park è letteralmente un film che ha fatto la storia del cinema.

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Lupin: avventure di un ladro fanboy

Lupin (Lupin: dans l’ombré d’Arsène) è quella serie televisiva prodotta da Netflix e ispirata al ladro gentiluomo creato da Maurice Leblanc che tanto ha fatto parlare di sé perché il Lupin in questione è interpretato dall’attore francese di origini senegalesi Omar Sy, creando una delle polemiche più imbarazzanti di sempre del web perché tutti pensavano si trattasse di una trasposizione live action del Lupin degli anime e manga giapponesi, dimostrando livelli di ignoranza di proporzioni disumane!

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Street Sharks [action figures vintage]

Se c’è una cosa che mi è sempre rimasta qua sono gli Street Sharks, ne ho sempre desiderato uno e il mio lato collezionistico li desidera ancora oggi! Per chi non lo sapesse, pressapoco per quelli nati dopo il 2000, gli Street Sharks sono una linea di giocattoli prodotto dalla Mattel, famosa per i Masters of the Universe e Barbie, tra il 1994 e il 1996 avente per protagonisti degli eroi metà umano e metà squalo. Il confronto con le Tartarughe Ninja è inevitabile, è evidente che si tratti di uno dei dei loro tanti rip of: sono quattro protagonisti, le caratteristiche dei personaggi seguono l’archetipo dei membri delle Tartarughe, dal leader al genio, passando per il burlone immaturo, ecc. Per promuovere la linea di giocattoli venne prodotto anche un cartoon dalla DIC Productions andato in onda tra il 1994 e il 1997 per un totale di 40 episodi spalmati in tre stagioni.

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