Terminator: Destino Oscuro – Recensione

Terminator: Destino Oscuro

<<LIBERA!>>
<<Avete già provato con una dose di prequel?>>
<<Non ha funzionato! LIBERA!>>
<<Proviamo con del reboot!>>
<<Dottore, lo stiamo perdendo!>>
<<LIBERA!>>
<<Chiamate la dottoressa Hamilton e ignorate gli ultimi tre sequel!>>
<<Ne è sicuro?>>
<<Sicurissimo!>>

<<Ehm, dottore, il paziente è morto…>>

Si, insomma dopo essersi giocati la carta del sequel/prequel con Terminator Salvation, quella del reboot con Terminator Genisys alla fine si è arrivati al gesto estremo di fare un sequel diretto di Terminator 2 ignorando tutti i film realizzati successivamente riportando sulla barca James Cameron, creatore della saga nonché regista dei primi due capitoli, in veste di produttore e soggettista, e persino Linda Hamilton nella parte che la rese famosa al fianco del solito Arnold Schwarzennegger nel suo iconico ruolo. Alla regia quel Tim Miller che solo un paio di anni prima aveva fatto il botto con Deadpool. Ne è nato Terminator: Destino Oscuro. Cosa potrà mai andare storto? Purtroppo quasi tutto. Occhio che seguono SPOILER

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Terminator Salvation – Recensione

L’inizio della fine riporta il poster del film, e non può essere più azzeccato di così. Accantoniamo per un attimo le battutine su come sia la fine del franchise di Terminator, anche perché in realtà la saga era già colata a picco con Terminator 3. No, è azzeccata perché per una volta hanno usato una tagline che davvero riassumesse in poche parole il film, in quanto Terminator Salvation è un sequel ma anche un prequel della saga dal momento che il passato della saga di Terminator è racchiuso nel futuro, (chiaro no?) portando per la prima volta lo spettatore nell’apocalittico futuro post nucleare sotto il pugno di ferro delle macchine da cui proveniva Kyle Reese, anche se questo futuro è quello nato dagli eventi dei film precedenti e non quello della linea temporale originale, un gran casino vero?

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Terminator 3: le macchine ribelli – Recensione

Terminator 3 locandina

Ho rivisto Terminator 3: le macchine ribelli armato di buone intenzioni, speranzoso di rivalutarlo in meglio rispetto al passato ma nel momento in cui la Terminatrix ha iniziato a collegarsi ad internet tramite un cellulare simulando il suono della connessione 56k, che i più giovani probabilmente nemmeno conoscono, ho capito che c’era qualcosa di profondamente sbagliato in questo film, solo che ancora non avevo capito quanto.
La storia dietro alla realizzazione del terzo episodio di Terminator inizia subito dopo il successo di Terminator 2 ma per una lotta sui diritti del franchise troppo lunga da spiegare il progetto prese il via concretamente solo nel 1999, per le riprese invece si è aspettato il nuovo millennio. Terminator 3: Rise of the Machine, tradotto inspiegabilmente con le macchie ribelli in Italia, uscì nel 2003, dodici anni dopo T2, per la regia di Jonathan Mostow in quanto James Cameron si disse non più interessato al progetto un po’ perché sentiva di aver dato e detto tutto della storia da lui creata, un po’ perché infastidito dal fatto che la sua creatura gli fosse stata sottratta e molto probabilmente perché ancora impegnato a contare i soldi guadagnati con il suo ultimo film.

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Terminator 2: il giorno del giudizio – Recensione

Terminator 2 locandina

Terminator 2: il giorno del giudizio (Judgement Day) è un film profondamente diverso dal suo predecessore, le atmosfere cupe e pessimiste del primo film vengono abbandonate e lasciano spazio all’intrattenimento puro e sfrenato, ma di un intrattenimento che probabilmente fino a quel momento non si era ancora visto a cui forse solo Star Wars si avvicinava.
Terminator 2 esce nelle sale cinematografiche nel 1991, ben sette anni dopo il primo capitolo della saga, quando ancora non era una saga, segno che già all’epoca James Cameron si prendeva tutto il tempo che voleva e pensava avesse bisogno per realizzare un sequel. Oggi diremmo che sette anni sono troppi, che sarebbe fuori tempo massimo, figuriamoci i tredici anni che sta impiegando per Avatar 2. Il fatto è che Cameron pare voler sempre puntare più in alto ad ogni suo film, se non da un punto di vista puramente narrativo (T2 essenzialmente ha la stessa trama del primo film) almeno da quello cinematografico, e non si può negare che Terminator 2 all’epoca fu veramente qualcosa di unico. Costato la bellezza di 100milioni di dollari, “solo” 95 milioni in più rispetto al film del 1984, fu rivoluzionario per i bellissimi effetti speciali che proponeva, con personaggi in CGI così reali ancora oggi che molti film moderni possono solo sognarsi, il che è paradossale al giorno d’oggi.

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Terminator – Recensione

terminator-locandina

Non trovate paradossale che un regista innovatore e all’avanguardia nello sviluppare nuove tecnologie cinematografiche come James Cameron sia anche il creatore della saga cinematografica tecnofoba per eccellezza?
Terminator non sarà di certo il primo film a trattare temi come il viaggio nel tempo (L’uomo che visse nel futuro, ispirato al romanzo di Wells, è del 1960), ancor meno quello della tecnologia che prende il sopravvento sull’uomo diventando una minaccia, dopotutto ben prima del T-800 ci fu un certo HAL 9000, ma mai ci si era spinti così tanto mostrandoci una vera e propria Apocalisse Tecnologica.

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Tutti gli attori che hanno interpretato Mr. Freeze

Mr. Freeze by Jason Fabok

In questo appuntamento di Superattori parliamo di un personaggio la cui vita editoriale è stata fortemente influenzata dai propri adattamenti televisivi, ovvero Victor Fries, alias Mr. Freeze. Tra i più famosi avversari di Batman il personaggio fu creato da Dave Wood e Sheldon Moldoff sulle pagine di Batman #121 del 1959 con il nome di Mr. Zero. Il nome Mr. Freeze deriva dalla serie televisiva cult degli anni ’60, il nome venne modificato per adattarsi alla serie tv. Trent’anni dopo le sue origini vennero totalmente stravolte e riviste nella serie animata Batman di Paul Dini e Bruce Timm in cui il personaggio venne trasformato dal semplice scienziato pazzo ossessionato dal ghiaccio in una figura più tragica e complessa che inseguiva la vita criminale non per avidità ma per finanziare le proprie ricerche atte a guarire sua moglie, Nora Fries, ma questa è un altra, bellissima, storia. Vediamo insieme un po’ chi lo ha interpretato tra cinema e tv. Continua a leggere