Terminator: Destino Oscuro – Recensione

Terminator: Destino Oscuro

<<LIBERA!>>
<<Avete già provato con una dose di prequel?>>
<<Non ha funzionato! LIBERA!>>
<<Proviamo con del reboot!>>
<<Dottore, lo stiamo perdendo!>>
<<LIBERA!>>
<<Chiamate la dottoressa Hamilton e ignorate gli ultimi tre sequel!>>
<<Ne è sicuro?>>
<<Sicurissimo!>>

<<Ehm, dottore, il paziente è morto…>>

Si, insomma dopo essersi giocati la carta del sequel/prequel con Terminator Salvation, quella del reboot con Terminator Genisys alla fine si è arrivati al gesto estremo di fare un sequel diretto di Terminator 2 ignorando tutti i film realizzati successivamente riportando sulla barca James Cameron, creatore della saga nonché regista dei primi due capitoli, in veste di produttore e soggettista, e persino Linda Hamilton nella parte che la rese famosa al fianco del solito Arnold Schwarzennegger nel suo iconico ruolo. Alla regia quel Tim Miller che solo un paio di anni prima aveva fatto il botto con Deadpool. Ne è nato Terminator: Destino Oscuro. Cosa potrà mai andare storto? Purtroppo quasi tutto. Occhio che seguono SPOILER

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Terminator 2: il giorno del giudizio – Recensione

Terminator 2 locandina

Terminator 2: il giorno del giudizio (Judgement Day) è un film profondamente diverso dal suo predecessore, le atmosfere cupe e pessimiste del primo film vengono abbandonate e lasciano spazio all’intrattenimento puro e sfrenato, ma di un intrattenimento che probabilmente fino a quel momento non si era ancora visto a cui forse solo Star Wars si avvicinava.
Terminator 2 esce nelle sale cinematografiche nel 1991, ben sette anni dopo il primo capitolo della saga, quando ancora non era una saga, segno che già all’epoca James Cameron si prendeva tutto il tempo che voleva e pensava avesse bisogno per realizzare un sequel. Oggi diremmo che sette anni sono troppi, che sarebbe fuori tempo massimo, figuriamoci i tredici anni che sta impiegando per Avatar 2. Il fatto è che Cameron pare voler sempre puntare più in alto ad ogni suo film, se non da un punto di vista puramente narrativo (T2 essenzialmente ha la stessa trama del primo film) almeno da quello cinematografico, e non si può negare che Terminator 2 all’epoca fu veramente qualcosa di unico. Costato la bellezza di 100milioni di dollari, “solo” 95 milioni in più rispetto al film del 1984, fu rivoluzionario per i bellissimi effetti speciali che proponeva, con personaggi in CGI così reali ancora oggi che molti film moderni possono solo sognarsi, il che è paradossale al giorno d’oggi.

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Terminator – Recensione

terminator-locandina

Non trovate paradossale che un regista innovatore e all’avanguardia nello sviluppare nuove tecnologie cinematografiche come James Cameron sia anche il creatore della saga cinematografica tecnofoba per eccellezza?
Terminator non sarà di certo il primo film a trattare temi come il viaggio nel tempo (L’uomo che visse nel futuro, ispirato al romanzo di Wells, è del 1960), ancor meno quello della tecnologia che prende il sopravvento sull’uomo diventando una minaccia, dopotutto ben prima del T-800 ci fu un certo HAL 9000, ma mai ci si era spinti così tanto mostrandoci una vera e propria Apocalisse Tecnologica.

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