Resident Evil: The Final Chapter – Recensione

E con notevole ritardo siamo finalmente giunti alla fine di questo viaggio attraverso la saga cinematografica ispirata al celebre videogioco survival horror di Capcom, Resident Evil: The Final Chapter chiude definitivamente la più lunga serie di film tratta da un videogioco. Ma dopo quattordici anni e sei film cosa ci rimane di Resident Evil? A questa domanda vediamo di rispondere dopo.

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Resident Evil: Retribution – Recensione

Pensavo di chiudere la saga di Resident Evil molto prima e invece arrivo a parlare del quinto episodio a quasi un mese e mezzo di distanza dall’ultimo articolo e devo confessare che mi è sempre più difficile trovare qualcosa da dire e non scadere nella ripetitività per una serie di film che della ripetitività ha fatto il suo cavallo di battaglia, mi riservo di aggiungere altro per questo franchise giusto per il gran finale.
Resident Evil: Retribution è ancora una volta scritto e diretto da Paul W.S. Anderson e interpretato da sua moglie, Milla Jovovich, ormai totalmente immersa nel personaggio di Alice.

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Resident Evil: Afterlife – Recensione

Per Resident Evil: Afterlife, quarto film della saga cinematografica ispirata al celebre videogioco survival horror di Capcom uscito nel 2010, Paul W.S. Anderson torna alla regia e da qui in poi non mollerà più quella che è diventata a tutti gli effetti la sua creatura.
Passato un anno dagli eventi di Extinction troviamo la Alice di Milla Jovovich e i suoi cloni impegnate ad assaltare il quartier generale della Umbrella Corporation nel sottosuolo di Tokyo, è una sequenza piuttosto folle, e non necessariamente in senso buono, ad un certo punto è tutto uno spararsi a casaccio con le braccia tese, la cosa sicura è che gli uomini della Umbrella hanno una mira scarsa. E dire che la sequenza di apertura del film in cui vediamo come si sia propagato il virus a Tokyo è molto bella.

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Resident Evil: Extinction – Recensione

Nuovo Resident Evil, nuovo regista, ma sempre con Paul W.S. Anderson a scrivere la storia. Se Apocalypse segna la svolta all’action trash, Resident Evil: Extinction segna la svolta definitiva della saga cinematografica staccandosi totalmente dalla narrazione dei videogiochi Capcom. Questa volta alla regia troviamo Russell Mulcahy, famoso per film cult come Highlander e sequel e The Shadow con Alec Baldwin.

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Resident Evil: Apocalypse – Recensione

Resident Evil: Apocalypse (2004) inizia esattamente dove era finito il primo, anzi pure un po’ prima per ricollegarsi poi con il fiale che rivediamo dopo i primi minuti. Paul W.S. Anderson scrive un sequel basato essenzialmente su Resident Evil 3 ma essendo impegnato sul set di Alien vs Predator cede la regia ad Alexander Witt.
Direttore di seconda unità in svariati film di successo e collaboratore di Ridley Scott, Witt debutta alla regia proprio con Apocalypse, che ad oggi rimane il suo unico film, e il risultato è semi disastroso.

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Resident Evil – Recensione

Cosa c’è di peggio dei film tratti dagli anime giapponesi? Quelli basati sui videogiochi ovviamente! Film di questo genere che siano anche solo un minimo decenti probabilmente si contano sulle dita di una mano (monca), ma ad Hollywood ciò che conta più della qualità sono gli incassi e bello o brutto che sia, il film di Resident Evil fu un successo, tanto da dare vita alla più longeva saga cinematografica basata su un videogame.

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Mortal Kombat il film del 1995

Il successo di Mortal Kombat e Mortal Kombat II, con milioni di copie vendute per console e migliaia di cabinati sparsi per il mondo, finirono inevitabilmente per attirare l’attenzione di Hollywood che una volta fiutati i soldi mise subito in cantiere un film. Prodotto dalla New Line Cinema e diretto da un giovanissimo Paul W.S. Anderson, il film di Mortal Kombat uscì nei cinema americani nell’Agosto del 1995 (in quelli italiani arriverà solo a Novembre) e fu subito un successo, il primo vero film ispirato ad un videogioco di successo.
Ci avevano provato nei due anni precedenti con Super Mario Bros., Double Dragon e Street Fighter ma con risultati scadenti. Super Mario Bros. fu un flop, Double Dragon praticamente passato inosservato, un po’ meglio andò al rivale Street Fighter con Van Damme ma a parità di costi e guadagno non ci fu partita. Costato 18 milioni di dollari Mortal Kombat ne portò a casa ben 122, rimanendo ancorato al primo posto del box office americano per tre settimane. Flawless Victory

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