Terminator 2: il giorno del giudizio – Recensione

Terminator 2 locandina

Terminator 2: il giorno del giudizio (Judgement Day) è un film profondamente diverso dal suo predecessore, le atmosfere cupe e pessimiste del primo film vengono abbandonate e lasciano spazio all’intrattenimento puro e sfrenato, ma di un intrattenimento che probabilmente fino a quel momento non si era ancora visto a cui forse solo Star Wars si avvicinava.
Terminator 2 esce nelle sale cinematografiche nel 1991, ben sette anni dopo il primo capitolo della saga, quando ancora non era una saga, segno che già all’epoca James Cameron si prendeva tutto il tempo che voleva e pensava avesse bisogno per realizzare un sequel. Oggi diremmo che sette anni sono troppi, che sarebbe fuori tempo massimo, figuriamoci i tredici anni che sta impiegando per Avatar 2. Il fatto è che Cameron pare voler sempre puntare più in alto ad ogni suo film, se non da un punto di vista puramente narrativo (T2 essenzialmente ha la stessa trama del primo film) almeno da quello cinematografico, e non si può negare che Terminator 2 all’epoca fu veramente qualcosa di unico. Costato la bellezza di 100milioni di dollari, “solo” 95 milioni in più rispetto al film del 1984, fu rivoluzionario per i bellissimi effetti speciali che proponeva, con personaggi in CGI così reali ancora oggi che molti film moderni possono solo sognarsi, il che è paradossale al giorno d’oggi.

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