My Hero Academia stagione 3 – Mini recensione

My Hero Academia season 3

Guardando le prime due stagioni di My Hero Academia ho continuato a domandarmi come avesse fatto un personaggio borderline come Bakugo a passare le selezioni per l’accademia e finalmente nella terza stagione in qualche modo rispondono a questa domanda e approfondiscono maggiormente il personaggio.

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Death Note – Recensione

Il manga di Death Note ebbe la fortuna di essere serializzato sulle pagine di Weekly Shonen Jump, la storica rivista manga che ha fatto dei battle shonen e dell’azione il suo cavallo di battaglia, su Shonen Jump hanno infatti visto la luce titoli di fama internazionale come Dragon Ball, Slam Dunk, Captain Tsubasa e One Piece, al massimo che io ricordi ospita serie di stampo umoristico, come Dottor Slump e Gintama.
Death Note era una mosca bianca, era davvero unico sulle pagine di questa rivista: Death Note è un thriller, l’azione è ridotta al minimo ma soprattutto il protagonista è essenzialmente il cattivo.

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My Hero Academia stagione 2 – Recensione

Speravo che con la seconda stagione My Hero Academia aggiustasse un po’ il tiro su alcuni aspetti che mi avevano lasciato perplesso dei primi episodi ma così non è stato e a questo punto dubito migliorerà mai, ce ne faremo una ragione e vedremo di prenderlo così com’é.

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My Hero Academia stagione 1 – Recensione

Devo confessare che la premessa de “la storia di come sono diventato il più grande dei supereroi” non mi facesse esattamente impazzire. Sarebbe come sentire Superman o Capitan America autocelebrarsi, non esiste proprio che un supereroe si definisca così da solo, ma in Giappone in questi battle shonen dell’ultimo ventennio se non sogni di diventare il migliore in qualcosa non sei nessuno, tutta colpa di One Piece e il suo “voglio diventare il Re dei Pirati!”, e My Hero Academia non può essere da meno, cioè poteva ma non vuole.
La prima stagione doppiata dell’anime tratto dal manga di Kohei Horikoshi è arrivata sul catalogo Netflix da qualche settimana, dopo essere stata trasmessa diversi mesi fa in chiaro da Italia 2, ed essendo composta da una dozzina di episodi mi son detto, perché no?

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The Promised Neverland stagione 1 – Recensione

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Ultimamente quando esce un nuovo manga e/o anime dal discreto successo tendo ad essere piuttosto scettico, spesso si rivelano essere dei fuochi di paglia immediatamente sostituiti dalla hit del momento successiva in un loop semi infinito. Motivo per cui per tanto tempo ho snobbato The Promised Neverland, manga scritto da Kaiu Shirai e disegnato da Posuka Demizu edito in patria sulle pagine di Weekly Shonen Jump ed in Italia da J-Pop, l’ho snobbato al punto da non sapere davvero nulla di questa serie. Succede poi che una sera decidiamo di provare a guardare la prima stagione dell’anime disponibile su Netflix e ce le divoriamo letteralmente in un solo weekend, certo sono solo 12 episodi ma non siamo esattamente tipi da binge watching. Continua a leggere

Sand Land – Recensione

sand land akira toriyama manga

Akira Toriyama è entrato a far parte dei mangaka più conosciuti del mondo prima grazie al comico Dottor Slump & Arale poi trovando la consacrazione con Dragon Ball, tuttavia è autore di alcune brevissime storie che in Italia sono state edite da Star Comics in due comodi volumetti dal titolo Akira Toriyama Menu à la Carte, di un libro illustrato per bimbi inedito Toccio the Angeldella brevissima Cross Epoch in collaborazione con Eiichiro Oda (One Piece) e di mini serie stampate a parte: Cowa!, Kajika, Sand Land, Nekomajin, Jaco The Galactic Patrolman, Katsura/Akira in collaborazione con Masakazu Katsura (Video Girl Ai, Zetman etc..) e Kintoki inedito in Italia.  Continua a leggere

Death Note il film di Netflix – Recensione

Death Note Netflix poster

Per puro caso siam finiti a guardarci il tanto discusso film di Death Note prodotto da Netflix basato sul manga omonimo di Tsugumi Oba e Takeshi Obata pubblicato in Giappone sulle pagine della celebre rivista Shonen Jump, curiosi di sapere se fa davvero così schifo come dicono sui social. Ebbene posso affermare con certezza che avevo ragione: peggio de La Torre Nera non potevano fare e non l’hanno fatto! E francamente non l’ho trovato nemmeno così brutto, il problema nasce con il confronto con il manga originale, manga che personalmente ho sempre trovato sopravvalutato ma di cui riconosco i pregi, che è decisamente più coraggioso e di ben altro livello. Continua a leggere

Beelzebub e Gintama, ovvero come sono tornato ai manga shonen

In realtà dire che sono tornato agli shonen non è corretto, non li ho mai abbandonati del tutto, per passione (o follia) continuo a collezionare qualsiasi serie appartenente al brand dei Cavalieri dello Zodiaco e probabilmente per masochismo sto continuando One Piece che ormai ha quasi raggiunto gli ottanta (ottanta!!) volumi, che una parte di me vorrebbe anche mollare ma farlo dopo tutti quei volumi mi pare ancor più masochistico. Ci sarebbe anche Hunter X Hunter ma è fermo da oltre due anni per cui non fa testo. Fatto sta che da un po’ di tempo ormai i manga che leggo per lo più sono seinen (giusto qualche esempio: Real di Takehiko Inoue, tutte le opere di Tsutomu Nihei, Violence Jack di Go Nagai (che per assurdo nasceva come shonen) e più di recente anche Gantz di Hiroya Oku).

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Saint Seiya – I Cavalieri dello Zodiaco

Saint Seiya Cavalieri dello ZodiacoTitolo: Saint Seiya – I Cavalieri dello Zodiaco
Autorie: Masami Kurumada
Edizione originale: Saint Seiya
Edizione italiana: I Cavalieri dello Zodiaco vol.1-42 (Granata Press, 1992-1994), Saint Seiya – I Cavalieri dello Zodiaco vol.1-28 (Star Comics, 2000-2002), Saint Seiya – I Cavalieri dello Zodiaco perfect edition vol.1-22 (Star Comics, 2008-2010)

Per chi, come me, è nato a metà degli anni ’80 i Cavalieri dello Zodiaco, che successivamente abbiamo scoperto intitolarsi originariamente Saint Seiya, insieme a titoli come Ken il Guerriero, Transformers e Tartarughe Ninja, rappresentano una tra le serie che più ne hanno caratterizzato l’infanzia, ben prima dell’avvento di Dragon Ball, che seppur nato nello stesso periodo dei Cavalieri di Athena, ha iniziato a godere di successo solo a partire dalla fine degli anni ’90.

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