Reading Times: Fight Club 2, Crisi Finale, Lupin III e Spawn

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Terribilmente assente da oltre un mese torna la rubrica delle nostre letture di cui inizialmente doveva farne parte anche Universo DC Rinascita ma pian piano ha preso vita propria e non mi sembrava il caso di mischiarlo con gli altri titoli di cui vogliamo parlare che come da titolo sono: Fight Club 2, Crisi Finale, Lupin III e Spawn.

Fight Club 2

Fight Club, il bellissimo romanzo di Chuck Palahniuk del 1996 poi divenuto un film cult, era una grossa critica nei confronti del consumismo e dell’alienazione da esso derivato. Quindi di per sé Fight Club 2 non dovrebbe esistere, eppure eccolo qua. E chi ha amato il romanzo e soprattutto lo ha capito non dovrebbe accettarne l’esistenza, eppure siamo tutti corsi a comprarlo. Quindi Tyler aveva ragione, no? Di questo Fight Club 2, sequel a fumetto va specificato, scritto sempre da Palahniuk e disegnato da Cameron Stewart ho letto tanti che l’hanno definito come una paraculata da parte dell’autore stesso, e in effetti non posso dargli torto, per via di quel che accade nel finale. Però tolta quella paraculata, che non sto qua a specificare o a parlare delle sue metafore per non spoilerare nulla, non è che rimanga molto. Il bello di Fight Club 2 sta tutto li, la trama in sé non l’ho trovata particolarmente intrigante e coinvolgente o con plot twist degni dell’autore. In questo momento della mia vita di lettore di fumetti in cui sono diventato molto più selettivo di una volta e non mi faccio tanti scrupoli a mettere su eBay un volume appena acquistato che non ha soddisfatto i miei gusti (per esempio è successo con il primo volume di Doctor Strange di Aaron) Fight Club 2 in qualche modo ha trovato il suo spazio. Come direbbe Thor Fight Club 2 è degno!

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Crisi Finale

Crisi Finale di Grant Morrison invece è una saga evento della DC Comics risalente al 2008 che all’epoca non mi fece del tutto impazzire, anzi. Con l’uscita dell’edizione Deluxe della Lion Comics mi son deciso a riprovarci con una nuova lettura, magari quasi dieci anni dopo con maggior maturità ed esperienza l’avrei apprezzata di più. E in effetti così è stato… almeno all’inizio. La trama vede gli eroi della DC affrontare per l’ennesima volta Darkseid e i suoi dei di Apokolips in quella che sarà la Crisi Finale della Terra. Ho trovato questa saga di grande impatto ed epicità, rivedere degli eroi affrontare un malvagio dopo anni di saghe Marvel, ad esclusione di Infinity, in cui gli eroi se le danno solo tra di loro, beh  è stata una ventata di aria fresca! Purtroppo non ho apprezzato del tutto il finale, se tutta la saga si fosse concentrata solo sulla lotta con Darkseid forse era meglio, nel corso della storia vediamo anche Superman affrontare una crisi temporale che coinvolge più universi (altra storyline che ho apprezzato) che si va ad unire con un altra sottotrama legata ai Monitor del multiverso che francamente è un vero casino. Morrison lascia stare l’epicità e l’eroismo visto nei capitoli 1-6 della saga più alcuni tie-in, due episodi di Batman e Final Crisis Submit, per rendere tutto fin troppo ermetico. Rivalutato si ma non del tutto. Ottimi i disegni di J.G. Jones e Doug Mahnke.

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Lupin III

Lupin III non ha bisogno di presentazioni, l’anime è una delle serie più famose qua in Italia ma il manga originale un po’ meno essendo stato pubblicato con poca continuità rispetto ad altri titoli. Il mio lato collezionista ha sempre voluto leggerlo per scoprire come fosse in origine e lo scorso anno questo desiderio è stato esaudito da Planet Manga che ha iniziato una riedizione integrale, almeno della prima serie, se proseguiranno con la seconda ancora non lo so. Giunti al nono volume devo ammettere di essere stranito da quest’opera, è una lettura piacevole e divertente, l’umorismo è una delle componenti fondamentali del manga, ma non mi ha preso del tutto. C’è da sottolineare che nella mia testa è molto presente la versione anime e i vari film dedicati al personaggi per cui l’approccio decisamente diverso dell’autore non è da sottovalutare, è totalmente diverso e non parlo solo del grado di maturità di certe tematiche ma proprio di impostazione della storia, non è un caso che i capitoli che mi sono piaciuti di più siano anche quelli che han fatto da ispirazione per l’anime, solo che gli preferisco quest’ultima versione all’originale che trovo meno sviluppata e sbrigativa perché ogni avventura si svolge in un solo capitolo e non in più episodi come accade oggi, il che personalmente mi coinvolge meno nella lettura dato che non c’è una trama di fondo da portare avanti, per intenderci avrei preferito un approccio alla City Hunter se avete presente come si sviluppano le avventure nel manga di Tsukasa Hojo. Aggiungeteci pure il fatto che non c’è una vera e propria continuity, i personaggi sembrano non conoscersi da un capitolo all’altro, in particolare Fujiko che in ogni capitolo sembra sempre un altro personaggio, come se fosse un attrice divisa in tanti ruoli. Detto ciò merita anche questo un posto nella collezione, M0nkey Punch era davvero avanti per l’epoca in cui iniziò a pubblicare Lupin, un po’ per il tratto davvero particolare e singolare rispetto ai canoni giapponesi, un po’ per il modo di narrare, voglio dire un capitolo lo viviamo interamente in prima persona da uno dei protagonisti, un approccio davvero moderno e all’avanguardia per l’epoca.

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Spawn

Chiudiamo con Spawn, serie che ormai seguo da qualche anno , per l’esattezza dalla saga Endgame in cui debuttava Jim Downing, il nuovo Spawn che prese il posto di Al Simmons (di cui avevo letto le avventure ai tempi di Spawn Collection e più di recente nell’edizione da libreria Origins Collection di Panini Comics). C’è voluto un po’ per abituarsi a questo Spawn, anzi inizialmente Endgame non mi piacque nemmeno tanto da farmi dubitare se continuare o meno, eppure piano piano Jim si è conquistato il suo spazio, Todd McFarlane ha dimostrato quanto sia maturato alla scrittura rispetto agli anni ’90 che paradossalmente rappresentano l’apice commerciale per la serie e i disegni… beh i disegni di Szymon Kudranski sono pura arte, oscuri e perfetti per l’atmosfera horror della serie che ha abbandonato del tutto il genere superheroes. Pochi numeri fa però è tornato Al Simmons, Jim è stato messo da parte, Kudranski è stato sostituito da Jonboy (nell’immagine) il cui stile è completamente diverso e la scrittura della serie per quattro numeri è stata affidata a Paul Jenkins che in passato è stato sinonimo di qualità. E di nuovo ho dubitato, mi ci sono voluti diversi episodi per riprendere confidenza con Al Simmons, forse merito del ritorno di Todd, forse del ritorno di Kudranski (momentaneo? non lo so) o forse semplicemente merito della storia che sta prendendo finalmente forma e che mi ha gasato a mille ma a fine volume ne volevo ancora. L’ultimo episodio letto è semplicissimo, scritto e disegnato da Todd McFarlane ed Erik Larsen, poche battute, tutta azione, tanto hyper per la Satan Saga War.

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3 thoughts on “Reading Times: Fight Club 2, Crisi Finale, Lupin III e Spawn

  1. Al di là di paraculate e del concetto di consumismo che va a cozzare con il “messaggio” che si portavano dietro romanzo e film [che si è perso già dal momento che si è deciso di farlo il film], io Fight Club 2 non l’ho per niente apprezzato.
    La storia è un casino fatto solo di fanservice e grandi ritorni [tutti i personaggi del romanzo ritornano, TUTTI] e quando cerca di fare il passo in più si perde in banali trovate metanarrative che lasciano il tempo che trovano.
    Poi per carità, magari sono io che non l’ho compreso, anche il romanzo a suo tempo non fu capito…ma per me è questo sequel resta un grande e sonoro “NO”.

      • È una interpretazione interessante, visto così il fumetto possiamo dire che compie il suo lavoro, ma un’opera fumettistica non può essere solo revisionismo e sperimentazione [in realtà può esserlo, ma non con un titolo del genere] deve avere anche un minimo di contenuto.

        Anche il romanzo in se era delirante con frasi [e fasi] sconnesse o ripetute ossessivamente, c’erano dialoghi che non si potevano leggere in modo superficiale perché strutturati in modo particolare, ma oltre allo “stile” c’era dietro una bella storia, dei personaggi solidissimi e momenti diventati iconici [obbiettivamente più per il film che per il libro]. Il fumetto invece tutto questo non ce l’ha.
        Per me resta un povero tentativo di Palahniuk di ricreare tra il pubblico il mindfuck che si era creato ai tempi della pubblicazione del libro [e ancor di più con il film] e magari farci due soldi nel frattempo. Tentativo fallito per quanto mi riguarda :/

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