The Mask: I pledge allegiance to the Mask – Recensione

The Mask, il personaggio dei fumetti Dark Horse creato da John Arcudi e Doug Mahnke, dopo vent’anni di assenza dagli scaffali delle fumetterie è tornato sul finire del 2019 con una miniserie scritta da Christopher Cantwell e disegnata da Patric Reynolds dal titolo The Mask: I pledge allegiance to the Mask.
Il titolo è una parodia al Pledge of Allegiance, il giuramento di fedeltà alla bandiera degli Stati Uniti d’America, è chiaro sin da subito come questo ritorno della Maschera affondi piene mani nella politica, lo potete anche vedere in copertina con i manifesti che evidentemente fanno il verso ad Obama, ma non è su Obama che Christopher Cantwell intende fare satira e parodia, ma verso un altro politico le cui parole e azioni sono talmente esagerate da sembrare lui stesso surreale e caricaturale, come se fosse uscito dalle pagine di un fumetto, ovviamente parlo di Donald Trump, ma che ve lo dico a fare?

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Mortal Kombat: Shaolin Monks

Mortal Kombat: Shaolin Monks copertina

L’idea di sviluppare un gioco con protagonista Liu Kang risale ai tempi di Mortal Kombat: Special Forces ma l’idea venne accantonata a causa dell’accoglienza negativa e il flop di vendite di quest’ultimo, unito alla partenza di John Tobias dalla Midway. Fino al 2004, anno in cui il gioco entrò ufficialmente in sviluppo per poi uscire sul finire del 2005 su Playstation 2 e Xbox con il titolo Mortal Kombat: Shaolin Monks con Kung Lao come co-protagonista.

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Terminator 3: le macchine ribelli

Terminator 3 locandina

Ho rivisto Terminator 3: le macchine ribelli armato di buone intenzioni, speranzoso di rivalutarlo in meglio rispetto al passato ma nel momento in cui la Terminatrix ha iniziato a collegarsi ad internet tramite un cellulare simulando il suono della connessione 56k, che i più giovani probabilmente nemmeno conoscono, ho capito che c’era qualcosa di profondamente sbagliato in questo film, solo che ancora non avevo capito quanto.
La storia dietro alla realizzazione del terzo episodio di Terminator inizia subito dopo il successo di Terminator 2 ma per una lotta sui diritti del franchise troppo lunga da spiegare il progetto prese il via concretamente solo nel 1999, per le riprese invece si è aspettato il nuovo millennio. Terminator 3: Rise of the Machine, tradotto inspiegabilmente con le macchie ribelli in Italia, uscì nel 2003, dodici anni dopo T2, per la regia di Jonathan Mostow in quanto James Cameron si disse non più interessato al progetto un po’ perché sentiva di aver dato e detto tutto della storia da lui creata, un po’ perché infastidito dal fatto che la sua creatura gli fosse stata sottratta e molto probabilmente perché ancora impegnato a contare i soldi guadagnati con il suo ultimo film.

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Transformers: Victory – I giocattoli in esclusiva per il Giappone del 1989 parte 1: Autobot

Nel 1989 Takara, la casa produttrice giapponese dei Transformers, offrì una linea completamente diversa da quella offerta nello stesso anno da Hasbro, basati sull’anime Transformers: Victory. Fino a quel momento Takara aveva sempre utilizzato gli stessi stampi di Hasbro con qualche cambio di colore e qualche figura esclusiva occasionale, invece con la linea del 1989 la maggior parte dei giocattoli era totalmente nuova e interamente progettata per il mercato giapponese e non sono mai stati rilasciati all’estero, salvo qualche eccezione inserita con qualche modifica in altre linee come Galaxy Shuttle usato da GiG, diventando molto popolari nel mercato del collezionisti occidentali.

(fonte: TFWiki.net)

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Jurassic World: Camp Cretaceous stagione 1 – Recensione

Jurassic World Camp Cretaceous

Jurassic World: Camp Cretaceous, inspiegabilmente intitolate in Italia Jurassic World – Nuove avventure, è una nuova serie animata in CGI approdata su Netflix che va ad espandere ulteriormente la saga cinematografica ispirata al romanzo di Jurassic Park di Michael Chricton.
Vado subito al sodo? Pur rimanendo una serie puramente per ragazzini è molto meglio dell’ultimo film!

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Mortal Kombat: Deception

Mortal Kombat Deception

Il rilancio della saga di Mortal Kombat iniziato nel 2002 con Deadly Alliance fu un successo e il sesto capitolo venne annunciato solo pochi mesi dopo. Mortal Kombat: Deception esce esattamente due anni dopo, nel 2004, per le principali console dell’epoca riprendendo la storia esattamente da dove si era interrotta.
Il gameplay è simile a quello del precedente gioco ma presenta alcune migliorie e novità, il gioco si fa più fluido, le combo vengono rinnovate e aumentate, ma soprattutto viene aggiunta l’interattività con le arene, con l’introduzione di trappole che se attivate possono uccidere immediatamente l’avversario e ribaltare l’esito di un incontro. Inoltre viene data la possibilità di spezzare per tre volte a match la combo avversaria (combo breaker).Le Fatality ritornano ad essere due per personaggio ma allo sconfitto viene data la possibilità di fare Harakiri, in una sorta di gara a chi esegue per primo la mossa finale dopo il classico “Finish Him/Her”.

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Terminator 2: il giorno del giudizio

Terminator 2 locandina

Terminator 2: il giorno del giudizio (Judgement Day) è un film profondamente diverso dal suo predecessore, le atmosfere cupe e pessimiste del primo film vengono abbandonate e lasciano spazio all’intrattenimento puro e sfrenato, ma di un intrattenimento che probabilmente fino a quel momento non si era ancora visto a cui forse solo Star Wars si avvicinava.
Terminator 2 esce nelle sale cinematografiche nel 1991, ben sette anni dopo il primo capitolo della saga, quando ancora non era una saga, segno che già all’epoca James Cameron si prendeva tutto il tempo che voleva e pensava avesse bisogno per realizzare un sequel. Oggi diremmo che sette anni sono troppi, che sarebbe fuori tempo massimo, figuriamoci i tredici anni che sta impiegando per Avatar 2. Il fatto è che Cameron pare voler sempre puntare più in alto ad ogni suo film, se non da un punto di vista puramente narrativo (T2 essenzialmente ha la stessa trama del primo film) almeno da quello cinematografico, e non si può negare che Terminator 2 all’epoca fu veramente qualcosa di unico. Costato la bellezza di 100milioni di dollari, “solo” 95 milioni in più rispetto al film del 1984, fu rivoluzionario per i bellissimi effetti speciali che proponeva, con personaggi in CGI così reali ancora oggi che molti film moderni possono solo sognarsi, il che è paradossale al giorno d’oggi.

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Transformers G1: le esclusive giapponesi parte 2

Seconda parte delle esclusive dei Transformers per il Giappone, o come li chiamano sobriamente loro Fight! Super Robot Lifeform Transformers. Questa volta vediamo i pezzi usciti in esclusiva nel 1988 nella linea Super God Masterfoce (divenuta da noi Pretenders) e poi saltiamo al 1990 con Transformers Zone (i nostri Micromasters). Per la serie giapponese del 1989 ne riparliamo la prossima volta dal momento che fu una serie totalmente inedita in occidente.

continua da: Transformers: le esclusive giapponesi parte 1

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Yu-Gi-Oh! Millennium Duels

Yu-Gi-Oh! Millennium Duels

Alla veneranda età di 35 anni ho scoperto il gioco di carte di Yu-Gi-Oh! e mi sta piacendo un sacco! In realtà non è che non lo conoscessi, semplicemente non ci avevo mai giocato, conoscevo un po’ l’anime e basta. Ed è proprio grazie all’anime che oggi mi sono appassionato al gioco di carte.
Ricapitolando. Di recente l’anime della primissima serie di Yu-Gi-Oh!, che in realtà non è la primissima serie tratta dal manga di Kazuki Takahashi ma la prima concentrata sul Duel Monsters, è stato aggiunto al catalogo di Netflix e ho deciso di guardarla dal momento che all’epoca non la guardai regolarmente. Parlandone a lavoro viene fuori che tra i miei colleghi c’erano dei veri e propri appassionati del gioco di carte, incuriosito volevo quasi provarlo ma iniziare oggi a prendere le carte mi pare un po’ esagerato, inoltre una volta comprato uno starter deck avrei dovuto trovare un avversario con cui giocare, quindi mi è stato consigliato in alternativa di scaricare la app Yu-Gi-Oh! Duel Links, gioco per mobile uscito nel 2016.

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Trasformazione! Quando gli eroi si trasformano

I supereroi dei fumetti di solito sono persone normali che poi da un giorno all’altro si ritrovano con dei superpoteri, per Spider-Man è stato un incidente, per Lanterna Verde un oggetto venuto dallo spazio. Per altri invece è una questione di DNA, Superman è un alieno, gli X-Men sono mutanti che manifestano i propri poteri al raggiungimento della pubertà, a noi inizia a crescere la barba e ci cambia la voce, a loro magari spuntano degli artigli dalle mani e iniziano a sparare raggi dagli occhi. Più o meno tutti sono accomunati dal fatto che con o senza poteri essenzialmente sono sempre loro stessi, molti di loro celano la propria identità dietro ad una maschera e nascondono i propri doni al mondo. Ad alcuni inece non interessa nemmeno nascondersi. Poi c’è tutta una serie di eroi che non solo ottiene dei poteri ma che per poteri usare deve letteralmente subire una metamorfosi fisica, se non addirittura lasciare il posto ad un altra persona. Vediamone un po’ insieme.

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