The Falcon and the Winter Soldier – Recensione

The Falcon and the Winter Soldier poster

Quando un anziano Steve Rogers nell’epilogo di Avengers: Endgame consegnò lo scudo a Sam Wilson e non a Bucky storsi il naso. Non perché non ritenessi degno il personaggio dello scudo, dopotutto nei fumetti entrambi hanno indossato il costume di Captain America in sostituzione dell’originale, peggio perché un nero non è degno di portarlo, semplicemente perché il legame tra Steve e Bucky era semplicemente più forte di quello tra Steve e Sam, almeno per quello che ci hanno mostrato al cinema, dopotutto Captain America in Civil War mise tutto in discussione, il suo ruolo come simbolo e leader degli Avengers, pur di salvare il suo amico, e comunque è un fatto, Bucky e Steve sono come fratelli, si conoscono sin da bambini, il loro rapporto non è paragonabile a quello instaurato con Falcon, che comunque non è meno vero. Ma se c’è una cosa che ai Marvel Studios han sempre fatto è pensare a far funzionare al meglio la loro macchina da soldi, cercando di far quadrare sempre il tutto, con un occhio di riguardo ai fan dei fumetti e guardando al futuro rimescolando le carte in tavola per offrire un punto di vista inedito. Ed è qui che The Falcon and the Winter Soldier trova il suo senso di esistere, pur rimanendo una serie tv più canonica di quanto non lo fosse WandaVision.

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Buona Pasqua

Auguri di Buona Pasqua a tutti i lettori di questo blog/sito.
Colgo l’occasione per dirvi qualcosa che immagino avrete notato da soli, sto pubblicando sempre meno.
Eravamo tornati a metà Marzo dopo una pausa forzata di tre settimane pubblicando per altrettante settimane ma con meno regolarità di prima, ora son dieci giorni che non pubblico nulla di nuovo.
Vorrei ma non posto. Altri pensieri, poca voglia di mettermi al computer a scrivere, e mi dispiace perché non voglio perdere ciò che ho costruito e coltivato qua, specialmente dopo gli ottimi risultati degli ultimi mesi, il blog ha registrato per ben due volte consecutive il suo record di visite mensili, non voglio che cali ma al contempo ho altre cose a cui pensare, insomma è una specie di circolo vizioso.
Vediamo se riuscirò a pubblicare qualcosa nei prossimi giorni, la vedo dura tornare a pubblicare regolarmente da lunedì a venerdì ma magari qualcosa a singhiozzo potrebbe uscirne, almeno per non farvi dimenticare dell’esistenza di Omniverso.
Vi auguriamo nuovamente di passare una buona Pasqua, ci rileggiamo sul blog.

Transformers: l’ultimo cavaliere – Recensione

Dopo un lungo tira e molla iniziato nel 2011 con Transformers 3 Michael Bay torna nuovamente alla regia dei robot alieni trasformabili con un quinto film intitolato Transformers: l’ultimo cavaliere (The Last Knight). Ma state tranquilli, a mettere fine a questa tormentata relazione ci pensò il semi flop al box office.

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Neon Genesis Evangelion – Recensione

Dopo anni abbiamo deciso di a riaffrontare nuovamente la saga di Neon Genesis Evangelion, in realtà ci avevamo già provato quando venne aggiunta al catalogo Netflix con il nuovo doppiaggio curato da Gualtiero Cannarsi, non facemmo nemmeno in tempo a raggiungere il quarto episodio che a Neon Genesis Maparlacomemangi venne tolta la traccia in italiano dopo la valanga di critiche che il pubblico rivolse al colosso streaming.
C’è voluto oltre un anno per un nuovo doppiaggio (in) italiano.
Personalmente pensavo sarebbe stato più complicato, specialmente nella sua seconda intricatissima parte, e invece no, senza troppi giri di parole mi sento di dire che Evangelion è un piccolo capolavoro dell’animazione giapponese e della fantascienza, e sappiate che non uso termini come capolavoro tanto facilmente.

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Zack Snyder’s Justice League – Recensione

Non sono mai stato un sostenitore della cosiddetta Snyder’s Cut di Justice League, non l’ho mai nascosto. Non tanto perché contrario a vedere la versione voluta da Zack Snyder quanto per il semplice fatto che il movimento Release the Snyder’s Cut partiva da presupposti sbagliati, su tutti l’imputare a Joss Whedon colpe che in realtà non aveva, non totalmente almeno, come se il creatore di Buffy si fosse intrufolato negli studi della Warner Bros. di nascosto e avesse rubato e modificato di testa sua il film. Non è andata esattamente così e questa nuova versione lo dimostra, chi dice il contrario mente a se stesso sapendo di mentire.
Personalmente apprezzai la versione cinematografica di Justice League, l’apprezzai nella sua mediocrità chiaramente, perché non era un brutto film, solo mediocre. Il problema è che non ti puoi permettere di realizzare un film mediocre quando metti per la prima volta insieme personaggi del calibro di Superman, Batman, Wonder Woman e Flash (Aquaman era ancora considerato uno sfigato e Cyborg non se lo filava nessuno). Ma la colpa non fu di Whedon, ma solo della Warner Bros che impose dei cambiamenti.

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Jurassic Park III – Recensione

Quando Steven Spielberg giocava ancora a tira e molla per dirigere Il Mondo Perduto il regista Joe Johnston era in trattative con la Universal per sostituirlo. Il nome di Johnston forse ai più potrebbe non dire molto ma sicuramente avrete visto alcuni suoi film come Tesoro mi si sono ristretti i ragazzi, Jumanji e Captain America: il primo Vendicatore.
Alla fine come saprete fu Spielberg a dirigere il sequel di Jurassic Park ma con la promessa di lasciare la regia di un ipotetico terzo film a Johnston, anche se la parte a San Diego de Il Mondo Perduto in realtà doveva proprio far parte di un terzo episodio ma Spielberg voleva girarla lui a tutti i costi, per quella famosa cosa che voleva girare il suo King Kong, inserendola un po’ a forza nel suo film.
Jurassic Park III esce nel 2001 diretto proprio da Johnston e con Spielberg in veste di produttore ed è il primo film della saga a non essere tratto da un libro di Michael Crichton.

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Kay: la guerra del buio – Recensione

Dopo il successo di Attica la Sergio Bonelli Editore prova nuovamente la strada del formato manga con Kay: la guerra del buio, spin off del più celebre Nathan Never scritto da Alessandro Russo, aiutato da svariati altri autori Bonelli.
A differenza di Attica però Kay è un prodotto un po’ ingannevole. Attica è un progetto che nasce per quel formato, provando a sperimentare soluzioni grafiche insolite per un editore come la Bonelli, Kay invece come già detto è uno spin off di Nathan Never e non solo, è una ristampa. La saga di Kay venne pubblicata tra il 2014 e il 2019 sulle pagine di Agenzia Alfa e Speciale Nathan Never nel classico formato Boneli, quindi per questa nuova edizione è stata rimontata per il formato tankobon 13×18, e un possibile lettore a digiuno dal fumetto italiano attirato dal formato, magari dopo aver letto proprio Attica si può trovare un po’ spiazzato nel vedere dei disegni così classici a differenza di quelli proposti in copertina.
Ma superato questo ostacolo e dando una possibilità alla storia non si rimane delusi.

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Extreme Dinosaurs [Action Figures Vintage]

Dopo il successo degli Street Sharks tra il 1994 e il 96 la Mattel ci riprova con una nuova linea di giocattoli chiamata Extreme Dinosaurs, con protagonisti un gruppo di dinosauri umanoidi. Dalla linea di giocattoli venne tratta una serie animata prodotta dalla DIC Productions, che già aveva realizzato il cartoon degli Street Sharks dove i dinosauri erano già apparsi negli ultimi episodi con il nome di Dino Vengers. Ma le due serie non sono correlate tra loro dal momento che le origini dei personaggi sono diverse.
La storia ha per protagonisti un Tirannosauro, un Triceratopo, uno Stegosauro e uno Pteranodonte trasformati da un criminale interdimensionale in super guerrieri. I quattro però gli si sono rivoltati contro diventando degli eroi e tocca a loro fermare i piani dei Raptors, il secondo gruppo di super dinosauri creati dal malvagio. E ovviamente il campo di battaglia è la Terra. La serie animata conta 52 episodi andati in onda nel 1997.

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WandaVision – La pseudo recensione

Non so nemmeno da dove cominciare. L’unica cosa che mi chiedo ora è: ma fate sul serio? Dopo l’entusiasmo iniziale ora che WandaVision si è concluso mi tocca leggere tutta una serie di commenti da parte di fan delusi… perché le loro fan theory si sono rivelate sbagliate? Ma siete seri?
Ci sta che la serie non possa essere piaciuta a tutti, io stesso ammetto di non averla apprezzata fino in fondo, ma più per mie cose personali che non per i suoi effettivi difetti, qualcosa non mi ha permesso di godermela come si deve e il format devo ammettere che non fa esattamente per me, motivo per cui penso che preferirò una più classica Falcon and the Winter Soldier ma cavolo, piagnucolare sul fatto che questa o quella cosa non è andata come voleva una fetta di fan piuttosto che valutare quello che effettivamente è stato, beh, è davvero insensato e infantile.

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Il Mondo Perduto – Jurassic Park – Recensione

Quando venne pubblicato il romanzo di Jurassic Park lo scrittore Michael Crichton subì pressione dai fan per scrivere un sequel, Crichton però non aveva mai scritto alcun sequel per nessuna delle sue opere, lo riteneva una cosa difficile da realizzare perché ci si deve cimentare con qualcosa che sia allo stesso tempo lo stesso prodotto ma diverso, il rischio di fare qualcosa di eccessivamente simile o di così diverso da snaturare la storia è dietro l’angolo, un sequel è rischioso. Ma il successo del film del 1993 fu tale da portare il film in cima alla classifica dei film di maggiore incasso di sempre e ovviamente Steven Spielberg si disse interessato a girare un sequel, e così Crichton inizia seriamente ad accarezzare l’idea di scriverlo sul serio e questo sequel si concretizza nel Settembre 1995 con la pubblicazione di The Lost World, Il Mondo Perduto, il cui titolo è un omaggio al romanzo omonimo di Arthur Conan Doyle, con cui condivide alcune tematiche.

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