DC’s Legends of Tomorrow – Stagione 1 recensione

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Mentre negli Stati Uniti andava in onda la seconda stagione qua in Italia debuttava la prima stagione di DC’s Legends of Tomorrow, meglio tardi che mai direi, e come nostra consuetudine lo abbiamo guardato con tutta calma gustandoci il finale con un leggero ritardo, perché a noi qua a casa Omniverso non ci piace spararci tutte le serie in una sola notte per poi fare i fenomeni il giorno dopo sul web come in certe paginette. Berlanti finalmente c’è riuscito! A fare cosa, vi state chiedendo?

A realizzare una serie su un gruppo di supereroi! Si, perché a giudicare da come sono andate le cose in Arrow, The Flash e Supergirl, dove alla fine tutti i comprimari finiscono per far parte dello stramaledetto TEAM,  la parola che temo più di ogni altra cosa da quando segue queste serie, mi vien da pensare che fosse la sua vera intenzione sin dall’inizio! Peccato che nelle serie sopracitate il più delle volte, che a occhio e croce significa sempre, questo team formato dai vari comprimari è decisamente forzato dal momento che questi personaggi non hanno una vita propria e finiscono per fare tutto in funzione dell’eroe principale. Qualcuno dirà “eh ma è normale, il protagonista è uno solo!”, e in effetti pure loro non è che abbiano poi tutta sta vita privata, forse giusto un po’ Supergirl e  un po’ Oliver Queen nella quinta serie ora in onda ma per un motivo sempre legato alla sua doppia vita, ma ciò non significa che la crescita di un personaggio debba sempre essere subordinata a quello che succede all’eroe. In Legends of Tomorrow questo “problema” non sussiste, essendo una serie corale non c’è un protagonista che spicchi sugli altri, e per motivi narrativi la loro vita è solo dedita all’avventura. Per questo e altri motivi, di cui parlerò dopo, Legends of Tomorrow è forse la miglior serie supereroistica, almeno per quanto mi riguarda, di tutto il pacchetto DC/TheCW. Non sarà tecnicamente raffinata e ben recitata come un Daredevil ma per quanto riguarda il puro aspetto ludico e classico del genere per me ci ha preso in pieno. Sia chiaro, non si tratta di una serie priva di difetti ma nel complesso funziona.
Funzionano i protagonisti, un gruppo ben assortito di personaggi, le cui personalità per quanto diverse non cercano di sovrastarsi l’una con l’altra, paradossalmente i personaggi che ho trovato meno interessanti sono quelli intorno al quale ruota un po’ tutta la vicenda, sto parlando di Hawkman l’inutile, Hawkgirl la noiosa e del villain della situazione, Vandal Savage. Funzionano le varie avventure, tutte legate dal filo comune che è rappresentato da Savage, e i viaggi nel tempo sono il pretesto ideale per poter sperimentare come non è mai stato fatto prima nelle altre serie CW, gli episodi negli anni ’70 sono i miei preferiti, forse i migliori di tutta la stagione, situazioni che difficilmente potremmo rivedere negli altri show. Queste avventure sono penalizzate fortemente da certe forzature della trama in cui i nostri eroi invece di sfruttare i propri poteri preferiscono agire in modi totalmente illogici senza una vera spiegazione. Quante volte Ray Palmer poteva evitare qualsiasi problema rimpicciolendosi invece di doversi travestire nemmeno fosse Lupin? O quante volte Jackson e Stein potevano fondersi in Firestorm per porre termine a inutili lotte? Troppo semplice per lo svolgimento della trama? Certo, ma così ci hanno solo fatto la figura degli stupidi, la trama  si poteva sviluppare in tanti altri modi ma si è scelta la strada stupida.
Almeno ci ho potuto ridere sopra, c’è ben di peggio in tv. Fatto sta che, salvo qualche caso, ho apprezzato non poco il lavoro svolto sui personaggi, tanto da rivalutare personaggi che odiavo, come Sarah Lance/White Canary e persino Mick Rory che sembra messo lì giusto per menare un po’ le mani. Buona l’evoluzione di Cold, ottimo il rapporto tra Jackson e Stein. Buono l’unico vero nuovo personaggio, ovvero Rip Hunter, da companion del Dottore a Time Master, che buffa la vita a volte. Aggiungiamoci il fatto che Legends rappresenta al meglio la continuity che si sta creando in queste serie avendo legami con entrambe le serie “genitori” in cui hanno debuttato quasi tutti i protagonisti ponendo anche le base per il futuro, tanto da poter finalmente parlare di un universo. Cose che probabilmente non vedremo mai al cinema con la DC.
Ora non ci resta che aspettare l’uscita della seconda stagione in italiano che di sto passo arriverà per fine anno. Sarà la volta buona che recuperiamo una serie in lingua originale, perché ok che per noi non c’è fretta ma così è ridicolo.

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