Iron Man di Kieron Gillen #1-13 – Recensione

Iron Man Marvel NOW 1Titolo: Iron Man
Autori: Kierion Gillen (storia), Greg Land, Dale Englesham, Carlo Pagulayan
Edizione originale: Iron Man vol.6 #1-17, Marvel Comics, 2013
Edizione italiana: Iron Man #1-13, Panini Comics, 2013-2014

Iron Man dopo una lunga run scritta da Matt Fraction, che si è rivelata come una delle migliori sul personaggio, è stato affidato alle mani dello scrittore Kieron Gillen che ha gia avuto modo di dimostrare le sue capacità su Uncanny X-Men e Journey Into Mystery dove ha proposto con intelligenza le avventure del giovane Loki.
Il suo Tony Stark è scritto bene, ben caratterizzato e sempre più in linea con la controparte cinematografica, cosa resa ancor più evidente dal design della nuova armatura di Iron Man, che questa volta accantona il rosso in favore di un nero con delle leggere sfumature rossicce.
Purtroppo Gillen non brilla molto su questo Iron Man Marvel NOW.
Il voler avvicinare il primo story arc, credere (#1-5), al film Iron Man 3 che sarebbe uscito poco dopo la sua conclusione, reintroducendo Extremis, non convince anzi risulta forzato, è un passo indietro per Tony Stark, per le sue armature; la cosa cozza in modo evidente con quanto espresso proprio nel ciclo Extremis di Warren Ellis; Gillen tuttavia ne è consapevole e ci fornisce una spiegazione per bocca dello stesso Stark ma non convince ugualmente.
Il tutto alla fine è un pretesto per spingere l’eroe verso nuovi orizzonti: lo spazio. La scusa perfetta per Stark di sfoggiare una nuova armatura spaziale il cui design lascia molto a desiderare pur ritornando al canonico rosso/oro ma allontanandosi dai canoni proponendo una maschera rossa e non la classica dorata.
Iron Man Marvel NOW space armorNel secondo story arc, il deicida (#6-8), ambientato proprio nello spazio l’eroe deve affrontare le conseguenze di quanto fatto nella maxisaga AVX. Purtroppo la situazione non migliora ma viene introdotto un personaggio dalla moralità ambigua, molto interessante, il robot Registratore 451, che assumerà un ruolo molto importante narrandoci le origini segrete di Tony Stark in un lungo story arc che si concluderà nel #17 originale (in Italia su Iron Man #13, 2014).
Iron Man è un eroe senza poteri, un semplice uomo che ha sempre potuto contare sulla sua grandissima intelligenza. Ma se non fosse proprio così? Se non fosse una caratteristica innata dell’eroe?
Gillen gioca con queste domande, ribalta completamente quello che sapevamo sull’eroe.
Attraverso il Registratore 451 ci viene narrata quindi la verità ovvero [ATTENZIONE SPOILER] che la grande intelligenza di Tony, il genio nel costruire armi e tecnologie avanzate è frutto di esperimenti effettuati proprio da 451 in accordo con i coniugi Stark per salvare la vita di loro figlio ancora nel grembo materno ma gia malato.
Una scoperta che avrà fatto storcere il naso non poco ai fan di Testa di Ferro (da non confondersi con Testa di Morte, il cacciatore di taglie cyborg presente anch’esso nella storia) tra cui ci sono anche io, ma Gillen con un twist finale ribalta nuovamente la storia svelandoci che in realtà Tony non è il vero figlio degli Stark, ma un figlio adottato per permettere al vero figlio nato ugualmente malato nonostante gli esperimenti di rimanere nascosto. Quindi tutto ciò che fa di Iron Man un eroe e un genio rimane intatto, ma con un fratello, Arno Stark, con cui può creare un futuro migliore. [FINE SPOILER]
Iron Man 15In definitiva Gillen ci ha messo un po’, un bell’annetto, ma alla fine è riuscito nell’impresa di rendere interessante l’Iron Man dell’era Marvel NOW! Ora non ci resta che sperare che continui così.
Per quanto riguarda la parte grafica la maggiorparte degli episodi sono stati affidati al disegnatore Greg Land, tanto odiato da una buona fetta di pubblico. Sia chiaro: Greg Land non disegna male, ma la sua tendenza a usare come riferimento le fotografie non fa altro che renderlo ripetitivo nelle pose e nelle espressioni (sempre se si limiti solo a usarle come riferimento e non semplicemente a photoshopparle).
A suo favore va però l’aver preso come riferimento l’armatura cinematografica di Iron Man (almeno nella prima parte) il cui design è uno dei migliori di sempre.

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